Quattro chiacchiere con TAVO

da | Mar 12, 2020 | Interviste

TAVO: Talento giovanissimo della Red&Blue. Francesco Taverna alias TAVO è un cantautore alessandrino classe ‘93 che figura tra gli artisti emergenti del panorama indie pop italiano. Dal 13 dicembre fuori il suo singolo Annabelle. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con lui… Dal 13 dicembre è disponibile il nuovo singolo di TAVO, Annabelle. L’inedito racconta di un […]

TAVO: Talento giovanissimo della Red&Blue.
Francesco Taverna alias TAVO è un cantautore alessandrino classe ‘93 che figura tra gli artisti emergenti del panorama indie pop italiano. Dal 13 dicembre fuori il suo singolo Annabelle.
Abbiamo fatto quattro chiacchiere con lui…

Dal 13 dicembre è disponibile il nuovo singolo di TAVO, Annabelle.
L’inedito racconta di un amore difficile, una storia “d’altri tempi”, nella quale i protagonisti prendono coscienza della loro vita ormai consumata; rimane solo l’amara consolazione di ripercorrere i bei momenti del passato.
Ma come si formula esattamente questa storia e cosa vuole raccontare?

Annabelle nasce da un ritrovamento particolare.Stavo ristrutturando casa quando, nell’intercapedine del muro, ho trovato una scatoletta di metallo contenente monete (prive di valore) e una lettera risalente al 1850.
In questa lettera un certo Ennio scrive alla sua amata Maddalena (divenuta “Annabelle” per una scelta metrica).
Ho detto “amata”, ma sarebbe più corretto dire “AMANTE”. Infatti leggendo si scopre che Maddalena è sposata.
È incredibile come, aldilà della forma, a livello di contenuto questa lettera risulti attuale.
L’amore, la paura, il desiderio… sono sentimenti che hanno viaggiato in modo immutato ed immutabile nel tempo.
Tali sentimenti sono il nucleo, attorno al quale ho deciso di sviluppare “Annabelle”.
L’unica reale differenza rispetto ai giorni nostri sta nel termine “amanti”. Infatti nell’800 ci si sposava ancora per convenienze sociali in matrimoni combinati, finendo poi per trovare l’amore vero altrove. Oggi invece l’amante è, il più delle volte, una trasgressione fine a se stessa.


Da cosa vieni ispirato nella maggior parte dei casi nello scrivere testi e musica?

Buona parte dei miei testi è autobiografica. Parlo della mia vita o di quella di persone che ne fanno parte.
Bado però, a lasciare sempre uno “spazio vuoto” nelle canzoni, all’interno del quale, l'ascoltatore può dare un volto ai
protagonisti delle storie che racconto o “colorare” gli ambienti che descrivo.
Per me, i libri belli, le canzoni belle e le storie belle, seppur fitte di dettagli, danno sempre la possibilità di immaginare.
Io, nel limite delle mie capacità, cerco di fare questo.

Come sei entrato a far parte della famiglia  di Red&Blue? Cosa ne pensi di questo percorso?

Non saprei spiegarti nel dettaglio l’inizio del rapporto con Red&Blue perché ci sono arrivato tramite Noize Hills Records (la mia etichetta), la quale ha firmato anche per me.
Però sono davvero felice di lavorare con questo ufficio stampa e soprattutto di aver conosciuto i ragazzi della squadra.
Sono tutti molto in gamba!
Il mio è stato un percorso lungo. Anche se la mia prima pubblicazione come “TAVO” risale al 2018, suono da ben 15 anni.
Quest’anno per la prima volta ho anche una vera e propria produzione per quanto riguarda i live.
Ho accanto tecnici audio e luci davvero bravi, che curano anche gli show di noti artisti, come Ermal Meta, Cristicchi e
molti altri. Sono grato a tutte queste persone che investono e credono nel progetto.
Peccato che a causa del COVID-19 ho fatto in tempo solo a presentarlo il nuovo tour “Il tempo di ballare”.
È stata una bella data, nella quale diviso il palco con i Sick Tamburo.
Che dire?… Recupereremo in tempi migliori.


Ma cosa ne pensa TAVO dei talent?
Ci parteciperesti mai? Pensi siano una buona strada da intraprendere per raggiungere un pubblico più ampio, o preferisci un’altra via?

Non sono un fan dei talent, ma nemmeno li demonizzo. Mi è stata proposta l’iscrizione quest’anno, ma ho rifiutato.Non nego la copertura mediatica che può avere la TV, ma a volte bisogna valutare la coerenza del proprio percorso e mettere sulla bilancia quello che si ha da offrire e in che modo lo si vuole fare. Credo che la differenza la faccia ancora il “pezzo giusto”, indipendentemente dal canale di distribuzione.
Se una canzone è bella e piace, diventa virale sia in un talent, che su Spotify o YouTube.
Quindi il segreto è lavorare, lavorare, lavorare… e poi, previa dose di autocritica, decidere quale sia il miglior modo per
veicolare il proprio brano.

Immagina TAVO tra 10 anni. Descrivimelo!


Caspita, 10 anni è difficile! Fatico ad immaginare il “dopodomani”. Sicuramente suonerò ancora perché è la cosa che più amo di questo mestiere. È il lavoro più bello del mondo! Spero solo in una maggior tranquillità economico-lavorativa.
No, non riesco ancora a vedermi trentasettenne…Sono solo al primo gradino di una lunghissima scalinata e c’è ancora tanto da fare. Mi impegnerò a svettare sul secondo gradino, poi il terzo e così via, sperando prima o poi di raggiungere la cima.

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