“Peggio di niente” dei Ministri: siamo sempre e solo noi al centro di tutto

da | Recensioni singoli

Dimmi che stai parlando di un anno di pandemia senza dirmi che stai parlando di un anno di pandemia: ascoltate Peggio di niente dei Ministri e sarà esattamente così.

Peggio di niente è il nuovo singolo dei Ministri targato Woodworm, tornati dopo più di due anni dalla pubblicazione di Un viaggio, unico singolo diffuso dal trio dopo l’album Fidatevi (2018).

Un brano che ha il sapore dei primi Ministri, quando con qualche capello in più e qualche kilo in meno pogavamo sulle note di I soldi sono finiti (autosbloccarsi un ricordo: il pogo!)

Si sente il rock, ci è mancato. Dopo un anno di reclusione una scarica di sana chitarra distorta entra nei nostri timpani senza chiedere permesso, mentre il testo ci schiaffeggia, cercando di farci risvegliare dal torpore in cui siamo dovuti cadere.

L’urlo iniziale di Divi squarcia quegli arcobaleni che hanno colorato i nostri balconi, Peggio di niente ci mette a nudo, ci fa capire come quello che stiamo vivendo non ci abbia affatto migliorati. Un anno che ha fatto venir fuori il peggio di noi, in barba a quella parolina magica spesso tatuata, resilienza, che poco ci azzecca con quello che siamo oggi.

Peggio di niente mostra come le nostre abitudini siano lontane anni luce e che, pure con delle limitazioni, abbiamo avuto di modo di fare qualcosa che assomigliasse lontanamente al nostro quotidiano, spesso non l’abbiamo fatto, come se vedere un amico sotto casa non fosse più come prima, come se quell’amico fosse una proiezione mentale mal riuscita di quello che facevamo più di dodici mesi fa.

E poi improvvisamente ho visto il tempo volare, ho visto il tempo cadere, ho visto buio per sempre…

E poi all’improvviso Faber…

E poi improvvisamente ho visto Nina volare, ho visto Nina cadere, non ho visto più niente…

Destino simili per i più piccoli, finiti nel dimenticatoio un intero anno, sballottati dagli eventi, come se tutto questo non li segnasse.

Peggio di niente è un brano ragionato, dove la testa ha la meglio sul cuore. Un’analisi lucida degli eventi e di chi ne ha fatto parte, mostrando come quel mantra “Andrà tutto bene” fosse solo fatto di neve, pronta a sciogliersi sotto i raggi cattivi della nostra natura.

Non siamo migliori di prima, non lo saremo quando tutto questo finirà, probabilmente non lo siamo mai stati.

“Bambini soli davanti a uno schermo, famiglie che non si possono abbracciare, code infinite per un pasto caldo, persone che non possono più lavorare: il nulla in cui questa pandemia ci ha precipitato è senza confini. E pensavamo non potesse esserci di peggio, finché non abbiamo visto qualcuno mettere gli uni contro gli altri, in un crescendo di diffidenza, sospetto e accuse. Quello sì, è stato peggio di niente.”
Ministri

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