45 anni da Live Aid: la musica come responsabilità politica e sociale

da | Lug 15, 2026 | News

45 anni da uno degli eventi più importanti della storia della musica: il live aid, un concerto monumentale

Era il 13 luglio 1985, quando al Live Aid la musica mostrò al mondo il suo potere. Non più “art pour l’art” ma strumento politico, mezzo di aggregazione, simbolo di una comunità mondiale, che dimostrò che volere è potere e che abbiamo il dovere di porgere la mano a chi chiede aiuto.

Come nasce il Live Aid?

Gli anni ‘80 furono un periodo di grandi promesse di progresso, il mondo occidentale era molto concentrato sulla crescita economica e le innovazioni tecnologiche, mentre l’Africa viveva un periodo di grande difficoltà. L’Etiopia infatti soffriva da due anni a causa di una delle carestie più gravi del ventesimo secolo. 

Dopo l’uscita della hit Do they know it’s Christmas da cui nacque la Band Aid, Bob Geldof, l’ideatore del brano prodotto per raccogliere aiuti umanitari, decise di voler andare oltre.

Un live di dimensioni colossali: due stati in due continenti diversi, il Wembley di Londra e il JFK di Philadelphia, e più di 2 miliardi di telespettatori. Un’occasione in cui tutto il mondò si fermò di fronte alla forza della solidarietà e della musica. 

Chi furono i protagonisti del concerto?

Il Live Aid fu un evento a cui parteciparono i nomi più grandi della storia: dai Rolling Stones ai Queen, dagli U2 a B.B. King, da Madonna a David Bowie. Un concerto che oltrepassò lo spazio e il tempo, quando Phil Collins disse:

 “Perché suono sia a Wembley che a Philadelphia? Perché sono arrabbiato, ecco perché” 

L’artista infatti si esibì al Wembley e subito dopo attraversò l’oceano per essere presente a Philadelphia. 

Il momento senza dubbio più iconico fu quello dell’esibizione dei Queen. Una performance impressa nella memoria di tutti quelli che la videro in diretta, e ancora oggi, dopo 45 anni, acclamata da tutti i fan. Il coinvolgimento, la maestosità e l’intensità del live, sono una testimonianza della grandezza musicale degli anni ‘80, un decennio senza paragoni nel panorama musicale internazionale. 

Ma oggi un Live Aid sarebbe possibile?

Una domanda che sorge spontanea, in un contesto sociale dove non mancano le crisi, e dove più che mai ci sarebbe bisogno di aiuto. È difficile rispondere, sicuramente non vogliamo addentrarci in questioni politiche. 

Certamente da un punto di vista tecnologico, oggi si potrebbe dar vita ad un evento monumentale, più moderno, grande, attrezzato, e potente del precedente. È altrettanto vero che stiamo vivendo un periodo storico complesso da interpretare. Se noi giovani stiamo cercando di sdoganare tanti taboo, predicare un mondo più libero, accogliente e tollerante, viviamo anche tanta disillusione. Dopo anni e anni di guerre e disuguaglianze, ci si sente quasi desensibilizzati e annichiliti di fronte a certe dinamiche. 

In un mondo intorpidito, che ha perso i suoi colori nella corsa al progresso e al successo individuale, c’è bisogno di una scossa culturale. Una presa di posizione che ci ricordi che siamo tutti essere umani, e che nel mondo servirebbe un po’ di gentilezza. 

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