“Sirene” di Levante

da | Recensioni singoli

L’ultima traccia lasciata da Claudia Lagona, aka Levante, risale ai tempi pre COVID con Tiki Bom Bom, brano con cui si presenta a Sanremo 2020. Sicuramente un pezzo carico. Di cosa?

Di tutto. Grinta, rabbia, urla, speranza, sorrisi, profondità, impegno, amore. Insomma, un classico pezzo alla Levante. Oggi, 7 luglio 2020, dopo 5 mesi di silenzi (anche se Claudia di silenzi non si abbandona e, se lo fa, causano più rumore di mille parole) ritorna in musica con Sirene.

Dicevamo che pezzi come Tiki Bom Bom sono i classici alla Levante? Ecco, Sirene si conferma ugualmente uno di questi.

Caratteristiche diverse, suoni più dolci, sussurri, ma sempre la stessa carica emotiva che contraddistingue ogni brano, ogni racconto, ogni sfumatura di un’artista del suo calibro.

Ricordi? Andavamo dentro al vento mentre in mano stringevano sogni. Solo pochi soldi…
Sirene ci accoglie con un’immagine, un ricordo nostro, suo, il ricordo di quello che siamo stati da soli, di quello che siamo stati con lei. Un’evocazione immaginaria, ma che riusciamo perfettamente a distinguere, a vedere, perché condivisa.
Amore non è tempo di castelli, stendi i desideri accanto agli ombrelloni chiusi, sgonfia i tuoi braccioli.
Amore dici sento le sirene, ma non c’è traccia di mare intorno a noi, se vuoi facciamo un bagno nella pioggia…
Lo sentite il profumo di mare, della sabbia bagnata dopo un temporale estivo? Sentite il sapore dolce della malinconia?
Sirene è un amore. Pensavo di definirlo un amore estivo, ma sarebbe stato riduttivo.
Sirene è un amore senza tempo, nonostante sia collocato alla perfezione nell’attualità che viviamo. Un brano perfettamente caratterizzato anche dalla splendida dualità del suo titolo. Le sirene sono quelle di Ulisse, ma anche tutte quelle che in questi atroci mesi abbiamo sentito per le strade dolorose del nostro paese. Ciò però conferisce dignità, ne lascia il postumo ricordo fiero di aver vissuto ciò che è stato il 2020, coccolati dalla speranza di un miglioramento.
Distanti, quanti metri servono a renderci tristi, ma noi siamo amanti. Sai ancora abbracciarmi?
Nonostante possa saltare agli occhi, o per meglio dire, alle orecchie, la parola “metri”, io riesco a scorgere tutta la potenza di questo brano nella parola “ancora”. Ancora è persistenza.
Persistenza è continuare con ostinazione, perseverare. E chi persevera sa ancora sperare, chi persevera sa cosa vuol dire sognare, amare, lottare, e Claudia Lagona sa, ancora, come farlo.

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