Emanuele Aloia ha annunciato il suo disco d’esordio, Sindrome di Stendhal, in diretta su Tik Tok, primo canale che gli ha conferito notorietà, dalla Galleria Uffizi il 15 aprile in onore della Giornata Mondiale dell’Arte.
Il cantautore 22enne ha potuto eseguire un suo nuovo singolo Romeo e Giulietta nella sala che accoglie la celeberrima Nascita di Venere di Botticelli che viene appunto citata nel brano. Il tutto è stato seguito da un colloquio con il direttore degli Uffizi Eike Schmidt di fronte alla Primavera sempre di Botticelli, commentando l’opera e discutendo dell’importanza dell’arte nella musica coma nella vita.
Tik Tok come nuovo talent scout.
La piattaforma si proporne sempre di più come una comunità d’inclusione, apertura e creatività dando a tutti l’opportunità di emergere, proprio come è successo ad Emanuele Aloia. Parliamo di 400mila video creati sul social con ‘’il Bacio di Klimt’’, singolo contenuto nell’album, e di 2,9 milioni di ascolti sulle principali piattaforme musicali. È infatti ormai innegabile la correlazione tra i brani più utilizzati su Tik Tok e la classifica Top 50 Viral di Spotify. L’artista ha chiuso il cerchio decidendo, anche questa volta, di scegliere lo stesso social che l’ha portato alla ribalta per annunciare la release del suo primo album.
Sindrome di Stendhal è l’unica sindrome di cui vorremmo soffrire ora come ora.
É una condizione secondo la quale si prova una forte sensazione di stupore o malessere di fronte alla vista di un’opera d’arte. Ci può essere sensazione più bella di essere “colpiti” dalla bellezza ed avere quindi la contezza di essere vivi? Non credo. Una delle canzoni più belle dell’album è l’omonima ‘Sindrome di Stendhal, tagliente e complessa che, come il cubo di Rubik, va maneggiata più volte per poterne capire ed allineare tutti i vari colori.
Non tutti i brani però confluiscono nella stessa wave adottata dal cantautore torinese. Infatti egli stesso dice di aver voluto osare sia dal punto di vista musicale che dal punto di vista contenutistico, facendo confluire canzoni scritte anche 4/5 anni addietro. Come Ipocrisia dai toni canzonatori è un vero e proprio attacco alla società odierna e ”all’abbondanza di maschere’’ e Buongiorno Principessa che potrebbe essere la colonna sonora di un film. Confessa anche di essere indissolubilmente legato a Girasoli, insieme a Mi stai già perdendo, perché gli ha dato conferma del suo talento permettendogli di credere in se stesso e di proseguire nel suo percorso.
Tratto distintivo di Emanuele Aloia è proprio l’abbondanza di contenuti e di citazioni, tanto artistiche quanto letterarie, nei suoi testi.
Gli accostamenti a volte prevedibili, altri decisamente geniali ed arguti, sono ciò che ha fatto colpo sui giovani ascoltatori e non solo. Il talento e l’arte del ventiduenne sono arrivati fin dentro le aule scolastiche, dove alcuni insegnanti sono riusciti ad avvicinare gli studenti a delle materie che possono risultare, in un periodo storico ipertecnologico, noiose e decontestualizzate.
Emanuele ha ammesso di scrivere per puro divertimento, piacere personale ed esigenza di esporre e mettere su carta le proprie sensazioni ed esperienze.
La sua scrittura è fatta di tante parole che a volte sembrano un vero e proprio flusso di coscienza. La composizione musicale nasce dalla collaborazione col produttore Steve Tarta prima del testo, ma sembra di tanto in tanto solo accompagnarlo. È impressionante come ogni frase sia il richiamo ad un artista, un pittore, un filosofo od uno scrittore, sia lontani che contemporanei, (dagli Stilnovisti a Bansky) e di quanto essi possano aver influito nell’elaborazioni dei suoi pensier. Il tutto s’incastra perfettamente, come in Notte Stellata che è il brano con più citazioni in assoluto:
Io la guerra, tu la pace come Tolstoy
E può finire il mondo, puoi toccare il fondo,
come Nietzsche il nostro amore è un eterno ritorno.
Nuda come una poesia, hai scelto di andar via,
ti ho letto tutta la notte ed anche se non sei più mia,
ti aspetterei per anni alla stazione come Lidia
Per ogni grande amore c’è un addio: ‘’Farewell’’ Pablo Neruda.
Le pennellate energiche ed i colori vivaci di Van Gogh rendono le sue opere uniche ed inimitabili. Così Emanuele grazie al suo stile che volge gli occhi al passato, per trovare l’ispirazione reinventando il tutto in chiave moderna, adattando le parole ed i concetti alle esperienze di un giovane del 2021, sta lasciando e lascerà sicuramente il segno nella storia della musica italiana.










