Max Pezzali all’Allianz Stadium: sei un mito!

da | Giu 14, 2026 | #Cromosomiintour

Oltre due ore di musica e spettacolo, Max Pezzali trasforma così l’Allianz Stadium di Torino in una festa dedicata agli anni '90.

L’Allianz Stadium di Torino apre le porte ai concerti e bastano appena tre date per capire che la mappa degli stadi italiani ha una nuova location di riferimento. Ieri sera a prendersi la scena è stato Max Pezzali con “MAX FOREVER – GLI ANNI D’ORO” un viaggio visivo e sonoro che funziona come una perfetta macchina del tempo dritta verso gli anni ’90. La vera magia? Vedere adolescenti e bambini cantare a squarciagola accanto a chi quel telefono con l’antenna, riproposto sul palco in versione gonfiabile e soprannominato “Maxtorola”, lo ha vissuto, amato e a volte odiato.

Il Golden Ticket degli anni ’90

Ad aprire le danze è Amadeus che, con un cameo video, ci riporta dritti all’età dell’oro della televisione commerciale e dà ufficialmente il benvenuto al pubblico del “FestivalMax”, citazione al leggendario Festivalbar. Da quel momento bastano la carica di Tieni il tempo, il ritmo di Bella vera e la freschezza di La lunga estate caldissima per accendere lo stadio. Visivamente è un parco giochi vintage; la scenografia schiera walkman giganti, cuffie pop-up, un enorme vinile che gira sul palco e la mitica “M” di MTV a comporre il nome “MAX”.

Un immenso divertimento collettivo che però non rinuncia a momenti più dolci e malinconici con L’universo tranne noi e Ci sono anch’io (piccola perla che avrà fatto scendere una lacrimuccia a tutti i fan de “Il pianeta del tesoro”).

Insomma, per chiunque sia cresciuto a pane e anni ’90, ieri sera è stato un po’ come svoltare con il golden ticket di Willy Wonka.

Il genio è nei dettagli… o negli intermezzi

In uno show così imponente e con una scaletta che supera le due ore, le pause tecniche sono necessarie, ma ieri sera non sono mai sembrate tali. La genialità della produzione sta nel rendere questi “tempi morti” puro intrattenimento. L’Allianz Stadium si trasforma in un mega-social live tra la Dance cam che seleziona i ballerini della serata, la Single cam che gioca a fare Cupido, mentre la Birra cam unisce tutti in un brindisi a cui si aggiunge anche Max direttamente dal suo camerino.

L’intermezzo più sentito, però, è un video-dialogo che mette l’artista del presente di fronte a un sé stesso del 1995. Una riflessione sul futuro della propria musica che culmina in una promessa che ad oggi è una bellissima realtà “Io lo sapevo che avremmo potuto vivere di musica […] ci saranno momenti in cui sentirai il pubblico cantare qualcosa scritto da te. Sono fiero di te, Max“.

Max Pezzali va oltre la nostalgia

Superata la scarica di adrenalina della prima metà, lo show vira verso una dichiarazione d’amore viscerale alla fanbase di Pezzali. Durante La dura legge del gol Max si ferma, si siede su una panchina posizionata sul palco e si gode lo spettacolo sorridente e visibilmente commosso. “Non è andata sempre così” confessa “ma siamo riusciti a creare un gruppo unito capace di esserci sempre con l’entusiasmo degli inizi, è questa è la cosa più importante: lo squadrone siete voi“.

Il colpaccio nostalgico definitivo? L’apparizione di Uan, la leggendaria mascotte di “Bim Bum Bam”, prestata alle ultime hit mentre una pioggia di banconote false da mille lire personalizzate viene sparata sul prato. Il delirio collettivo (o il picco emotivo, dipende dai punti di vista) della serata si tocca infine con Nord sud ovest est. Nel cuore del parterre, un ragazzo urla “QUESTA LA BALLIAMO TUTTI!” ed è bastato ciò a far scattare un abbraccio che ha unito per buoni tre minuti dei perfetti sconosciuti.

E mentre il live si chiude sulle note di Con un deca ci rendiamo conto che questo repertorio è ormai parte del tessuto sociale della musica popolare italiana, capace di far cantare i fan della prima ora e conquistare i semplici curiosi. La prova vivente che certe canzoni non appartengono più a un solo decennio, ma sono un patrimonio generazionale destinato a rimanere eterno.

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