Finisce settembre ed ora è davvero finita l’estate, inizia la corsa del tram tram quotidiano e anche la musica non rallenta, per fortuna.
Stiamo appena iniziando a smaltire il caldo estivo, convertire le playlist da spiaggia in quelle malinconiche autunnali, e stiamo ancora guardando le foto dei festival estivi ma ecco che la musica ci sconvolge di nuovo.
Settembre ha già iniziato a riempire le piattaforme di nuove uscite, ma è soprattutto tra ottobre e novembre che il calendario si fa fitto: nuovi album, singoli, ritorni attesi e tour pronti a riportare gli artisti nei teatri, nei palazzetti e nei club, a “soffrire” per un caldo diverso.
Cosa ci aspetta in autunno
Partiamo dal presupposto che il calendario delle uscite e dei live sembra quasi una sfida alla nostra capacità di stare dietro a tutto.
Il problema, infatti, non è che manchi la musica. È esattamente il contrario: ce n’è tantissima. Forse persino troppa.
Ogni settimana porta con sé qualcosa da “segnare”, concerti programmati addirittura nelle stesse date, e tanta nuova roba da ascoltare, recuperare, commentare o semplicemente aggiungere alla lista infinita di “lo sento appena ho un attimo”.
E quell’attimo, naturalmente, non arriva mai.
Una quantità di musica che, da una parte, rende la stagione interessante; dall’altra, rischia di trasformare le nostre playlist in una lista di cose da recuperare. Perché mentre ancora stiamo cercando di capire quale sia stato il tormentone dell’estate, qualcuno ha già pubblicato un nuovo singolo. E mentre iniziamo ad ascoltare un album, arriva il tour dell’artista successivo.
Il risultato? Una stagione musicale appena partita ma talmente ricca da rischiare di diventare quasi difficile da seguire.
Ma noi ci proviamo, come sempre.
Partiamo dalla musica internazionale
Sul fronte internazionale, l’autunno italiano porterà sui palchi gli attesissimi Fontaines D.C., a Bologna a ottobre con il nuovo album “Dopamine Chamber”.
Ma ancora ci saranno i Deep Purple e i The Strokes: due eventi unici per gli amanti del rock che infiammeranno lo stesso giorno, il 17 ottobre. I primi si esibiranno a Milano, mentre i The Strokes all’Unipol Arena di Bologna.
E tra i grandi nomi a novembre ci sono anche i Muse e Bob Dylan, a conferma di un calendario live che guarda contemporaneamente al presente e alla storia della musica.
Ottobre tra nuove uscite, palazzetti, teatri e club
Esattamente dal 1° ottobre arriva in Italia l’atteso tour della Pausini, “Io Canto World Tour 2026/2027”, partito a marzo 2026 da Spagna e America. L’artista si esibirà tra ottobre e inizio novembre con alcune date nostrane, a cui seguiranno poi gli stadi nel 2027.
Ovviamente, tra le attese non può mancare il nome di Cesare Cremonini, che il 23 ottobre pubblicherà “Amateur”, il suo decimo album di inediti. Il disco, registrato a Londra, sarà seguito a partire dal 27 novembre dall’“Amatour”, con diverse date nei palasport italiani, tra Bologna, Torino e Milano.
Anche Ligabue, in tour già dall’estate, inizia la tranche autunnale.
Partirà il tour nei club di Sayf e Ariete, così come sono attesi molti artisti anche nei teatri, tra cui segnaliamo i tour di Renga, Antonacci e Brunori.
E poi c’è il ritorno nei club di Willie Peyote
In questo autunno particolarmente affollato, c’è un tour che merita un posto speciale per noi di Cromosomi, quello di Willie Peyote.
Il Club Tour 2026 partirà il 10 ottobre dal Vox Club di Nonantola e accompagnerà Willie per quasi un mese attraverso l’Italia. Dopo l’esordio emiliano arriveranno Milano, Molfetta, Napoli, Bologna, Firenze e Roma, fino alle due date di Venaria Reale del 3 e 4 novembre e alla chiusura del 7 novembre a Padova.
Il tour arriva dopo la pubblicazione di “Anatomia di uno schianto prolungato”, il cui ultimo estratto è stato, a sorpresa, “Non c’è di che”, uscito pochissimi giorni fa.
Dopo il film “Elegia Sabauda” e dopo una serie di nuovi capitoli che stanno progressivamente delineando questa nuova fase del percorso dell’artista, non vediamo l’ora di tornare alla dimensione del live, che sappiamo bene quanto restituisca al pubblico, soprattutto grazie anche alla forza della band che da sempre lo accompagna.
Il club per molti significa solo una cosa: meno distanza, più contatto, più possibilità di far convivere le canzoni “storiche” con il nuovo che fa capolino, tanta gente sotto un palco che per qualche ora condivide lacrime e sudore, che balla e canta dimenticandosi del resto, e che da sempre ci ricorda perché tutta questa musica continuiamo ad ascoltarla anche fuori dalle quattro mura.









