Siamo di un altro pianeta: Random riparte da qui

da | Interviste

Siamo di un altro pianeta è uscita il 25 giugno a mezzanotte. Per Random questa non è solo una canzone o una semplice hit estiva, ma è simbolo di una vera e propria rinascita. Il cantante, dopo Sanremo e l’album Nuvole, ha scelto di uscire dalla sua bolla e di sperimentare, di “ripartire da zero” senza tralasciare i valori che lo contraddistinguono. Qualche giorno fa ho avuto la possibilità parlare con Emanuele Caso, in arte Random, del suo nuovo singolo e di tutto quello che rappresenta. Ora che il brano è finalmente disponibile in radio e su tutte le piattaforme di streaming posso raccontarvelo.

Siamo di un altro pianeta esce il 25 giugno a mezzanotte, come ti senti e come stai vivendo questa attesa?

Allora, il periodo pre-uscita per me è sempre distruttivo sinceramente, perché gli ultimi due/tre giorni, tipo oggi, ieri, è il periodo in cui senti un po’ l’ansietta da prestazione, ci hai lavorato tanto e speri che vada tutto bene. Io sono sicuro al cento per cento che andrà tutto bene, perché quando lavori e semini bene, raccogli bene. È un dato di fatto e io penso di aver lavorato bene, però comunque quel brio che ti tiene sulle spine c’è sempre. Me la vivo sempre così, però sono contento perché è un grande pezzo, mi piace, sono felice!

Io l’ho ascoltato ed è molto bello, non vedo l’ora di sentirlo in giro! Hai detto che questo è uno dei brani di cui vai più fiero in assoluto, per quale motivo?

Guarda perché sono riuscito a collegare perfettamente, secondo me, il messaggio del pezzo con il mood e il sound. Questa canzone è una trinità. Poi anche perché per la prima volta mi sono trovato a lavorare con altri ragazzi e non solo con Zenit e quando ci sono più menti all’opera, sebbene parta sempre tutto da me, dove non arriva uno arriva l’altro. Quindi la cosa inizia a diventare sempre più bella, più seria e più curata. Non sono ancora alla perfezione che vorrei io, perché sono un precisino, cerco sempre il pelo nell’uovo.

Non è una cosa negativa, vuol dire che comunque ci tieni tanto al tuo lavoro.

Ci tengo troppo, però di questo pezzo, per adesso, tra quelli che sono usciti, è quello di cui sono più soddisfatto in assoluto.

Siamo di un altro pianeta parla di una storia d’amore un po’ stravagante, i protagonisti vivono in un mondo tutto loro. Da dove nasce l’idea di questo singolo e quando lo hai scritto?

È una storia un po’ strana, quando ho scritto questa canzone mi ritrovavo in nazionale cantanti e dovevo essere alla cena. Alla fine ci sono andato ma sentivo il bisogno dentro di me di tornare a casa a fare musica. La nazionale tra l’altro era a Cattolica, quindi era proprio vicino casa mia. Avevamo la convocazione alle nove di mattina e io sentivo troppo il bisogno di andare in studio a fare questa cosa, quindi sono andato a casa, ho cercato delle strumentali su YouTube fino alle tre di notte e dalle tre alle quattro ho scritto questa canzone. Quindi la mattina dopo, sono andato in nazionale tutto stordito, proprio distrutto. Però penso che se non avessi fatto così questo pezzo non sarebbe mai nato.

È successo così, ho cercato la strumentale e mi è arrivato, la prima cosa che mi è venuta è stata: ecco, siamo di un altro pianeta, è lui. Quindi sono veramente felice perché le cose che nascono per caso sono le più belle, che nascono quando non dovrebbero nascere, che non sono studiate per qualcosa. Le cose che fai e basta sono le migliori, e questa l’ho fatta e basta.

E come ti immagini quest’altro pianeta di cui parli? Cosa rappresenta per te?

È il pianeta da dove sono venuto, secondo me. È un posto dove ognuno si può sentire libero di essere se stesso, dove non c’è bisogno di giudicare o essere giudicati. Dove tutti sono consapevoli di quello che sono, di quello che possono fare, e fanno di tutto per farlo. È un pianeta bello, felice.

È il pianeta ideale!

Nel testo della canzone ti chiedi chi siamo veramente quando nessuno ci guarda. È un tema ricorrente nelle tue canzoni, infatti un dubbio simile lo troviamo anche nel testo di Ritornerai 2.

Quindi ti pongo questa domanda, chi è Emanuele lontano dal palco e dai social?

Allora Emanuele lontano dal palco e dai social è effettivamente la stessa persona. Cioè la frase è riferita proprio al fatto che veramente quando nessuno ci guarda siamo noi stessi. Perché tu quando sei a casa, da sola, nel tuo letto, a fare la tue cose, sei puramente te stessa e fai tutto quello che ti va di fare come vuoi farlo, senza paura di essere giudicata, ne guardata, ne vista da nessuno. E secondo me, nel limite ovviamente, non andare in giro nudi, però dovrebbe essere sempre così. Perché se quando le altre persone ti guardano hai paura di essere te stesso vuol dire che c’è un problema dietro, e quel problema non ci dovrebbe essere. Vuol dire che non sei sicuro di te stesso o che pensi di star facendo qualcosa che in realtà non va bene e quindi questa frase è un po’ riferita a questo.

Io sono me stesso sempre, sono la persona che tu vedi fuori dai riflettori, sotto i riflettori, quindi quando nessuno mi guarda sono la stessa persona di quando mi guardano, e purtroppo non lo sono tutti secondo me. Vorrei incitare le persone a non vergognarsi di quello che sono, perché è bello essere se stessi. La gente si innamora di quello che sei realmente e non di quello che vuoi far vedere.

È vero, devo dire che mi hai sempre dato questa impressione. Ti ho sempre visto molto vero, sia attraverso i social e che attraverso la tua musica, anche per questo, secondo me, comunichi tanto.

Ti ringrazio di cuore.

In un altro verso della canzone invece dici: “Non ti ricordi chi sei quando ti senti uno zero”. È una frase in cui ti rivedi? Ti è mai capitato di dubitare delle tue potenzialità?

Ho avuto dei momenti. Io ho sempre vissuto la mia vita da quando ho iniziato a fare musica ripetendomi: “Sono il migliore, sarò il migliore perché io lo posso fare. Ci riuscirò, ho un piano nella vita, so come lo voglio raggiungere e quello che devo fare per raggiungerlo, io lo posso fare”. Ovviamente tutte le persone, soprattutto gli artisti, hanno molti alti e bassi. Il giorno prima ti senti il numero uno al mondo, il giorno dopo senti che sta tutto finendo e che non sei in grado di fare questa vita.

Quando hai momenti in cui ti senti uno zero basta solamente ricordarti chi sei effettivamente e che tu non sei quella cosa lì, che tu non sei uno zero, che tu vali. Nessuno è uno zero se ci pensi, tutti sappiamo fare qualcosa, tutti abbiamo una caratteristica, un dono. Quindi la frase è lì anche per incitare le persone e per fargli capire che quando ti senti uno zero è perché ti devi ricordare chi sei, perché non sei uno zero e quindi l’ho scritta per questo.

Infatti dopo ripeti che ti ricordi chi sei quando riparti da zero. Tu ti sei mai trovato a dover ripartire da zero? E quale è stato il tuo zero in realtà, ovvero il punto fermo da cui sei ripartito?

Eh sì, ma proprio recentemente. Dopo l’esperienza di Sanremo, non che voglia citare Sanremo di nuovo, però ho avuto un periodo in cui sono dovuto ripartire effettivamente. Ho dovuto riprendere in mano tutte le cose, la mia macchina stava andando ai trecento all’ora e io non avevo la patente per guidare quella super car. Quindi ho deciso di fermarmi un attimo, respirare, guardare tutte le persone che avevo intorno, chi potesse essere giusto per me e chi invece no e di ripartire.

Questa è la mia ripartenza da zero, è il pezzo subito dopo Torno a te, quindi questa è la mia ripartenza.

Mi sono preso, ho ripreso tutte le mie canzoni, perché magari ogni tanto ti credi un po’ di  più di quello che sei al momento, diciamo. Vuoi strafare a volte, allora ho ripreso tutta la mia discografia, ho ripreso tutte le mie canzoni, i miei manager, le persone con cui lavoro, ci siamo chiusi tutti dentro una stanzetta e lì è stato il mio ripartire.

Io voglio diventare il numero uno, lo voglio essere, c’è da fare tanto ovviamente, deve passare tanto tempo, la musica di oggi è veloce. Oggi ce n’è uno, domani ce n’è un altro, dopodomani un altro ancora quindi tu devi essere sempre lì con qualcosa di nuovo o con qualcosa di forte, comunicativo, innovativo. Ce le abbiamo tutti le carte in regola? Chi è che ci crede ancora come il primo giorno nonostante l’esperienza brutta che abbiamo avuto?

Io ci credo, allora possiamo stare insieme e staremo insieme per tutta la vita, perché io mi lego a delle persone e quelle persone le porto fino alla fine. Cioè non mi piace cambiare e passare da un fiore all’altro, io battezzo delle persone e voglio crescere con delle persone. Quando capisco che queste persone sono con me in questo momento perché io sono un vincente e quando un giorno potrei essere sconfitto sarebbero i primi a scendere dalla barca, allora lì sono il primo ad andare.

Ed è una cosa che è successa effettivamente e questa è stata la mia ripartenza. Rianalizzare tutto il mio percorso da zero, rianalizzare tutte le persone che ho messo vicino a me e andare e ripartire.

Ho capito, per quanto riguarda la questione della “musica veloce” che mi dicevi prima, è vero. Ci sono tante canzoni, tanti artisti nuovi, ma la differenza a parer mio sta soprattutto in quello che un cantante vuole comunicare attraverso i brani. Ad esempio, Siamo di un altro pianeta è molto estiva, l’ascolteremo ovunque questa estate e ne sono veramente contenta, ma emerge perché comunica qualcosa. Quindi secondo me non sarà una canzone veloce e soprattutto te lo auguro.

Grazie, grazie, grazie! Guarda lo spero veramente perché ci sto lavorando tanto. Non ho voluto fare la solita hit estiva, non per giudicare nessuno. Però non ho voluto fare il solito pezzo che esce in estate diciamo, solo perché è estate e esce quella cosa. La musica non ha età, ne spazio ne tempo.

Esatto! Quindi come dicevi tu, da Sanremo a Nuvole non ti sei mai fermato. Quale sarà il prossimo step? Sei passato dal cielo allo spazio, continuerai questa ascesa?

Nuovi universi! Dopo il nuovo pianeta ci sono i nuovi universi, nuove galassie. Vediamo, diciamo che sono concentrato. Veramente, sto scrivendo tanto, valutando tutto il mio percorso e lavorando anche con altri produttori, con tanta gente diversa. Ho deciso di fare cose che non avevo mai fatto perché mi ero chiuso un po’ nella mia bolla insieme a Zenit, facevo musica solo con lui, senza accettare di uscire fuori. Ma questa cosa più che essere un matrimonio è una prigionia a una certa, quindi c’è bisogno di sperimentare. Poi sono giovane, c’è bisogno di fare esperienze nuove e di fare cose che non faresti mai.

Sto facendo proprio cose che non farei mai e stanno venendo bene! Quindi sto continuando, non mi voglio fermare un attimo, anche se ogni tanto il cervello ha bisogno di respirare. Dopo questo singolo farò una piccola vacanzina, magari mi rilasso una settimana, perché quello che mi basta è una settimana. Anche perché dopo un po’ mi annoio, ho bisogno di fare continuamente.

Sì fai bene, così recuperi un po’ le energie.

Si ma fino a una certa, perché non mi piace tanto stare fermo.

E hai programmi per questa estate? Ora che c’è la possibilità di esibirsi dal vivo, ti vedremo in tour o parteciperai a qualche festival?

Si ci sarà qualche festival, farò qualche ospitata, robe di questo tipo. Sono tanto contento di poterle fare. Ho fatto anche già qualcosina, tipo qualche live in acustico e ti assicuro che è proprio una botta di vita. Non te lo riesco neanche a fare un paragone, perché è veramente troppo bello tornare su quel palco, tornare a fare la cosa per cui sei nato, che più ami, è fantastico! Però ci vedremo da qualche parte, non ti posso dire ancora dove, perché, come e quando, però ci vedremo in giro.

Va bene, spero di esserci allora! Ti ringrazio, sei stato gentilissimo. In bocca al lupo per tutto e soprattutto per la canzone. Siamo di un altro pianeta è veramente bella.

Grazie mille a te, ci vediamo presto!

Articoli Correlati