“Ti amo, Ti odio”, barcolliamo con Roshelle ft. Guè Pequeno & Mecna

da | Recensioni singoli

È fuori da mercoledì Ti amo, ti odio, il nuovo singolo di Roshelle in collaborazione con Guè Pequeno e Mecna.

A distanza di mesi dall’uscita dei suoi due ultimi singoli, Roshelle si ripresenta sulla scena musicale sferrando un grande asso nella manica: un singolo ballabile, cantabile e che sa già d’estate: Ti amo, ti odio.

Roshelle si presenta con un pezzo che parla di indecisioni ed insicurezze, sputa fuori delle parole pregne di un amore sadico e logorante allo stesso tempo, che porta inevitabilmente a un tira e molla continuo.

Ti amo, ti odio, cancello il tuo nome

Poi cambio idea

Sotto la poggia i miei sbalzi d’amore

Come un equilibrista che cammina sul filo del rasoio, Ti amo, ti odio prende vita propria e decide di gettare giù da un dirupo quell’asta che gli dà sicurezza. La nostra psiche sta in piedi con le sue forze, ed ogni volta che rischia di cadere prova sempre un’adrenalina pericolosa che gli permette di rimettersi in sesto.

E proprio mentre ci stiamo abbandonando ai nostri viaggi mentali, esplodono alle nostre orecchie gli stili contrastanti di Guè e di Mecna. Il primo affoga nell’ostentazione di menefreghismo tramite i suoi artifici letterari spesso riferiti ad alcol e ricchezza, tendendo quasi ad appigliarsi al modo migliore per non pensare: offuscare la mente.

Non so se è colpa mia o dell’alcool

Ma tu per me sei come per Lupin Margot (Uh)

Volo a Parigi, Champagne ed escargot (Cash)

Mecna, da parte sua, lega invece le parole del pezzo con una sicurezza leggermente maggiore.

Scoppiano in noi dei sentimenti diversi, nei quali ci riscopriamo più consapevoli del nostro star male.

Prima mi odi e poi sei stata come me

Ma io non cambierò le idee

Sai, sulla pelle un livido passa

E il dolore nell’anima è più grave

Ti amo, ti odio è un singolo che rientra perfettamente nell’ideale di musica che Roshelle aveva creato attorno a sé, rimarcando il suo inconfondibile stile ancora una volta.

A partire dalla produzione di Shablo per arrivare alle “rime chiuse” di Gue Pequeno, passando per le note vibranti sulle quali si stende Mecna, notiamo come ogni artista riesca a chiudere un lato del pezzo, sino a renderlo un prodotto organico e maturo.

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