Brigata Bianca: l’unione che fa la forza

da | Gen 22, 2021 | Recensioni album

Tutti per uno, uno per tutti!  Samuel Umberto Romano, conosciuto meglio come Samuel, il frontman dei Subsonica, ha intrapreso ormai dal 2016 un percorso da solista con il suo disco d’esordio Il codice della bellezza ed oggi, 22 gennaio 2021 esce il suo secondo album, Brigata Bianca. Questi anni lo hanno portato a distaccarsi dal mondo a […]

Tutti per uno, uno per tutti! 

Samuel Umberto Romano, conosciuto meglio come Samuel, il frontman dei Subsonica, ha intrapreso ormai dal 2016 un percorso da solista con il suo disco d’esordio Il codice della bellezza ed oggi, 22 gennaio 2021 esce il suo secondo album, Brigata Bianca. Questi anni lo hanno portato a distaccarsi dal mondo a cui eravamo abituati verso uno sperimentalismo crescente. 

I suoi intenti sono chiari fin da subito grazie alla copertina-manifesto ideata dal Art Director Marco Rainò. Il cantautore si presenta a noi in veste di ussaro, mentre regge una bandiera con sopra i simboli che corrispondono ognuno ad un determinato pezzo. 

Fil rouge tra il neo album – Brigata Bianca – e il precedente, è questa sorta di esoterismo che avvolge sempre le sue creazioni, una scelta molto concettuale che ben si sposa col simbolismo affidato alle canzoni. Il cantante torinese infatti, in più interviste, ha voluto sottolineare quanto egli stesso si sentisse un pioniere nel mondo nella musica, pronto a non rinchiudersi in un solo genere, ma a voler sperimentare ed andare oltre i suoi limiti. 

L’ussaro Samuel ci propone quindi un viaggio esplorativo in terre lontane (tra divano e cucina) che sanno di notti calde, macchine della polizia sotto casa, cannocchiali che puntano al cielo e voglia di evadere. 

Un piccolo riassunto di ciò che tutti noi ci siamo trovati ad affrontare durante il primo lockdown dove, proprio durante questo periodo, il nostro condottiero ha ricercato l’astrazione e la contemplazione necessarie, che sono alla base dei ritmi frenetici e leggeri delle canzoni che accompagnano parole non troppo accomodanti.  

Ma la felicità è reale solo quando è condivisa. (Into the Wild) 

L’ultimazione dell’album è avvenuta grazie alla collaborazione nel Golfo Mistico, casa di produzione torinese, degli artisti o meglio dei soldati come Colapesce, Jhonny Marsiglia, Fulminacci, e i due concittadini Willie Peyote ed Ensi.

L’uomo è un animale sociale e, stento a crederlo dato che dopo mesi e mesi di distanziamento sociale, i risultati sono stati la maturazione di un’estrema misantropia e aggiungiamoci pure del menefreghismo. 

Brigata Bianca è ciò che ci voleva per ritornare a sperare nel futuro, sognare di vivere e rivivere per apprezzare ciò di cui non abbiamo contezza. Samuel ha colpito nel segno e in questo momento di solitudine, ci accoglie dentro la sua Brigata e ci porta in giro per l’Italia a ballare. 

Non c’è la spazio per la tristezza Gira la testa è il passaporto per iniziare a viaggiare, per ora magari anche solo con l’immaginazione. È impossibile, fin dalle prime strofe, non pensare alla dicotomia tra essere e voler essere che occupa parte delle nostre giornate. E così inizia quel forte sentimento di insoddisfazione, soffocamento e voglia di scappare o per lo meno voler far ‘’girare la testa’’ nel salone di casa. 

Prima che l’alba arrivi ti innamorerai

Hai scritto tutti i desideri su una lista

Perché potrebbe essere la volta giusta

Quante volte chiuso in una gabbia

Ho immaginato le mie mani nella sabbia

Abbraccerò il demone sotto la pelle

E lancerò un altro bicchiere alle mie spalle

Giochi pericolosi feat. Willie Peyote, è un pugno nello stomaco. In mesi in cui il tempo viene scandito dalle puntate di una serie tv, il rapper torinese compara una storia d’amore appena cominciata ad una stagione di una serie tv prevedibile. La realtà non è quasi mai all’altezza delle aspettative; meglio non aspettarsi niente per non rimanere delusi allora? O vivere anche ciò che ci rende tanto felici quanto tristi una volta finito?

Dimmi tu che senso avrebbe addormentarsi

Mi sembra di sognare ad occhi aperti

E a immaginarti rischierei di peggiorarti

Ma riportami coi piedi per terra, dammi un pizzicotto

Una sberla, dimmi che è tutto una merda

Se rimani qui non è una frase facile da dire, soprattutto in questo periodo di precarietà esistenziale, oltreché emotiva. È forse una delle dichiarazioni d’amore più potenti che esista, mettere da parte l’orgoglio e fare spazio ai sentimenti, alla necessità dell’altra persona e a volerla rende a sua volta felice. Trovare un punto fermo in tutto questo divenire è ciò che ci auguriamo tutti.

Resta e saprò come proteggerti

Dai vuoti d’aria che incontreremo

Resta ed insegnami a fermarmi

Perché non riesco a smettere di

Correre lontano

Tra un anno è uscita agli inizi del 2020. Siamo abituati così tanto a pensare al futuro che il presente ci scivola tra le mani ed ogni volta che facciamo qualcosa ci chiediamo dove saremo, come saremo, se l’avremmo rifatto…come a non volersi fidare neanche di se stessi. Il 2020 ci ha insegnato anche qualcosa in fin dei conti: fermarci e capire che alla fine le cose importanti sono quelle che diamo più per scontate.

L’31 gennaio 2020 Cocoricò, del quale vi abbiamo già parlato, feat. Colapesce prod. Federico Nardelli, presenta in anteprima in diretta streaming dal Golfo Mistico ha aperto l’annata di Samuel. Il pezzo può essere definito come un piccolo diario di bordo, in cui il frontman dei Subsonica racconta degli aneddoti di 20 anni di tour. Il pezzo poi è stato seguito da un magnifico video musicale che vale la pena vedere. 

Bum Bum Bum Bum feat. Ensi prod. DADE nasce di notte e, credo che questo già al primo ascolto possa essere chiaro. È quella canzone che io immaginerei di mettere tornando alle quattro di mattina da una serata memorabile, quando il deserto della città conferisce l’illusione di essere i padroni del mondo almeno per qualche ora, fino alle prime luci dell’alba. La collaborazione non è casuale, Ensi è un’artista che rifiuta ogni forma di conformismo e che ben si sposa con le idee di Samuel come egli stesso afferma: 

Ho invitato Ensi a rappare sulla base. Con le sue rime taglienti mi è sembrato l’artista più adatto a descrivere questo “vivere di notte” e la notte interiore che ciascuno di noi ogni tanto vive.

Ok aspettate un attimo, abbiamo detto che stiamo tornando da una serata pazzesca ma se alla fine non ci fermasse Nemmeno la luce? È così per strada sotto casa un beat techno con la cassa dritta, fa da colonna sonora a quelle notti in cui non vuoi più andare a dormire ma vuoi consumare ogni singola molecola di serotonina che ti è rimasta nel corpo per vivere ogni singolo istante di quel momento che sai non ritornerà. 

E poi domani faremo di meglio

Ci rialzeremo e senza fretta sarà tutto migliore

Ma migliore di chi? E migliore di cosa?

Io e te, non ha bisogno di tante spiegazioni. È una poesia a cuore aperto o meglio come il capitano la definisce ‘’un elenco di buoni propositi al contrario’’. É un’esortazione a lasciar andare il superfluo, incominciare ad essere sereni, inscatolare la tristezza ed avere il coraggio di apprezzare ciò che di bello ci accade. 

Tra le cose che non voglio più c’è la tristezza

La noia e la gravità e un bagno senza la vasca

Tra le cose che non voglio più c’è la vergogna

Per la mia timidezza che mi imbarazza

Tra le cose che non voglio più c’è la distanza

Da quello che io amo

Felicità feat. Fulminacci è ciò che non mi sarei immaginata da un album così, ma il cantautore piemontese mi ha piacevolmente sorpresa. Il connubio delle due penne, romana e torinese, ha saputo creare un’atmosfera malinconica ma perfettamente reale. Nella scelta della collaborazione infatti, Samuel ha affermato di aver voluto fortemente il ventitreenne sia per la stima e l’affinità intellettuale, sia perchè il pezzo era nato originariamente a Roma. Tra le note di un pianoforte si passano in rassegna i pensieri che ,con umor nero, ognuno di noi fa alla finestra con l’assurda pretesa di essere sempre felici. Ma la felicità non è un traguardo e nemmeno un’estenuante ricerca ma:

Felicità: a volte arriva, a volte se ne va

A volte è un rischio una paternità

Perché è soltanto un nodo che tu devi sciogliere

Felicità: goditela

Quella notte e Dimenticheremo tutto hanno entrambe la durata di una notte di mezza estate afosa, eterna, in cui tutto sembra possibile. Fare nuovi sbagli, prendere decisioni inaspettate contro le solite dinamiche della vita che ci vogliono schiavi del convenzionalismo, rischiare ed in caso vincere.

Vorrei ci travolge con un intreccio ritmico al quale è impossibile resistere. Ma sotto percussioni e batteria, si cela una trincea di accuse alla società d’oggi. Quando si ama una persona si vorrebbe che questa fosse esente dalle sofferenze quotidiane e dalle insidie del domani, è infatti questo lo scopo del pezzo: esorcizzare quanto più possibile i tranelli che ci tende la cruda realtà. 

Vorrei, vorrei proteggerti dal buio della notte

Da quelle imperfezioni che governano la terra

Dagli esseri… dagli esseri umani (Umani)

Con Palermo feat. Jhonny Marsiglia, il nostro instancabile ussaro rende onore ad una città che lo ha accolto per qualche anno. Attraverso le sue parole, la sensazione è quella di essere affacciati ad un balcone a rimirare il tramonto aranciato che si specchia nel blu scuro del mare che, escludendo il guardo, permette di navigare con la mente.

Mentre il sole producе miraggi

E nutre le bocche degli altri

Verso la fine di questa avventura si inizia a tirare le somme. Veramente è uno schiaffo in pieno volto ‘’predicare bene ma razzolare male’’ è l’atteggiamento della società odierna ,che si nasconde dietro ad un finto perbenismo borghese denigrando tutto e tutti, ma non facendo effettivamente nulla per cambiare il proprio status o ciò che c’è intorno. 

Andiamo in guerra per portare pace

Mettiamo Dio a morire sulla croce

Agosto è il mese buono per riposare

Ti amo troppo ti devo lasciare

Persone che ti uccidono per vivere

Parole dette solo per parlare

Promesse fatte senza ragionare

Ci salutiamo con Chi domani ti avrà prod. DADE. In notti cui si è sfidato l’impossibile, preso a pugni la vita, ci si è sentiti immortali, invincibili, arriva però sempre una conclusione e ci si ritrova a salutarsi alle porte di una stazione. La vita vorremmo fosse un’autostrada ma è più un sentiero di montagna, con numerose salite ma altrettante discese. Arriva a tutti il momento, prima o poi, di dire addio a qualcuno. Ed è così che una stretta di mano diventa una catena ,come quella che si usa per chiudere la valigia ma che vorremmo solo aprire e disfare. 

Ma in fondo solo tu sapevi

Che si restava qui in silenzio

Con gli occhi incatenati al treno

La mano stretta nella mano

In tasca il suono di un gabbiano

Il tempo che non mi è bastato

Per dirti quanto è fortunato chi

Chi da domani ti avrà

In un anno in cui tutti avremmo voluto una bella iniezione di anestetico alla vita, Samuel Romano va controtendenza.

Prende tutto ciò che di più bello, significativo e indelebile gli ha lasciato il suo percorso. Con l’aiuto di valorosi soldati, ha mostrato come sia bello vivere e prendere in mano le redini della propria vita anche da un piccolo studio di produzione.

Il bianco, secondo la teoria di Newton, è la somma additiva di tutti i colori. Dall’unione si ottiene la forza. In un periodo storico di solitudine, Brigata Bianca è un caleidoscopio di emozioni, ritmi, sensazioni, voci che ci permetterà a tutti di sentirci, da questo 2021, un po’ meno soli.

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