Oggi Blanco è Blu Celeste

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Quasi a singulti, in un urlo sotto controllo, ritroviamo l’immaginario disparato di un giovane promettente: Blanco, classe 2003, esordisce col suo primo album Blu Celeste per Island Records.

A bocca aperta

Ascoltare Blu Celeste è come immergersi con Riccardo in una piscina di solo cloro: da ogni parte ti entra in bocca, nelle orecchie, negli occhi, li fa bruciare. Senz’altro l’atmosfera azzurrina è surreale, vivendo come può di quei forti contrasti tipici della giovane età. Una cosa è certa: ne abbiamo bisogno come dell’aria dopo una lunga apnea.

L’urgenza disordinata, erotica, ironica dell’album esplode sin dai primi istanti d’ascolto con Mezz’Ora Di Sole; segue Notti In Bianco, due volte certificata disco di platino e inno sempreverde nella memoria. Figli Di P*****a abbina una scrittura di livello ad una narrazione dispensabile, trita,  consunta.

La quarta traccia fa rumore, e lo annuncia a chiare lettere sin dal titolo: Blu Celeste, contro ogni aspettativa, è un’alcova intima, densa, fatta di rimpianto e paura sintetica. Ogni parola gocciola decisa su un tappeto sonoro che la assorbe e se ne nutre.

Ora sei un mio ricordo
Un mio ricordo immaginario
Dеl fratello che vorrei
Nato nel mese di acquario

Seguono Sai Cosa C’è e Paraocchi: torna il fragore esplosivo di chi, in punta di piedi, vuole conquistarsi un posto autenticamente proprio. Lucciole, come Finchè Non Mi Seppelliscono e Afrodite, ci ricorda de La Canzone Nostra: il lungo strascico melancolico dell’amore fa capolino fra una base magistrale e qualche acuto inarrivabile.

Come ricordo la prima volta
La prima volta da innamorato
Tu sei qualcosa che non c’è mai stato
Ti ho sognato

Chiudono l’album Pornografia, David e Ladro Di Fiori: esplosiva la prima, rarefatta la seconda e sguaiata l’ultima, immerse in un’atmosfera dai tratti onirici. 

Bruciano sì gli occhi, ma dalla commozione. Blanchito ci prende per mano, ci tiene a galla nel Blu Celeste delle sue emozioni: non sarà memorabile proprio ogni bracciata, ma arrivare al traguardo… è un soffio di libertà.

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