La prima cosa che viene da dire del concerto di Giorgia all’Unipol Dome è che avremmo tutti voluto ascoltarla ancora. Sabato 3 ottobre, a Milano, “G Last Call” ha chiuso due anni di live con una serata lunga oltre due ore e mezza. Eppure, tra le canzoni che aspettavo e quelle che è stato bello ritrovare, il tempo è passato in fretta.
Prima ancora di parlare di lei, però, una parentesi sul Dome va aperta. È un posto bellissimo ed entrando la sensazione è quella di essere in una grande arena americana. Uno spazio che impressiona e che, soprattutto, suona benissimo. L’acustica colpisce davvero, perché in un concerto del genere vuoi sentire tutto, la voce, certo, ma anche gli strumenti e i dettagli degli arrangiamenti.
Poi arriva Giorgia, splendida. I cambi d’outfit accompagnano la serata, ma l’attenzione torna sempre lì, al modo in cui canta. L’apertura con “L’unica”, “Senza confine” e “Amore da favola” introduce un concerto che mescola periodi diversi della sua carriera. Bastano poi “Gocce di memoria” e “Vivi davvero”, dentro il primo medley, per ritrovare quella familiarità che rende alcune canzoni immediatamente nostre. È una bella sensazione, soprattutto quando puoi ascoltarle così.
Irama ed Emma tra gli ospiti del concerto di Giorgia
Il primo ospite è Irama, che raggiunge Giorgia per “Buio”, dopo “Niente di male”. È il primo dei tre incontri della serata, distribuiti lungo la scaletta e legati ogni volta a una canzone diversa. Giorgia ha lasciato a ciascun duetto il suo spazio, senza concentrare tutte le sorprese in un unico momento. Da “Oronero” si passa a “Corpi celesti” e “Purple Rain”, mentre il cambio d’abito lascia spazio alla band. Il concerto ha anche questo di bello, puoi seguire Giorgia attraverso i suoi successi e poi ritrovarti dentro un repertorio internazionale che le sta benissimo addosso.
Quando arrivano “Come saprei” ed “E poi”, viene naturale pensare a quanto tempo queste canzoni abbiano passato con noi. Riascoltarle dal vivo permette di soffermarsi su una frase, un passaggio, una sfumatura che magari conosci a memoria e che comunque riesce a prenderti.
La scaletta prosegue con “Sabbie mobili” e il medley di “Per fare a meno di te”, “Infinite volte” e “Strano il mio destino”. “Spirito libero” e “I Feel for You” riportano il ritmo in primo piano. Dopo “Paradossale” arriva Emma per “Vento di passione”: un altro incontro che allarga il racconto della serata, mantenendo al centro il piacere di condividere la musica.
La scaletta tra grandi successi e omaggi internazionali
La parte che intreccia “My Love Is Your Love”, “Diamanti”, “Non mi ami”, “Human Nature” e “La gatta” racconta bene quanto Giorgia possa muoversi tra mondi diversi. È anche il motivo per cui una scaletta così lunga continua a incuriosire, cambia atmosfera, recupera un brano, apre una parentesi e poi riparte.
Accanto a lei c’è una band che merita attenzione. Sonny T., Mike Scott e Mylious Johnson, insieme a Gian Luca Ballarin e Fabio Visocchi, alle voci di Diana Winter e Andrea Faustini e alla sezione d’archi, accompagnano queste variazioni. Nell’acustica del Dome, il lavoro dei musicisti è una parte importante del piacere d’ascolto.
Dopo un altro cambio d’outfit arrivano “Marzo”, “Io fra tanti”, “Di sole e d’azzurro” e “Come neve”. La serata tiene insieme brani ai quali siamo affezionati e il repertorio recente, con “Tra le lune e le dune” e “Parafulmini”. C’è spazio anche per “Il mio giorno migliore” insieme a “Don’t Stop ’Til You Get Enough”. Nel bis entra Annalisa per “Skyfall”. Un titolo impegnativo, che mette la voce al centro e aggiunge un’ultima prospettiva al concerto.
Il finale e il nuovo album G+1
“La cura per me”, “Credo” e “Golpe” accompagnano la chiusura. Il finale dà spazio anche al presente di Giorgia, dopo aver ritrovato tanti classici, restano le canzoni che stanno scrivendo questa fase del suo percorso.
Il tutto esaurito all’Unipol Dome conclude due anni che contano oltre quaranta date e 290.000 biglietti venduti. Il 16 ottobre uscirà G+1, con inediti e versioni live aggiunti all’album “G”.
Si chiude così una serata che ha avuto il sapore di un grande traguardo, ma senza sembrare davvero una fine. Giorgia saluta il pubblico dopo più di due ore di musica lasciando la sensazione che, nonostante una carriera lunga più di trent’anni, abbia ancora moltissimo da raccontare. E forse è proprio questo il punto, cambiano i palchi, gli arrangiamenti e le canzoni, ma quella voce continua a essere casa.









