“Cronaca nera e musica leggera” dei Ministri e andiamo tutti giù per terra

da | Recensioni album

Accendete il subwoofer e spalancate le finestre, l’EP Cronaca nera e musica leggera dei Ministri è arrivato ed è il caso di farlo accomodare.

A tre anni da Fidatevi, i Ministri tornano a fare casino, ma stavolta non fanno sconti a nessuno. Dopo il singolo Peggio di Niente, che ha saputo raccontare una situazione comune a molti cantando della paura del vuoto e del tempo, della sensazione di vacillare nel buio per poi cadere e non vedere più niente (nemmeno la Nina di De Andrè), Cronaca nera e musica leggera fa peggio, è uno schiaffo dritto in faccia che sembra svegliarci ma poi ci lascia solo assopiti.

Il nuovo EP dei Ministri, oltre che in suoni e parole violente, si racconta anche in estetica e come a voler battezzare una nuova era della band, le copertine di Cronaca nera e musica leggera sono un omaggio alle collane Einaudi, rese intramontabili dal genio Bruno Munari e così una linea unisce due generazioni che hanno ancora la voglia di parlare a tutti, senza distinzioni.

Cronaca nera e musica leggera ci suonava già dal titolo come una sorta di saggio mai scritto. Tra le altre cose, parla di confusione e di crisi dei saperi, della progressiva scomparsa di una qualche verità condivisa. I saggi Einaudi sono stati la quinta essenza della nostra infanzia, i libri dei grandi, e i loro quadrati erano il simbolo di un sapere con la S maiuscola, moderno ma autorevole. E, in più, elegantissimo. Omaggiarle è un modo per rivederle, farle rivedere e in qualche modo trovare conforto.

Parlano così i Ministri, mai inciampati nei grandi brand per vendere dischi, ma costantemente coerenti con un tipo di musica che non sempre fa comodo, perchè vera fino al midollo.

L’EP si apre con il già discusso Peggio di Niente e prosegue con Bagnini, un brano che pone l’attenzione sui sensi di colpa che ci divorano da dentro e esco fuori tramutate in ansie e angosce

e con tuo padre ti sentivi in colpa
con la ragazza ti sentivi in colpa
e col pianeta ora ti senti in colpa
ma da dove viene tutta questa colpa?

per scivolare tra le piaghe di quelle notizie false a cui ostinatamente crediamo

e credon di sapere cosa fare
cercano qualcosa con gli occhi nel cielo
ma credono di aver capito male
e sperano che tutto vada bene
per poter restare lì a guardare
e parlare solo con il mare

fino a convincerci che andrà tutto bene, che un giorno anche i bagnini potranno smettere di aspettare un segnale. Ma per adesso c’è ancora solo il mare e anche noi siamo perennemente in attesa.

Inevitabilmente le parole scorrono sempre più dure e taglienti, verso un Inferno in cui stiamo bruciando inconsapevolmente. Bisogna avere coraggio, il coraggio di lanciarsi tra le fiamme e non restare in ordine sparso ad aspettare un segnale dall’alto. Il coraggio di prendere una scelta senza cadere in alcun compromesso. Inferno è l’urgenza dei Ministri di cantare quelle negatività che da un anno e mezzo hanno colpito i lavoratori dello spettacolo e i cantanti stessi.

L’unica fine a cui non ero iscritto
forse era meglio se restavo a letto
di fianco al gatto
e passo il tempo,
più passa e meno resterò a contatto
avevo in mano tutto l’universo
avevo un piano ma è finito tutto in un compromesso

Davide ce lo urla: prendiamola quella decisione e andiamo tutti all’inferno!

L’EP si chiude con Cronaca nera e musica leggera, title track di questo piccolo ma grande urlo sonoro. Se da un parte ci va anche bene un po’ di musica leggerissima perchè abbiamo voglia di niente, dall’altra una cronaca sempre più nera si contrappone a una musica sempre più leggere che lascia spazio all’effimero e ci lascia meno di niente. Vivere di continui imperativi, di “se non fai meglio non sei nessuno” e “se non arrivi allora sei zero” non sveglia nessuna coscienza e non arriverai mai se il fiato sul collo che senti a un certo punto comincia a soffocarti

è così difficile
far bene una cosa al giorno
è quasi impossibile pensare se mi state attorno
ma è così difficile
finire un solo discorso
è quasi impossibile pensare se mi state tutti attorno

La colpa, l’inadeguatezza e tutta la serie di pensieri negativi che continuano a sgomitare nella mente di ognuno, sono tutti in questo EP. Crudo, nudo e meravigliosamente concreto.

Ci sembrerà di essere usciti da una rissa, ma voi non spegnete il subwoofer. Di Cronaca nera e musica leggera forse, ne avremmo ancora per un po’.

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