“Cialde” a colazione, offrono gli Zero Assoluto.

da | Recensioni singoli

Cialde è il nuovo singolo degli Zero Assoluto fuori dal 16 ottobre e che porta la firma di Thomas De Gasperi, Matteo Maffucci e Colapesce.

Avete già provato ad ascoltare le prime note di Cialde ad occhi chiusi? Il crescendo della chitarra che arpeggia in sottofondo alla voce di Thomas scalda come il sole che filtra dalle persiane, dipinge impercettibili frammenti di luce, tagli tangibili del giorno che inizia.

Il racconto di un giorno come un altro, della morbida routine di una “giornata-tipo”, gli aneddoti che abbracciano la condivisione di uno spazio in comune, dei sogni, dei viaggi da progettare e che, con un po’ di fantasia, si ritrovano facilmente nelle piccole cose di tutti i giorni.

Mi piace un sacco che sembri distratta
Quando lasci tutto acceso e sembra di essere a New York
Parigi, Madrid, olè
Però a Parigi ci vivrei, e te?

Pare che le collaborazioni facciano davvero bene agli Zero Assoluto: già con Fuori noi, in duetto con Gazzelle, avevano dato prova di poter uscire da anni di etichette che li ricordavano come idoli delle ragazzine e relegati nella dimensione sognante di pezzi come Svegliarsi la mattina, Semplicemente e Per dimenticare.

I riferimenti concreti, la battuta, la leggera presa in giro che replica un dialogo vero e proprio tra i protagonisti della canzone conferiscono agli Zero Assoluto un nuovo stile e una nuova scia comunicativa, che non si limita a quella dello struggente amore non corrisposto delle canzoni che ci hanno accompagnati tra il 2008 e il 2010: nel ritorno di Thomas e Matteo troviamo una crescita e un equilibrio tangibile.

Dalle grandi incertezze alle piccole paure, Cialde sposta il focus su una dimensione di vita più ristretta e intima di quella che troviamo fuori dal portone di casa: una vita per due, fatta di semplici traguardi.

E se fosse la notte che arriva a cambiarci la vita

Se hai paura del buio, tranquilla, facciamo mattina.

Un invito a prendersi cura delle piccole cose, della notte che, trascorsa insieme, fa meno paura.

Un inno al disordine, quello fatto di cialde sparse e d’amore, forse perché a volte, il disordine, è soltanto una lingua in cui esprimersi.

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