Una colonna sonora esiste sempre. Esiste anche in periodi bruttissimi per farli sembrare meno brutti, forse. E ci riesce sempre, o quasi.
La colonna sonora da quarantena la abbiamo già scelta, o almeno sembra. È “ma il cielo è sempre più blu” di Rino Gaetano. La abbiamo ascoltata un miliardo di volte, la abbiamo urlata dal balcone insieme alla vicina di casa che, intanto, sventola la bandiera dell’Italia agitando le braccia. Ce la siamo sparata su tutte le storie Instagram, abbiamo ballato con Rino in salotto oppure in cucina mentre prepariamo la ciambella ( cosa mai successa nella storia della nostra vita). Abbiamo pensato che cantare potesse farci bene, abbiamo pensato perfino che fosse arrivato il momento di conoscere quella del piano di sopra, guardare da lontano come canta, lei.
La canzone delle cose comuni
Ma sì, è una canzone così allegra e a noi serve un po’ di allegria.
E poi dentro, c’è un po’ di tutti noi, un po’ di ogni cosa che facciamo.
Rino sapeva parlare bene delle cose comuni, quelle di tutti, quelle a cui forse tu non fai caso. Rino viveva di queste cose ed è per questo che ha scritto questa canzone, contro la paura. Perché se urli la paura poi va via, perché se canti delle cose più piccole, impari ad amare anche quelle più grandi.
Chi vive in baracca, chi suda il salario
Chi ama l’amore e i sogni di gloria
Chi ruba pensioni, chi ha scarsa memoria
Chi mangia una volta, chi tira al bersaglio
Chi scrive poesie, chi tira le retiCi siamo proprio tutti e va bene così, tanto il cielo è sempre più blu.
Cosa significhi realmente questa canzone, sono solo una delle tante che lo chiederebbe a Rino , lui, che se l’è sentito chiedere da tutti. La risposta, sempre la stessa:
“Prendete le mie solo come canzoni d’amore. Io sono uno che sta nel bar e sente le voci, non faccio commenti politici”.
Per sentirsi meno soli
Mi sarebbe piaciuto essere in quel bar con lui, cantare insieme, stringerci la mano, anche se adesso non si può. Però, forse, di essere la colonna sonora di un momento così, Rino ne sarebbe anche contento.
Ma sì, che il cielo è sempre uguale. Il cielo mica lo sa che siamo rinchiusi tutti nelle nostre case, che abbiamo paura, che ci sentiamo soli. Lui continua ad essere blu, come nei giorni migliori, quelli che non dimenticheremo. E cosa importa se sei ricco, se sei stronzo, se vivi in Calabria, se hai vizi o se non ne hai mai avuti. Il cielo è lì, che ti guarda e se esci fuori dal balcone puoi guardarlo anche tu e pensare che lui ci sarà sempre, nonostante tutto. Così, forse, sentirci soli non sarà mai più un’abitudine.
“Io mi rivolgo a un pubblico che in quel momento sta cercando di sentirsi una mia canzone in discoteca, al jukebox o in casa sua. Perché affliggerli pure i problemi? La gente ha bisogno di uscire fuori e urlare insieme”.
Ha detto così, Rino. Ed io ci credo. Noi lo faremo e presto, che dico, prestissimo.
Mariafrancesca Perna










