Oggi, 24 febbraio, si alza il sipario sulla 76ª edizione del Festival di Sanremo. Sono le 12 circa quando inizia la conferenza stampa inaugurale e la sensazione è quella delle grandi occasioni. Oltre mille giornalisti accreditati, migliaia di persone in città, un entusiasmo che arriva dritto dal green carpet di ieri sera. Tra sorrisi, orgogli feriti, qualche tensione di troppo e un calendario fitto di iniziative collaterali, Sanremo torna a essere il centro simbolico dello spettacolo italiano.
Il Festival si apre in un clima che mescola memoria e presente. Oggi, 24 febbraio, ricorre anche l’anniversario della scomparsa di Maurizio Costanzo, tre anni fa. E alle 16, al Forte di Santa Tecla, viene presentata la mostra dedicata a Pippo Baudo, figura che con Sanremo ha costruito un pezzo di storia della televisione italiana.
Can Yaman e il doppio Sandokan: tra vulnerabilità e consapevolezza
Tra i protagonisti più attesi c’è Can Yaman, co-conduttore della prima serata e poi a sorpresa sarà presente Kabir Bedi. Un passaggio di testimone simbolico: Bedi è stato il Sandokan televisivo per eccellenza, mentre Yaman ha interpretato una nuova versione del personaggio, la “Tigre della Malesia”. Due epoche, due sguardi, un palco che dopo cinquant’anni torna a riflettere su quell’immaginario.
Yaman racconta il suo rapporto con l’Italia con sincerità. Essendo turco, molte cose all’inizio gli erano estranee. Vive qui da sei anni, ha frequentato il liceo italiano a Istanbul, ma solo ora, a 36 anni, sente di comprendere davvero sfumature e dinamiche del Paese. Dice di trovarsi nel momento giusto per sperimentare, di sentirsi nel posto corretto. Ammette anche di avere paure e vulnerabilità, di essere spaventato, ma di essere bravo a nasconderlo. Una dichiarazione che umanizza una figura spesso percepita come distante.
Si parla anche di Sandokan 2, slittato per i lunghi tempi di produzione. Nessun mistero, nessun caso chiuso: solo il peso delle grandi macchine produttive che richiedono controllo e pazienza.
Il Festival tra emozioni e organizzazione
Le prime impressioni sul Festival arrivano anche dal Prima Festival e da Nicola Savino che guiderà il Dopofestival, mentre la musica sul palco sarà accompagnata da Enrico Cremonesi.
Gli ospiti della prima serata sono di quelli che fanno rumore. Torna Olly, vincitore dell’edizione 2025, protagonista di un vero decollo verticale dopo la vittoria. Attesissimo anche Tiziano Ferro, che porterà un medley annunciato come particolarmente toccante. E poi Gianna Pratesi, 105 anni e prossima ai 106, simbolo di una memoria viva che attraversa generazioni.
Sul palco Suzuki si esibirà Gaia, mentre sulla nave al largo di Sanremo salirà Max Pezzali con un medley che promette nostalgia e cori collettivi.
Carlo Conti e la serenità del biennio
La riflessione finale non può che toccare il biennio di Carlo Conti. Il direttore artistico rivendica un approccio sereno. Non mi esalto e non mi abbatterò, sembra essere la linea. Tutto sommato va bene così. In uno scenario competitivo, con partite importanti e un’industria che cambia, la parola chiave è equilibrio. Niente proclami, niente eccessi. Serenità.
Un Festival che rivendica anche una certa distanza dalla politica. La musica al centro, senza forzature. Morgan resta fuori per scelta artistica, mentre si accende una piccola polemica attorno ad Amedeo Minghi, rimasto deluso per l’esclusione dalla gara e per il mancato premio alla carriera.
I 30 cantanti in gara: l’ordine di esibizione della prima serata
La prima serata vedrà esibirsi tutti e 30 gli artisti in gara. A votare sarà la sala stampa, tv e web, con un peso del 100%. Ecco l’ordine di esibizione:
1. Ditonellapiaga
2. Michele Bravi
3. Sayf
4. Mara Sattei
5. Dargen D’Amico
6. Arisa
7. Luchè
8. Tommaso Paradiso
9. Elettra Lamborghini
10. Patty Pravo
11. Samurai Jay
12. Raf
13. J-Ax
14. Fulminacci
15. Levante
16. Fedez-Masini
17. Ermal Meta
18. Serena Brancale
19. Nayt
20. Malika Ayane
21. Eddie Brock
22. Sal Da Vinci
23. Enrico Nigiotti
24. Tredici Pietro
25. Bambole di Pezza
26. Chiello
27. Maria Antonietta e Colombre
28. Leo Gassmann
29. Francesco Renga
30. LDA – Aka7Even
Un mosaico che tiene insieme generazioni, mondi e linguaggi diversi.
Amore, paura e mondo in fiamme: il senso delle canzoni
Dalle prime anticipazioni emerge un filo rosso emotivo. Amori fuori fuoco, paure intime, un mondo che brucia sullo sfondo. C’è anche spazio per musica più leggera, disimpegnata, quasi a voler bilanciare l’intensità dei temi più cupi. Il Festival sceglie di non essere tribuna politica, ma specchio emotivo.
Sanremo 2026 parte così. Con mille penne pronte a scrivere, trenta canzoni da ascoltare e un palco che, ancora una volta, si prepara a raccontare chi siamo. Con serenità. E con la consapevolezza che, comunque vada, da qui passerà un pezzo di storia della musica italiana.










