Disco 2 di cmqmartina: dentro al cuore del diverso

da | Giu 8, 2021 | Recensioni album

Disco 2 rompe la mezzanotte con passo deciso a ritmo di dance, pronto a rivendicare quelle che sono le realtà introspettive e non, di un pensiero stereotipato dove, il diverso è diventato comune ed il reale astratto. cmqmartina torna a farci ballare di sè con un album, Disco 2,  deciso e sincero composto da otto […]

Disco 2 rompe la mezzanotte con passo deciso a ritmo di dance, pronto a rivendicare quelle che sono le realtà introspettive e non, di un pensiero stereotipato dove, il diverso è diventato comune ed il reale astratto.

cmqmartina torna a farci ballare di sè con un album, Disco 2,  deciso e sincero composto da otto tracce che, una dopo l’altra, scavano e vanno a mettere l’apostrofo su tutti i dogmi ed i cliché che ci vengono abilmente proposti nel quotidiano di una società, contraddittoria e confezionata.

Si interpone fra le pieghe malriposte di un logicismo assoluto dell’usa e getta, dove, sempre in contraddizione con i riverberi prima presi in considerazione: il diverso è ormai diventato comune.

Disco 2 racconta delle sincerità più difficili da accettare, quelle che muovono le fragilità interne del cuore, aumentandone e cessandone il ritmo e la capienza.

Quelle che, il quotidiano ci riserva e che alle volte quasi diamo per scontato, quelle che di tanto in tanto sono così forti da farci tremare la terra sotto ai piedi, per convergersi nel sorriso malinconico che, soltanto il cuore sa dipingere.

Racconta l’esperienza dell’incontro con l’emozione, la possibilità di sentirsi al posto giusto anche davanti ad un porta chiusa, poiché il cuore non è una casa, ma contiene milioni di stanze.

“DISCO 2 sono i miei vent’anni.  Dentro ci sono parole nate nei treni di città lontanissime, nelle feste che facevo di nascosto, nelle notti che mi facevano più paura. Dico sempre che sono nata per autosabotarmi: con questo disco cerco di ricostruirmi.

Racconto azioni e reazioni di questo mio cuore ogni volta che si trova in un posto dove ha il dramma e il privilegio di poter diventare un po’ più grande.

Amori nuovi, amori finiti, litigi giganti, pianti disperati, tatuaggi in casa, sbronze che pensavo sarebbero state irrimediabili, scalate su monumenti patriottici, visi sconosciuti nella mia casa.

Il tutto senza mai smettere di ballare, in questi pezzi ci sono suoni che mi rendono felice, la cassa in quattro che è il mio posto sicuro e l’energia creativa di tanti artisti che è rimasta incastrata nelle canzoni di questo disco.”

Ci era stato anticipato da due singoli forti e diversi fra loro come, se mi pieghi non mi spezzi e pensieri sbagliati, tracce che, lasciano ogni dubbio velato fuori dalla porta e si dirigono dal primo istante al motivo, al perché ci troviamo in quella stanza in quel medesimo istante.

Disco 2 sa dove vuole andare, ed infatti sè stato presentato dal vivo al MI MANCHI, nuova rassegna itinerante del MI AMI festival.

Ma veniamo a noi: percorriamo Disco 2 traccia per traccia, un po’ come fosse una sorta di museo. Fermiamoci ad osservare.

L’album si apre subito con un singolo che, di peli sulla lingua ne ha ben pochi: Matta vera.

Preludio di tutto quello che è il concept del disco: una dichiarazione d’intenti, un inno alla leggerezza ed alla libertà, quella di sbagliare, di muoversi guidati soltanto dall’istinto e dal suono della musica, senza pensarci troppo che alla fine non serve a niente, senza pensarsi nemmeno troppo, prendersi gioco del prendersi sul serio. Una traccia che sicuramente non passa inosservata dalle casse di uno stereo.

Dopo esserci presi non troppo sul serio del prendersi gioco di sé, compaiono sempre i soliti Pensieri Sbagliati, una traccia dove, cmqmartina, si spoglia da tutti i panni rivestiti di logica e si ritrova selvaggia e senza filtri ad urlare a squarciagola tutte quelle parole che, forse non sarebbe corretto dire ad alta voce.

Lasciatemi sfogare

dice lei. Il testo è ribelle, la musica è fitta e decisa, in questa traccia non c’è spazio in cui potersi accomodare, qui si crea, si distrugge, si agisce.

Come dopo ogni scossa adrenalinica che si rispetti, ecco che arriva la quiete, ecco che arriva la voglia e la necessità di parlare alle mille parti di sè per dirsi soltanto: hey, Fermiamo il tempo. La musica rallenta il ritmo e con lei lo fa anche il respiro, lo fanno anche i pensieri, che mutano, maturano, prendono e perdono consapevolezza, come in questo caso.

Difficile ammettere che l’amaro ancora si sente in bocca, difficile ammettere ad alta voce di aver chiesto a te stessa di non sbagliare, difficile ascoltarsi.

Arriviamo così da Se mi pieghi non mi spezzi, un singolo fatto di contrasti, dove l’equilibrio è tutt’altro che precario. Alle volte per sentirsi bene si ha bisogno di mordere un pezzo di cuore, altre di mordere un pezzo di vita. Sentirsi bene soli, sentirsi meglio in due, ma in ogni caso sentirsi.

Non a caso compare una call to action da non sottovalutare, Amore Disperato di Nada. Ballare sotto alle stelle, in mezzo ai deserti, fra le chiese, e chi l’ha detto che, alle volte non serva anche il dolore per essere felice?

Saliamo su con Soli per sempre, una delle opere portanti del “museo” Disco2. Questa è una delle tracce più nude dell’intero album, quella che svuota le tasche anche da quegli odiosi filini che si formano quando ci lasci per troppo tempo un fazzoletto a ricordare.

Qui c’è un di più, c’è una dimensione che si stacca dal reale e spazia in quelle che sono le lentezze del conscio, la freddezza della sincerità che urge una penna ma non una cura.

Approcciarsi ad una nuova emozione con la consapevolezza di quello che sarà già il sapore che ti lascerà in bocca, curare il presente con l’esperienze del passato, oppure crocifiggerlo, dipende dai punti di vista.

Consapevolezza e compromesso non suonano mai bene insieme, forse si tratta di un realizzazione muta che in realtà ci resta soltanto perché: non c’è niente di intelligente da dire.

Dal flusso che coinvolge Soli per sempre, passiamo a Sbattimi: esplicito, diretto ma con un messaggio fra le righe da non sottovalutare. Il silenzio come alleato e nemico, il vuoto da colmare, non quello fisico ma quello interiore, non quello del cuore ma quello della mente. Urgenza di ascoltarsi, ma ancora di più d’ascoltare.

Dalla mente al cuore, con Povero cuore, una traccia che si dimena nel caos del post serata alcolico che ormai non ricordiamo nemmeno più che sapore abbia. Ecco, cmqmartina sì, e ce lo spiega così: senza inibizioni, con bipolarità di atti e pensieri, gesti che forse non corrispondono al reale e sempre quel filino di malinconia al quale dover far la guardia.

Concludiamo in bellezza con Outro x te, una traccia che racchiude una riflessione matura di quelle che sono state tutte le tematiche toccate nel disco, la cosa interessante è che, cmqmartina, decide di chiudere un disco fulcro di risposte con delle domande.

Altro contrasto, altro presagio, altra necessità di imparare quanto le emozioni in realtà, non abbiamo una data di scadenza e non si possano porre sopra ad uno scaffare e quindi, laddove se ne abbia la voglia, di conoscere di più, l’unica soluzione è quella di continuare a domandare.

cmqmartina, Disco 2 che altro dire? Ben fatto.

 

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