ESSEHO: “Ecco le condizioni d’uso per ascoltare Aspartame”

da | Interviste

Dopo l’uscita di Aspartame, abbiamo fatto quattro chiacchere con il cantautore e polistrumentista Romano Matteo Montalesi, in arte ESSEHO.

Classe ’97, ci aveva preannunciato quello che sarebbe stato il concept del disco con i singoli apripista Bambi e Costellazioni, ma noi di Cromosomi abbiamo, come sempre, l’urgenza di scoprire qualche cosa in più. ESSEHO ci lascia così entrare, letteralmente, nelle stanze di Aspartame. Fra Chitarre, Bassi, Armoniche, un Banjo ed un Piano ce lo racconta così:

“E’ uscito Aspartame, come ti senti?”

Bene, sono abbastanza felice e soddisfatto! Sento già la necessità d’iniziare a lavorare al nuovo disco.

Aspartame nasce da una traccia ben precisa? E quale, se esiste, è quella che senti più tua?”

In realtà no, è stato tutto un lavoro in sincro, le tracce sono venute fuori una dopo l’altra. Difficile dire quale fra queste sia quella che mi rappresenta di più, sicuramente Aspartame, Bollicine e Bella e Instabile.

“Sei un Polistrumentista, quando nasce la passione per la musica?”

La passione per la musica si può dire che nasce con me, quando ero piccolo mio padre aveva comprato Chitarra e Piano. Una volta che le hai in casa è inevitabile che tu non inizi a suonare. Così piano piano, dal gioco tutto s’inizia a trasformare in passione, nasce in te l’esigenza di dire la tua, di scrivere e non ho più smesso.

Esseho ci racconta d’aver iniziato così: da solo in cameretta, per finire a catalogare una sfilza di strumenti nel suo portfolio musicale alquanto vasta. Partendo dalla Chitarra e dal Piano ci spostiamo al Banjio, per poi concludere in bellezza con Armonica a bocca e Tromba. Adesso però siamo curiosi!

Esseho, c’è uno strumento in particolare che ti aiuta nella stesura dei tuoi testi?”

C’è un grande intercambio, diciamo che non esiste uno che preferisco agli altri, anche perché tendo a stufarmi molto facilmente, quindi ho l’esigenza di cercare il nuovo, il diverso. Questo cercando anche di variare la tipologia d’approccio alla musica, alternando sessioni intime a quelle in studio con i produttori. E’ bello rapportarsi alle persone come se fossero una specie di tavolozza dalla quale poter attingere per poter creare sfumature che, da solo, magari non saresti stato in grado di costruire. Ognuno di noi è pieno di dettagli che alle volte, gli altri riescono a cogliere prima di noi.

Dopo aver parlato di produzioni musicali ci spostiamo su quella che è la stesura del testo. Esseho si dimostra un artista molto diretto, con un rapporto molto viscerale in tutto ciò che concerne il mondo della musica, ma come abbiamo detto prima, noi andiamo a caccia di dettagli, ci soffermiamo così su questa tematica e chiediamo:

“Il tuo rapporto con la scrittura si potrebbe definire più metrico o libero?”

Matteo ci ragguaglia subito dicendoci che la tipologia di lavoro che adotta con la scrittura è molto anarchica, quindi viscerale e di conseguenza libera ma, l’attenzione a tutto quello che riguarda l’approccio metrico non manca mai. A proposito di ciò, ci racconta che la stesura dei suoi testi proviene quasi sempre da una realtà vissuta o provata, se non in prima persona con lo sguardo e ci spiazza con il divertentissimo racconto di Bollicine:

Stavo tornando a casa e mentre passavo dal parco, ho visto delle persone che si stavano lavando i capelli con la Coca-Cola. E’ stata un’immagine assurda, una di quelle che ti rimangono talmente impresse che decidi poi di metterla in una canzone.

Esseho, come dicevamo prima, ha esperienze anche nel campo della produzione. Ha infatti collaborato alle produzioni di molti artisti del panorama Romano, così ci sorge un dubbio: Ma è nata prima la necessità di produrre oppure quella di far sentire la tua voce?

E’ nata prima quella di scrivere, però sono uscite prima le produzioni. Questo proprio perché, avendo l’esigenza di dar una mia voce alla musica avevo imparato pure a produrre, questo e la mia curiosità poi, mi hanno spinto a voler spaziare anche con lavori non miei. Affacciarsi sul mondo musicale di qualcun altro ti insegna molte cose, ed una delle mie caratteristiche principali è che non mi stanco mai di imparare.

“A proposito di produzioni, com’è stato lavorare con Amanda Lean e Not for Climbing al singolo Bambi?”

Esseho ci racconta sia una storia d’amicizia che lo lega ai produttori Amanda Lean e Not for Climbing, e ci regala qualche dettaglio della prima stesura, che doveva contenere anche il Banjo

Bambi l’ho iniziata con loro nel mio studio e l’ho poi finita con Sine e Niccolò

Parliamo allora di feat, Matteo ci svela che, rimanendo sul panorama Italiano, gli piacerebbe collaborare con Musica per Bambini ma anche con artisti come Gemello, Coez e Vasco, per poi schiarirsi la voce in un sonoro e convinto

Io, Gemello e Vasco, secondo me sarebbe un bel mondo

Abbiamo poi inevitabilmente parlato un po’ di Roma e abbiamo chiesto quanto influisse questa sua “Romanità” sui testi, ci risponde così:

Sì, influisce perché scrivo come parlo e canto come mangio, quindi inevitabilmente ha una sua influenza. Non sono una persona che però si lega troppo, in quello che concerne la scrittura, ai posti. Non ci sono citazioni di questo mio lato nel disco, però diciamo che è sicuramente una parte importante, l’immaginario è quello

Tocchiamo l’argomento: Difficoltà

“La parte più difficile delle tue produzioni sono i testi o le melodie?”

Io spesso scrivo testo e melodia nello stesso frangente, mentre scrivo una parola penso già al senso musicale da darle. Tanto di quello che cambio però sta nel testo, perché nella scrittura sono molto più esigente.

Parliamo poi di Aspartame, un album molto diretto che non si nasconde dietro tanti giri di parole, ma rimanendo puntigliosi come sempre chiediamo se esistono dei messaggi nascosti da leggere dietro le righe, ed Esseho, conferma questa nostra tesi, invitandoci così ad una caccia al tesoro nascosto dentro i versi del disco. Allora ci incuriosiamo e cerchiamo di entrare dentro l’autore, chiedendo delle condizioni d’uso per ascoltare Aspartame. Oltre che puntigliosi siamo anche generosi e quindi, eccole qua per voi:

Ti metti in salone, Campari o Gin, impianto Hi-Fi e fai partire il disco. Consideriamo anche che, non tutti magari hanno l’impianto Hi-Fi a casa, o il ghiaccio pronto da mettere nel bicchiere con il Gin, ecco allora in quel caso ti dico che uno dei metodi migliori è un classico: nel letto con le cuffie. Ma perché no, pure in Autobus o in Metro.

Matteo, abbiamo deciso di farti impazzire:

“Descrivi Aspartame con una frase”

Dopo un lungo momento accompagnati dal rumore che fa la riflessione Matteo esordisce con:

E’ personale.

Noi abbiamo raccolto più informazioni possibile, adesso sta a voi:

Avete già trovato tutti i tasselli di Aspartame?

 

 

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