Soli di Mecna feat. Ghemon e Ginevra è un viaggio alla scoperta di ben tre punti di vista diversi sulla solitudine. Munisciti di biglietto, perché ascoltarla sarà inevitabile.
E’ uscito oggi, 11 Febbraio, Soli, il nuovo singolo di Mecna feat. Ghemon e Ginevra prodotto da Zef.
Dopo il grandioso successo ottenuto dal suo ultimo album Mentre Nessuno Guarda, Mecna inizia questo 2021 donandoci un brano in linea con il suo classico mood, ma con sonorità contrastanti dovute alla collaborazione con Ghemon e Ginevra, due artisti dalla penna e dal vissuto non indifferenti. Forse le persone giuste, al momento giusto, per la canzone giusta, oserei dire.
L’amicizia alla base di tutto.
Da fan storica di Mecna e Ghemon, cresciuta a pane e pezzoni come Tutto In Una Notte, Parla Con Me, Bravo – potrei citare tutti i loro featuring chiudendo gli occhi e saltellando su una gamba, non sfidatemi! – l’annuncio di un loro ritorno, dopo la collaborazione nell’album di Mecna, Blue Karaoke, per il brano Ottobre Rosso avvenuta nel 2018, mi ha portato ad aspettare questo 11 febbraio come una bimba attende il Natale.
L’amicizia che lega questi due artisti ha superato le cosiddette “nozze di Stagno”, per intenderci, i 10 anni. Cresciuto in Blue Nox (collettivo legato all’etichetta discografica Macro Beats), il rapporto fra i due, tra alti e bassi, tra soddisfazioni personali e professionali, tra evoluzioni di stile e sound, continua a persistere, regalandoci perle uniche di cui abbiamo profondamente bisogno.
E diventare il fratello che non ho mai avuto
Allora sarei Mecna
Questo è poco ma sicuro
(Ghemon – Grey Goose Blues)Scusa Gianlu se non è come eravamo
E se il fratello che non hai non lo sono più diventato
Quando ascoltavamo il soul nella tua auto
In giro come se dovessimo svoltare da un momento all’altro
(Mecna – Scusa)
… E Ginevra?
Ginevra Lubrano è l’altro pezzo del puzzle che completa Soli.
Anno 1993, debutta nel 2019 con Ruins, un album interamente in lingua inglese. Nel 2020, la svolta: Ginevra pubblica l’EP Metropoli, contenente 9 canzoni in italiano.
La giovane Lubrano, facente parte del roster di Asian Fake, non smette di sorprenderci ed il 29 Ottobre 2020 si esibisce per la prima volta sul palco di Ama Sanremo con Vortice, riuscendo a rientrare tra i 20 giovani artisti selezionati.
Ma torniamo a noi…
Soli, oltre ad essere un pezzo fresco e stimolante, il che può sembrare quasi un ossimoro se pensiamo al testo e alla sua vena malinconica, tratta il tema attualissimo della solitudine.
Il brano presenta tre chiavi di lettura differenti, non solo dal punto di vista emotivo, ma anche interpretativo, sia in senso figurato che letterale: diversi modi di intendere la solitudine e diversi modi di metterla in musica.
Ci sono giorni in cui mi sveglio
Con la voglia di cambiare tutto
Ma per cambiare tutto
Bisogna stare bene soli
Che poi si muore sempre soli
Mecna ha centrato il punto, eccome se lo ha fatto! Ha dato voce ai nostri pensieri – non proprio reconditi – di quest’ultimo anno.
Ho trascorso tutto il 2020 a convincermi costantemente che domani andrà meglio, mi svegliavo ogni mattina con un forte dolore al petto e la “voglia di cambiare tutto”, ma il fatto di essere sola, di sentirmi sola, non mi aiutava, nonostante fossi consapevole che, come dice Mecna, il primo step per sentirsi sereni è “stare bene soli”.
Ci sono giorni in cui mi sveglio
Ma mi sembra di essere già stanco
Sul mio letto coi ricordi a fianco
E la mattina, dunque, si trasformava in un incubo. Zero produttività, solo ricordi di quando in fondo non andava poi così male.
Mi sento parte integrante di qualcosa, perché anche in questi versi cantati da Ghemon, mi ci rivedo. E non poco. La bellezza di Soli è che più la ascolto, più la sento anche mia. Dentro non ci trovo solo i punti di vista di tre artisti, sembra la tipica nota scritta sul telefono che bene o male tutti conserviamo gelosamente, che a rileggerla fa quasi male, ma quanto cazzo ti aiuta? Quanta forza ti dà?
Io non aspetto qua
In fondo ho perso già
La via di casa
(Na, na-na, na-na, na, na-na-na-ah)
Ma ho ancora in tasca quel biglietto per tornare da te
E questo viaggio ora mi sеmbra inevitabile
Dovunque vada
(Na, na-na, na-na, na, na-na-na)
Il ritornello di Ginevra alleggerisce tutto quel peso di cui si è fatto riferimento in precedenza. Delicato, dolce, con quel “na-na” che ti entra in testa e non ti molla più. Timbro elegante e assolutamente non banale, è riuscita a legarsi perfettamente alla voce soul di Ghemon e a quella hip-hop di Mecna, creando il connubio perfetto.
Mamma mia, ti so a memoria tipo liturgia
Nodo al petto, troppo stretto
Cuore aperto, chirurgia, ah
Nella seconda strofa ecco tornare, struggente come al solito, il rap di Mecna. Cantante e grafico per lavoro, spezzacuori per passione. Noi ti vogliamo bene per questo.
I giorni si ripetono
Ma io distinguo tra le voci attorno
Una che mi chiama verso il fondo
A cui non vorrei più dare ascolto
Stavolta l’ho capito quasi subito
Non voglio andarmene giù di testa come al solito
Per adesso, per adesso
Il tutto si conclude magnificamente – prima della chiusura definitiva data dal ritornello – con il bridge di Ghemon. Lui, che il fondo l’ha toccato, ci riporta subito a galla, ci rassicura. Nonostante la monotonia, è riuscito a focalizzarsi sulla luce, scacciando via la voce tentatrice del buio.
E a Ghemon risplendere serve, soprattutto adesso, in quanto anche quest’anno sarà uno dei protagonisti – con la sua Momento Perfetto – del più importante palco italiano: l’Ariston di Sanremo.
E a proposito di Sanremo, anche Soli sarebbe stata adatta, per le sonorità e per l’argomento trattato, al palco più ambito d’Italia.
Tutto ciò ci fa sognare e sperare ad una possibile partecipazione di Mecna come ospite a fianco al suo caro amico Gianluca, dopotutto – nelle varie interviste – non ha mai negato di tenere in considerazione l’Ariston.
Noi incrociamo le dita e per il momento ci godiamo Soli.










