Dj Gengis: “L’influenza della buona vecchia musica suonata rimarrà per sempre”

da | Interviste

Loris Malaguti aka Dj Gengis è uno dei nomi di punta del turntablism italiano, parliamo infatti dell’arte di manipolare i suoni e creare musica mediante il giradischi ed il mixer da DJ, indiscusso protagonista in innumerevoli DJ battles e spalla costante nei live di Noyz Narcos, oltre che affermato beatmaker. 

Beat Coin è stato anticipato da WILD BOYS 2 e da UN’ALTRA BRASCA, con l’obiettivo di proporre un perfetto connubio tra vecchia e nuova scuola. Noi ci siamo imbattuti nelle sue parole, tra un chiacchiera e un beat.

Una cover album, quella di “Beat Coin”, che ci evoca nel suo minimalismo il fenomeno della crypto valuta, un valore mai statico che può variare nel tempo. Il concept del disco è questa, l’essenzialità che richiama un po’ Yeezus di Kanye West e che si cela per svelarsi nel suo contenuto. O semplicemente quello di discostarsi dall’immaginario della propria epoca lontano da omologazioni di stile?

Beh si ho fatto un bel casino!

Riguardo la cover ho affidato la direzione artistica a Moab Villain perché sapevo avrebbe reso bene il concept che avevo in mente, solido e minimale, e che avesse un riferimento chiaro alle criptovalute, altra mia grande passione assieme alla musica.

Quella di non seguire necessariamente i trend è stata sempre una mia prerogativa, sia nei dj set che nelle produzioni, semplicemente mi annoio a sentirmi suonare le stesse cose. Con i dj set è compulsività pura, non riesco a suonare lo stesso set più di una volta. Grazie comunque per avermi accostato a Yeezus.

Rappresentante, tu Dj Gengis, indubbiamente della scuola romana, ma come è cambiata la stessa? Ovvero, come si passa dalle origini di quella che era una vera sottocultura, Colle Der Fomento, Noyz Narcos alla contemporaneità di un genere che cambia completamente connotati, con la trap della Dark Polo Gang o della 126 Crew?

Io penso sia tutto legato alla legge dei grandi numeri, quando ci sono tantissimi artisti a fare una cosa, per forza di cose escono le gemme che fino a poco prima erano nascoste.

Ci hai parlato di questo lavoro come una sorta di ponte di collegamento, e lo si evince in maniera chiara dalla scelta di beat e linee melodiche, tra il passato della vecchia scuola e la contemporanea di synth e sonorità diverse. Come si è proceduto a un tale lavoro multigenerazionale? E come è avvenuta la scelta del “cast”? Personaggi apparentemente diversi tra di loro come Neffa, Gemitaiz, Clementino, Franco 126, Tormento, Dani Faiv etc.

Diciamo che mi è sempre venuto bene il ruolo di ponte tra persone, ho fatto connection fighe e improbabili, Salmo e Britti per dirne una! Mi fa piacere sia passato il concetto di poter unire – tramite la musica – diverse generazioni in un unico prodotto

Tutti i personaggi in un modo o nell’altro hanno fatto parte della mia vita e della mia carriera. La scelta è stata sempre dettata dalla musica appunto, gli accoppiamenti – a tal proposito – sono sempre stati più che naturali e mai forzati.

Il recente successo, tra gli altri, ad esempio di “Obe” di Mace ci ha raccontato questo sia oggi preminente e fondamentale il lavoro verso la scrittura di un successo che corre sul binario, inestricabile e parallelo, tra il lavoro alla scrittura e alla voce e quello de producer. Come avviene oggi questa tipologia di featuring? Sono due pezzi di uno stesso puzzle che si racchiudo in fase di post produzione o camminano insieme sin dalle prime ore di registrazione?

Per quanto mi riguarda camminano assieme dalle prime ore della registrazione, mi piace creare musica insieme agli artisti, modellandola anche in base agli spunti che mi danno loro.

Vogliamo sapere del prossimo futuro di Gengis, tornerà al fianco dei Noyz o ci sarà un lavoro promozionale magari dal vivo post uscita del tuo lavoro? E magari dicci se il prossimo futuro del rap muoverà ancora attraverso i solchi di un vinile o sarà un più lavoro di beat, elettronica e voci sintetizzate?

Non vedo l’ora di riprendere le nostre scorribande con Noyzetto! Quanto al futuro, staremo a vedere. Sicuramente la tecnologia renderà tutto sempre più compatto e portatile, ma l’influenza della buona vecchia musica suonata rimarrà per sempre.

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