I Frammenti ci parlano della loro Fukushima, di partenze e di strade di provincia

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Da qualche giorno è possibile organizzare un piccolo viaggio, quello che porta alla Fukushima di Frammenti, che anticipa il secondo di quattro ep dedicati al tema del viaggio.

Andare oltre la vita di provincia, quella stagnante, Fukushima sembrava per i ragazzi di Frammenti il posto migliore per andare oltre, per andare altrove. A loro piace sperimentare quel pop capace di trasportare oltre ogni tipologia di confine, dedicando questi suoni a coloro i quali sono capaci di prenderci per mano e portarci ovunque vogliamo.

Quando sono qui con te,
questa stanza vola in più pianeti… 

Il passaggio dall’immaterialità delle pareti del maestro Gino Paoli alla capacità di trasformazione della stanza in qualcosa capaci di volare e farci visitare altre realtà. Le pareti sono da sempre state un limite. Con Gino Paoli esse spariscono, si frantumano, il soffitto permette di vedere il cielo. Con Frammenti restano presenti, ma fanno parte di un tutto capace di portarci sempre lì, altrove.

Fukushima è la capacità dell’altro di tenerci a sé, ma oltre quei confini che spesso diventano causa di allontanamento, noia.

Sei la cerimonia del thé
Un sudoku che non ho mai iniziato
Una geisha nuda per me
Baudelaire che scrive su un fiore di loto
Con te sembro un vecchio che non sa più dov’è
Mi sento come in Giappone

La capacità dell’altro di fare ombra su tutto il resto, dando importanza solo al corpo, alle menti. Non serve altro se si sta bene in due ovunque.

Quando sei qui con me
Tutte queste parole
No, non esistono più
Resta l’haiku: amore è viaggiare.

Fatevi trasportare dalla Fukushima di Frammenti, scritta in un periodo di restrizioni, è l’augurio per un’estate leggera, all’insegna della ripartenza verso destinazioni nuove e lontane.

 

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