Tre ragazzi che sul palco di X-Factor hanno saputo creare un delirio riconducibile almeno a dieci persone.
Il trio parte da Perugia ed è composto dall’esplosiva Benedetta, dal chitarrista Filippo Petruccioli e dal ‘’sarto’’ Fabio Azzarelli che cuce su misura ogni beat e arrangiamento.
Anche se fuori dal talent, i Melancholia non hanno gettato la spugna e stanno dimostrando di che pasta sono fatti. Il viaggio onirico, in cui sono sono capaci di trasportarci, comincia solo ora.
Dopo meno di una settimana dall’eliminazione dal programma, esce il loro primo EP What are you afraid of? che consta di ben 9 tracce: oggi ci svelano qualche curiosità sul loro percorso.
Come nascono i Melancholia? La scelta del nome è casuale o è portatore di un messaggio ben preciso?
Siamo nati casualmente, in modo fortuito e la scelta del nome è stata super spontanea.
Ci siamo dovuti solo scavare un po’ dentro e capire l’essenza di ciò che stavamo creando, qualcosa di super viscerale ed umano.
Il nome è la rappresentazione della nostra musica ed è legato a noi indissolubilmente, quindi ha un forte significato e manda un messaggio molto diretto e chiaro su cosa siamo.
Diciamocelo chiaramente: nessuno vi immaginava fuori a due passi dalla finale. È stato un fulmine a ciel sereno o, per lo meno, per una buona fetta di telespettatori che vi ha sostenuto e vi sostiene, eravate una certezza. Ad oggi cosa pensate vi abbia lasciato X-Factor?
X Factor ci ha lasciato tanto. A livello umano abbiamo trovato delle persone fantastiche, sia tra i concorrenti che tra la produzione, ma siamo cresciuti anche a livello professionale: ci siamo confrontati con tanta gente navigata in ogni ambito e abbiamo imparato tantissimo da tutti.
È fuori da venerdì 4 dicembre il vostro primo EP What are you afraid of. Com’è nato? E’ frutto di anni di lavoro o la recente esperienza vi ha ispirati? Il vostro modus operandi consiste nel partire prima dalla musica o dal testo?
È finalmente uscito in nostro album ahah, ci stiamo lavorando da 5 anni ed è frutto della nostra crescita lungo questi. È un album super eterogeneo, quasi spiazzante a volte, ma è un racconto della nostra nascita e non poteva esserci esordio migliore per noi, perché ci siamo raccontati a tutto tondo.
Non abbiamo una precisa metodologia, a volte nasce prima il testo, a volte prima una melodia a caso che ci attira, altre volte suoniamo ore ed ore in sala prove alla ricerca di un input.

Dal vostro EP emergono numerosi stili. Vorrei sapere quali sono i vostri punti di riferimento nella scena musicale e se vi piacerebbe un giorno collaborare con qualcuno.
Gli stili sono così tanto vari per il motivo di cui sopra. In 5 anni è cambiato tantissimo, è cambiato tutto. Siamo cambiati noi, migliorati anche, ma soprattutto sono cambiati i nostri gusti e i nostri riferimenti.
I nostri punti fermi rimangono sempre i Radiohead, i Muse, i twentyonepilots, i Gorillaz, James Blake e potrebbero uscire altri 10 nomi di altri 10 artisti che fanno 10 generi diversi.
Ascoltiamo tanta musica e tanto varia, quindi ci saranno sempre delle contaminazioni forti e varie all’interno dei nostri album.
L’ultima release vi ha dato la possibilità di far vedere quante sfumature voi abbiate, dall’energia di Leon alla dolcezza di Black Hole.
Qual è ora il prossimo obiettivo?
Ora siamo in fase di scrittura e ci stiamo concentrando su qualcosa di più duro, crudo e cinico.
Purtroppo siamo cresciuti e invecchiando uno migliora, ma diventa anche più “quadrato”.
Non mancherà sicuramente la dolce tristezza che ci perseguita, perché fa parte di noi da sempre, ma ci stiamo concentrando su qualcosa di più tagliente per le prossime uscite.
Siete una bomba ad orologeria, sicuramente unici nel panorama italiano. Avete riconfermato il vostro progetto di avere grandi capacità e quanto vi meritiate l’attenzione che avete ricevuto fin dall’inizio. Ma voi, ragazzi, What are you afraid of?
Noi abbiamo paura di tantissime cose in realtà. La stessa esistenza spesso ci mette paura ed ansia, sicuramente la musica è il nostro primo veicolo per stare meglio e ci divoriamo ogni singolo secondo in studio o sul palco soprattutto per questo motivo.











