Eugenio in Via di Gioia e “N OI”: quando il plurale diventa una scelta

da | Ott 21, 2026 | Recensioni album

Gli Eugenio in Via di Gioia tornano con “N OI”, un EP che unisce sonorità pop fresche e coinvolgenti a tematiche profonde, tra fragilità, relazioni e aspettative sociali. Un nuovo capitolo che celebra il plurale, il valore dello stare insieme, dentro e fuori dalla musica.

C’è un modo di fare musica che non si esaurisce nelle canzoni, ma trova la sua dimensione più autentica nell’incontro con le persone. Gli Eugenio in Via di Gioia lo dimostrano ancora una volta con N OI, il nuovo EP uscito il 16 ottobre per Carosello Records. Sei brani che aprono un nuovo capitolo del percorso della band torinese, ripartendo da una parola semplice, ma tutt’altro che scontata: noi.

Un nuovo capitolo che mette al centro l’incontro, le contraddizioni del presente e la capacità della musica di creare legami. E che comincia, ancora una volta, dalla strada e dalle persone.

Non un errore di battitura, ma una questione di prospettiva

Il titolo è già una dichiarazione d’intenti, ma anche un piccolo gioco di prospettive.

Come raccontano gli stessi Eugenio in Via di Gioia attraverso i loro canali social:

“Qualcuno leggerà n 01, un nuovo inizio, qualcuno penserà a un errore di battitura, qualcun altro si limiterà semplicemente a leggere noi. E forse è proprio nella sospensione e nella resa di fronte al voler cercare a tutti i costi un significato, che si trova il senso di questo nuovo capitolo insieme”.

Il plurale diventa così uno spazio da costruire insieme un’alternativa all’individualismo e a quell’“io” perenne che spesso accompagna una società competitiva. Non si tratta di cancellare le singole identità, ma di metterle in relazione, lasciando che esperienze, domande e punti di vista differenti possano convivere.

Un messaggio che appartiene da tempo all’universo della band e che qui trova una nuova occasione per prendere forma.

Sei brani tra leggerezza sonora e pesante denuncia

N OI raccoglie sei tracce: Come si fa, Due gocce d’acqua, Ciao bella Italia, Ci manchiamo da una vita, Sasso e Baciamoci.

Con N OI gli Eugenio in Via di Gioia confermano la capacità di affrontare questioni complesse senza appesantire il racconto. La produzione si muove tra sonorità pop fresche e arrangiamenti immediati, con ritornelli aperti, soluzioni ritmiche vivaci e aperture melodiche che rendono l’ascolto scorrevole.

Sotto questa superficie luminosa e “leggera”, però, si nascondono domande tutt’altro che banali e che racchiudono il peso della denuncia e delle emozioni.

È nella stesura di ogni singolo brano che la freschezza degli Eugenio in Via di Gioia incontra la loro forza emotiva.

Le canzoni arrivano con immediatezza, ma continuano a lavorare anche dopo il primo ascolto, lasciando spazio a riflessioni che riguardano tanto l’individuo quanto la collettività.

I 4 brani inediti

Come si fa dà voce alle incertezze di una generazione alle prese con le aspettative, le responsabilità e la difficoltà di trovare il proprio posto nel mondo. È uno sfogo che diventa corale, sostenuto da un andamento vivace e da una costruzione che invita a cantare insieme: perché ammettere di non avere tutte le risposte può essere già un modo per sentirsi meno soli.

In Due gocce d’acqua il tono si fa più intimo e malinconico. Al centro c’è l’incontro tra due fragilità che si riconoscono, senza la pretesa di risolvere ogni problema o salvare l’altro. La melodia si apre progressivamente, accompagnando emotivamente il brano e dando spazio a un ritornello più ampio: una scelta che amplifica il senso di vicinanza senza rinunciare alla delicatezza.

Con Ci manchiamo da una vita la nostalgia diventa protagonista. Il brano racconta quei legami che continuano a esistere anche quando la quotidianità e il tempo hanno creato distanza, lasciando in sospeso parole e sentimenti. L’atmosfera morbida e malinconica sostiene una scrittura che non cerca risposte definitive, ma si sofferma su ciò che resta delle relazioni, anche quando cambiano forma.

Sasso, invece, affronta con una buona dose di ironia una delle pressioni più riconoscibili del presente: la necessità di dimostrare continuamente il proprio valore, di migliorarsi e di confrontarsi con gli altri. Il desiderio paradossale di essere un sasso, immobile e libero da aspettative, diventa una riflessione sull’accettazione di sé. Anche musicalmente, il brano gioca con un andamento pop agrodolce e contrasti che accompagnano una scrittura vivace, capace di far convivere leggerezza e inquietudine.

Quattro prospettive diverse, unite da un filo comune: la possibilità di sentirsi meno soli quando si smette di fingere di avere tutto sotto controllo.

Gli “apripista” del progetto

Accanto ai quattro inediti, trovano spazio due brani già pubblicati, capaci di introdurre alcune delle direzioni narrative del progetto.

Tra questi c’è Ciao bella Italia, realizzato con il Piccolo Coro dell’Antoniano.

Una fotografia del nostro Paese che tiene insieme meraviglia e assurdità, bellezza e contraddizioni, attraverso uno sguardo capace di alternare la consapevolezza di chi conosce l’Italia alle osservazioni più ingenue, ma non per questo meno lucide, dei bambini. Una collaborazione che aggiunge al racconto una dimensione corale, perfettamente in sintonia con il senso del disco.

C’è poi Baciamoci, pubblicato in primavera, che aveva già aperto una riflessione sul valore dell’intimità e sulla possibilità di fermarsi, anche solo per un momento, per ritrovare un contatto autentico con l’altro.

Due brani differenti, ma accomunati dalla ricerca di uno spazio umano in cui riconoscersi, al di là delle contraddizioni del presente.

La freschezza di una band che non smette di coinvolgere

Se c’è una qualità che continua a distinguere gli Eugenio in Via di Gioia, è la capacità di affrontare temi complessi senza rinunciare alla freschezza. La loro musica conserva un’energia immediata, una vitalità che non si limita a rendere i brani riconoscibili, ma li trasforma in occasioni di partecipazione emotiva.

C’è sempre qualcosa che invita ad avvicinarsi, a cantare, a lasciarsi coinvolgere, senza che il messaggio perda la propria profondità.

È una caratteristica che trova la sua espressione più evidente dal vivo, dove il rapporto con il pubblico diventa parte integrante dello spettacolo. E per presentare N OI, la band ha scelto di partire proprio da lì, prima ancora dell’uscita ufficiale.

Come i Beatles, ma con lo spirito degli Eugeni

A poche ore dall’evento, un annuncio sui social ha anticipato una sorpresa per i fan torinesi: il primo ascolto del nuovo EP si sarebbe trasformato in un’esibizione dal vivo, “su un tetto come i Beatles”, come hanno scritto gli stessi Eugenio in Via di Gioia.

L’appuntamento è stato a largo Saluzzo, nel quartiere San Salvario di Torino, dove la band si è affacciata dal tetto di un edificio per suonare davanti alle tante persone radunate in strada. Un’immagine che sembra riassumere alla perfezione il loro modo di intendere la musica: abbattere le distanze, sorprendere il pubblico e riportare le canzoni in uno spazio condiviso, lontano dalle formule più convenzionali del lancio discografico.

Non soltanto una trovata suggestiva, dunque, ma un gesto coerente con il significato di N OI. Perché se il disco invita a interrogarsi sul valore del plurale, la sua presentazione lo traduce immediatamente in un’esperienza concreta: una band, una città e tante persone che si ritrovano nello stesso posto per ascoltare e cantare insieme.

D’altronde N OI, tornando alla pluralità dei significati, letto al contrario potrebbe indicare un “IO N(o)”, quindi proprio l’opposto dell’egocentrismo a cui ci stiamo abituando, e forse non è un caso che gli Eugeni da quel tetto lo scrivano su uno specchio…

Dai tetti ai club: il prossimo incontro è dal vivo

Il nuovo capitolo degli Eugenio in Via di Gioia è appena cominciato e avrà presto un’altra occasione per prendere forma sul palco. A novembre partirà infatti il Club Tour 2026, che riporterà la band nei club italiani, in una dimensione fatta di vicinanza, energia e condivisione.

Il viaggio comincerà il 16 novembre all’Estragon di Bologna e proseguirà il 17 novembre a Padova, il 20 a Firenze, il 21 a Senigallia, il 23 a Perugia, il 25 a Roma e il 27 a Molfetta.

Dopo un EP che mette al centro il valore dello stare insieme, il ritorno nei club sembra quasi una naturale estensione del suo messaggio. Perché il senso di N OI, forse, non sta tanto nel trovare una risposta definitiva, quanto nel continuare a cercarla insieme. E se c’è una cosa che gli Eugenio in Via di Gioia sanno fare bene, è trasformare questa ricerca in musica, emozione e partecipazione.

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