Sono Io di Wrongonyou ha tutte le caratteristiche per essere considerato un album animistico, intimo, introspettivo.
Il titolo stesso, Sono Io appunto, non si perde in doppi sensi ma lascia percepire il suo andar dritto all’anima di qualcosa. Ascoltando i vari singoli che contiene, dieci in tutto di cui uno, Amor proprio, prevalentemente strumentale, si sente subito che dietro ogni parola scelta c’è un’analisi personale. In questo tempo tanto, troppo, riflessivo Wrongonyou dà voce a tanti dei pensieri delle nostre menti.
Chi è Wrongonyou? È un giovane musicista romano, il suo vero nome è Marco Zitelli e la sua figura è attiva sulle piattaforme musicali dal 2013. Il suo primo album, Rebirth, vede la luce nel 2018; oggi pubblica il suo secondo album, frutto di una discografia più matura:Sono Io.
Ad un primo ascolto il brano che più mi colpisce è Lezioni di Volo, brano già noto ai più visto che hanno avuto modo di ascoltarlo nell’utlima edizione del Festival di Sanremo.
Un inno alla leggerezza, così mi è piaciuto definire questo singolo, un invito ad assecondare le leggerezze senza troppi sensi di colpa, blocchi, risentimenti. Una leggerezza di sostanza, non di astrazioni, un volo valido verso e con ciò (e con chi) ci fa stare bene.
Quando sono tristi piove giorni interi
Voleremo da fermi per stare meglio
Toccami le mani che mi sveglio
Come quel film, mai finito, in albergo
Io con te gioco allo scopertoSe un giorno dimenticherai
Spero solo che poi mi riconosceraiAvvicinati, facciamo una foto
Esci bene anche se non metto a fuoco
Non scappare che mi perdo da solo
Ma puoi darmi lezioni di volo[…]
E se domani ti risvegli con me
Ci prendiamo solo il meglio che c’è
Altro brano tanto valido all’interno di Sono Io è Solow, singolo magicamente dichiarativo di tutte le incertezze e debolezze che ci tormentano, anzi forse è il singolo che più sento mio in questo momento della mia vita personale, come se Wrongonyou avesse sbirciato nella mia vita prima di buttare giù questo pezzo.
Ho perso già fin troppo tempo
Dietro cose stupide
Inutili
Dimenticandomi che tu eri lì accanto a me[…]
Cammino storto
Senza te che fai da peso nell’altro lato
Ma non mi importa.
Ho il cuore in granelli
Sono Io è un album ricco, con Nada, più di tutti, si distingue per il ritmo, per la musicalità coinvolgente, per il ritornello un pò da tormentone.
Salto un po’ troppo azzardato all’auto-tune per Bon Iver che rischia di non farsi apprezzare dai non amanti di questa ormai tanto gettonata manipolazione audio.
Ritorno ad una dimensione delicata, invece, con Nonno Bruno, il “singolo di cristallo” mi piace definirlo; di tutto l’album rappresenta quel brano che tante recensioni potrebbero distorcere o violare. Un brano che va ascoltato e assorbito, con tutte le sfaccettare del caso, con tutte le declinazioni che le nostre singole esperienze potrebbero e potranno conferirgli.
Giocavamo a pallone anche in sala da pranzo
Nonna non voleva, ma tu dicevi okay
Le vacanze ad Ischia, lo scudo della Roma
La Ferilli in perizoma, ma tu dicevi “Studia”
Col nome di un orso, i lacci di cuoio e gli occhi di bronzo
Gli occhiali un po’ scuri Jimmy Fontana
Parlavi in silenzioCom’è il mondo senza terra sotto i piedi
E senza quelle cose sceme
E ancora Vertigini, Torniamo da Noi, Sono Io, Prima che mi perda ancora…
Un album da ascoltare, con un po’ di attenzione, con la predisposizione a lasciarsi coinvolgere, con la voglia di scoprire storie di altri che possono diventare nostre.
Bravo Wrongonyou, ottimo lavoro!










