Elogio a Franco Battiato

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Franco Battiato, genio della parola, tra voli imprevedibili e ascese velocissime, ci lascia un vuoto che difficilmente riusciremo a colmare. Poliedrico, elegante, il Maestro è uno dei pilastri della musica italiana. 

La sua musica mai scontata, di denuncia, ironica e sentimentale, compendio di sentimenti e di innovazione. Franco Battiato mette d’accordo generazioni intere. 

Le serenate all’istituto magistrale
Nell’ora di ginnastica o di religione
Per carnevale suonavo sopra i carri in maschera
Avevo già la luna e urano nel leone
Il mare nel cassetto
Le mille bolleblu
Da quando sei andata via non esisto più
Il mondo è grigio il mondo è blu

In grado di toccare punti altissimi della musica aulica per poi confezionare il miglior pop di sempre, spaziando e sperimentando attraverso l’elettronica, si è misurato con la world music e la lirica. I suoi testi sono indimenticabili, la sua penna brillante. Diverso, accattivante, incompreso, un artista enorme, con alle spalle una creatività fuori dall’ordinario, eclettico e avanguardista, rivoluzionario e appassionato. 

L’Impero della musica è giunto fino a noi
carico di menzogne
mandiamoli in pensione i direttori artistici
gli addetti alla cultura

Siciliano, intelligente, pragmatico, il suo linguaggio inedito ricco di cultura, tutt’altro che popolare. Le sue opere sono un gioiello di tecnicismi e avanguardia, suggestive e ipnotiche, nessuno ha mai avuto la cifra stilistica di Battiato, nessuno lo ricorda per sound e testi, Battiato è unico.

Fascinazioni e misticismi, la teoretica filosofica, citazioni ed esoterismo, Prospettiva Nevski e Patriots. Indimenticabili il videoclip con i passi di danza in La stagione dell’amore.

Malinconico e poi esplosivo:

Tempo non c’è tempo sempre più in affanno
inseguo il nostro tempo vuoto di senso senso di vuoto 
E persone quante tante persone un mare di gente nel vuoto 
Venti di profezia parlano di nuovi dei che avanzano 
Tu sei quello che tu vuoi ma non sai quello che tu sei 

Non ci sono parole per spiegare l’immensa carriera del Maestro, più di 50 anni di musica e non solo, in realtà è stato un artista a tutto tondo: regista di film, autore di opere incredibilmente aliene e lontane dagli stereotipi classici, pittore, autore di canzoni per altri, ha ricercato l’arte ovunque, riuscendo a tradurre e a scomporre elementi culturali inarrivabili.

Una figura astratta, quasi mitologica, un uomo che con la musica non è mai sceso a compromessi, ha sempre mostrato il suo gusto e senso artistico, ha sempre scommesso e a quanto pare ha sempre vinto.

Rigoroso, coerente, ha cantato di storie d’amore attraverso una grazia innata, amori terreni che sfociavano in una spiritualità più intima. Dichiarazioni d’amore e di vita. 

Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie
Dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo
Dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore
Dalle ossessioni delle tue manie
Supererò le correnti gravitazionali
Lo spazio e la luce per non farti invecchiare

Le sue canzoni sono un inno di verità, il suo apice arriva con l’album La voce del Padrone, copertina indimenticabile, canzoni dal calibro di Bandiera bianca, Cuccurucucù e Centro di gravità permanente.

Franco Battiato ci ha omaggiato di una musica senza tempo e senza confini – no time no space – elevando la musica italiana ad un concetto molto più alto, è riuscito a  farci vivere il senso catartico di un testo, di una canzone accompagnata da melodie irripetibili.

Spero che ritorni presto L’era del cinghiale bianco.

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