Arriva proprio come un dono Bomboniere di Scarda

da | Giu 7, 2021 | Interviste

Bomboniere pubblicato da Bianca Dischi/Artist First è il nuovo album di Scarda, cantautore calabrese che sa come parlare ai nostri cuori ormai da anni. Mi sono trovata a fare due chiacchiere con Scarda, da dove tutto è cominciato, per arrivare all’uscita del suo terzo album. Prima di entrare nel merito e parlare di Bomboniere, il […]

Bomboniere pubblicato da Bianca Dischi/Artist First è il nuovo album di Scarda, cantautore calabrese che sa come parlare ai nostri cuori ormai da anni.

Mi sono trovata a fare due chiacchiere con Scarda, da dove tutto è cominciato, per arrivare all’uscita del suo terzo album.

Prima di entrare nel merito e parlare di Bomboniere, il tuo nuovo album, ci farebbe piacere ripercorrere un po’ della tua storia. Domenico Scardamaglio, in arte Scarda, Nico per gli amici, classe ’86, calabrese di adozione, trapiantato a Roma ma nato a Napoli. Direi di partire proprio da questo. Parlaci di Domenico e quando è diventato Scarda.

Domenico è sempre stato Nico in realtà,  non ho molta confidenza con il mio nome di battesimo. Scarda interviene dopo come personaggio. Io fino a 26 anni non ho mai pensato di fare il cantante. Avevo imparato a suonare la chitarra e mi piaceva molto scrivere. Scarda è nato così, perché univa queste due cose. Così sono diventato un cantautore.

E comunque, lasciatelo dire, la tua biografia su Instagram non poteva che essere più vera. “Canzoni che ti abbracciano e poi ti accoltellano”. Se non è onestà questa…

È anche un po’ egocentrismo forse. Però sì, è una cosa che mi è stata detta così spesso sulle mie canzoni che alla fine ho cominciato a crederci anche io. C’è da dire che quando una persona mi dice che in una mia canzone ci si rivede, sono contento. Quando riesco a scrivere una frase che fa scattare qualcosa dentro, sono davvero felice soprattutto perché se l’ho scritta vuol dire che qualcosa era scattato dentro anche a me. Quindi in qualche modo, chi mi ascolta, mi assomiglia e penso che questa cosa sia molto bella.

Nel 2014 hai ricevuto la candidatura ai David di Donatello per aver scritto e musicato la colonna sonora del film “Smetto quando voglio”. Cosa ti ricordi di questa esperienza?

È un’esperienza nata per caso in realtà. Mi avevano visto suonare live, il regista vedendo un mio video era rimasto colpito dalla mia musica. Mi ha fatto avere il copione, l’ho letto e ho scritto questa canzone. La candidatura è arrivata mesi dopo, è stata una cosa molto importante. Non l’ho vinto il David però è stata davvero un’esperienza che non capita tutti i giorni, essere stato candidato è stato già un riconoscimento molto importante per me.

Nei tuoi testi, il richiamo al cantautorato è chiaro. C’è una canzone del cantautorato italiano che avresti voluto scrivere tu?

Ce ne sono talmente tante! Sicuramente Cara di Lucio Dalla oppure E ti vengo a cercare di Battiato. Tantissime di Lucio Battisti, De André oppure Avrai di Baglioni…

C’è un artista che ti ha fatto più scuola rispetto ad altri?

Credo proprio De André. Io ho iniziato a scrivere e ho pubblicato due dischi in rima baciata, questo perché sono stato molto condizionato da De André. In questo terzo disco ho un po’ abbandonato questo modo ma perché era arrivato il momento di evolversi… ma comunque sì, De André è l’artista che mi ha influenzato di più. Anche perché la cosa che più mi piace di lui è la poesia “violenta” che c’è nei suoi testi. E io nel mio piccolo ho provato a scrivere una poesia che arriva dritta, un qualcosa che sia forte e chiaro insomma.

Primo album I piedi sul cruscotto (2014), secondo album Tormentone (2018) e ora 2021 con Bomboniere. Album che è uscito il 4 giugno, quando e come è nato?

È un album che non è nato tutto insieme perché c’è stata di mezzo una pandemia che ha fatto sì che si aggiungessero delle canzoni che inizialmente non erano previste. Inizialmente doveva essere un album con sette/otto pezzi. Con il 2020 tutto si è fermato per un po’ anche se io, nel frattempo, ho scritto altre cose. Lasciarti perdere per esempio è entrata all’ultimo.

Come hai vissuto questo lungo periodo di pandemia?

Durante il primo lockdown ho cominciato a suddividere la mia giornata in tante cose da fare: leggevo, guardavo molti film e serie tv… e scrivevo. Una o due ore al giorno le dedicavo proprio a scrivere. L’ho vissuto come un periodo in cui poter soffermarmi sulle cose. Motivo per cui ho scritto molto, sicuramente non è stato un periodo felice ma molto produttivo sì.

A dicembre abbiamo ascoltato per la prima volta Ti ricorderai che ora troviamo in Bomboniere. Meno di un mese fa, l’uscita di Niente che ha anticipato a tutti gli effetti l’album. In particolare, Niente è un brano a mio avviso delicato ma anche molto forte. C’è un motivo particolare per cui è stato scelto questo pezzo per anticipare l’album?

Diciamo che Niente era un pezzo molto nel mio stile. C’è stato un motivo ma non te lo spiegare, sicuramente era una ballata “alla Scarda” che ricordava un po’ quello che sono artisticamente. Poi nel disco, si possono sentire le novità e le cose più diverse che mi sono trovato a scrivere.

Il brano Lasciarti perdere è molto riflessivo e ad essere onesta il primo pensiero che ho avuto dopo averla ascoltata è stato “ecco qua, colpita e affondata”. Tra l’altro per questo pezzo, ha collaborato con te Cimini. Com’è stato lavorare con lui? Com’è nato questo pezzo?

La collaborazione è nata perché avevo questa canzone, mi piaceva ma non mi convinceva la seconda strofa. Così ho pensato di chiamare l’aiuto da casa, visto che tra l’altro siamo entrambi calabresi. Ho chiesto a Federico se volesse scrivere questa seconda strofa e ha detto di sì. Diciamo pure che è una collaborazione nata soprattutto per l’amicizia che ci lega, ci conosciamo da molti anni.

In Lasciarti perdere tra l’altro scrivi “cos’è che ci fa scrivere a chi abbiamo sognato?” ma, onestamente, tu ce lo sai spiegare il motivo del perché lo facciamo? E soprattutto, a te è capitato spesso?

Ho scritto questa cosa proprio perché mi è capitato, non solo a me ma anche ai miei amici. Quando sogni qualcuno, è come se lo vedessi davvero, come se lo avessi incontrato. E questa cosa la usiamo come pretesto infatti finisce che gli scriviamo. In realtà non so perché, l’ho lasciata come una domanda proprio perché non ho neanche io una risposta.

Bagaglio a mano è un brano che sa di consapevolezza. Per la tua esperienza personale, quanto è importante il contributo di una canzone a renderci consapevoli della fine di una situazione? C’è una canzone che ti ha fatto rendere conto che era ora di andare avanti?

Non so, perché a volte tenere vivo un problema significa tenere vivi noi stessi. Certe volte quando sei al tappeto, non devi per forza rialzarti subito ma puoi anche da terra riprendere fiato. Io credo che le canzoni possano aiutare anche a fare questo, possono aiutare a soffrire nel momento in cui tu hai il diritto di soffrire. Poi sì, a un certo punto devi rialzarti, è vero, ma non c’è un tempo prestabilito. Allo stesso tempo, una canzone può cambiarti la vita. Ti può far dire “ora basta, vado avanti” ed effettivamente ora che ci penso, mi viene in mente Io no di Vasco Rossi che mi ha aiutato tanti anni fa a superare un momento, mi ha fatto da life coach per resettare, ricominciare.

C’è una canzone in Bomboniere che hai timore possa non essere apprezzata o non compresa del tutto?

Non compresa credo di no perché penso di essere molto chiaro nei testi, non sono ermetico. Apprezzabili o non è una valutazione che non posso fare perché non sono oggettivo. Forse la paura c’è stata con Ti Ricorderai che tra l’altro la feci uscire come primo singolo, era un pezzo diverso dagli altri. Però dai, non sembra aver fatto troppo schifo, anche se è stata accolta in maniera abbastanza “fredda”.

Qual è la canzone in Bomboniere che non vedi l’ora di fare live?

Ma in verità direi tutte. Forse Tutti i giorni può dare una grande carica in un concerto. Ai concerti me la immagino con la gente che grida… soprattutto il ritornello!

Parliamo di live. Qualche giorno fa sei stato a Bologna. Tra qualche giorno sarai a Milano. Come è stato tornato finalmente su un palco?

Liberatorio. Tra l’altro a Bologna che è stata la primissima data non ho avvertito nessuna tensione proprio perché avevo solo tantissima voglia di tornare sul palco.

Altre date in programma? Dai, regalaci una gioia.

Quest’estate sicuramente si andrà in giro, spero in tutta Italia. Dovrebbero uscire le date nelle prossime settimane.

Per chiudere. Una parola per descrivere Bomboniere.

Delicatissimo. Ecco, chissà, forse avrei dovuto chiamarlo così…

Bomboniere si presenta proprio come un dono. Onestamente, non so se dover chiedere a Scarda una sorta di risarcimento per danni morali. I suoi testi possono essere, allo stesso tempo, causa e cura di un male ed è per questo motivo che non posso fare a meno di ascoltarlo.

La verità è che anni fa Scarda è stata una bellissima scoperta e oggi con Bomboniere è una meravigliosa conferma!

 

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