Rapiti dalla stregoneria barocca delle Last Dinner Party

da | Feb 14, 2026 | #Cromosomiintour

Un concerto "no skip", due album praticamente perfetti per una delle migliori band degli ultimi tre anni

C’è stato un momento in cui il nome The Last Dinner Party sembrava comparire ovunque. Prima nei sottoscala londinesi, poi nei festival estivi, infine sui palchi più grandi. Nel 2022 l’apertura ai Rolling Stones a Hyde Park, poi la vittoria al BBC Sound of 2024, quindi i Brit Awards e un debutto, Prelude To Ecstasy, entrato direttamente al numero uno nel Regno Unito. Noi le avevamo ascoltate, fotografate e ammirate al Primavera Sound 2024, avendo da subito la sensazione di trovarci di fronte a un talento enorme e a una presenza sul palco fuori dal comune.

La storia delle Last Dinner Party

La storia delle cinque musiciste – Abigail Morris, Lizzie Mayland, Emily Roberts, Georgia Davies e Aurora Nishevci – è diventata in fretta un piccolo caso. Formatesi nel 2020, in piena pandemia, hanno trovato la strada nel 2023 con “Nothing Matters”, un singolo che mescolava teatralità barocca e tensione glam, attirando l’attenzione dell’industria e dei media.

Il successo, però, non è mai un’esperienza lineare. Mentre il pubblico imparava a memoria i ritornelli e i riconoscimenti si accumulavano, la band si trovava a gestire la pressione di una macchina promozionale enorme. Alcune date vennero cancellate per esaurimento psicofisico. 

I due album

“From The Pyre”, l’ultimo album, è nato a Londra nella primavera del 2025, registrato con il produttore Markus Dravs, già al lavoro con Arcade Fire e Florence + The Machine. 

Il titolo rimanda al fuoco come simbolo ambivalente: brucia e purifica, consuma e illumina. Le canzoni vengono immaginate come scintille che si staccano da quel falò e prendono vita autonoma.

L’album è costruito come una raccolta di storie legate da un’idea di “mito contemporaneo”. Eventi quotidiani, come una rottura, un tradimento o un lutto, vengono portati all’estremo e trasformati in visioni: cowboy e santi, falci e fucili, Giovanna d’Arco e inferni ardenti. L’immaginario è medievale, biblico, western. Ma il dolore è attualissimo, è quello delle nostre giornate.

Se Prelude To Ecstasy era un banchetto opulento, pieno di idee a volte debordanti, “From The Pyre “ è più concentrato. Le influenze sono esplicite e rivendicate: David Bowie, Queen, Kate Bush.

Una delle critiche mosse al debutto era quella di essere fin troppo “perfetto”, quasi progettato a tavolino. In “From The Pyre” le Last Dinner Party sembrano voler sporcare quell’immagine. Non c’è più solo oro e velluto. C’è polvere. C’è cenere.

Gli arrangiamenti restano ambiziosi, ma la scrittura è più asciutta, meno compiaciuta. Il disco non cerca di replicare l’effetto sorpresa del primo, prova piuttosto a consolidare un linguaggio.

Il concerto delle Last Dinner Party al Fabrique di Milano

L’apertura della data milanese (e di tutte le date europee) è affidata ai Sunday (1994): lo stile è differente, ma sono una bellissima scoperta per chi ama il dream pop.

La scaletta del Fabrique porta in scena sostanzialmente l’intera discografia delle Last Dinner Party: una delle fortune riservate a chi ha fatto in fretta ad innamorarsi di loro.

Abigail sul palco è Biancaneve posseduta da Freddy Mercury. Ha un fascino magnetico, non si ferma per un minuto e riesce a mantenere in ogni frangente una voce incantevole. 

Dal vivo si coglie ancora meglio il valore che ognuna delle 5 ragazze porta alla band: ci sono diversi momenti in cui ciascuna di loro viene esaltata nel suo ruolo. Forse uno dei segnali più limpidi dei gruppi che funzionano. Colpisce in particolare la capacità vocale di Lizzie: pur non avendo il carisma di Abigail, quando canta riesce ad aggiungere sfumature diverse all’anima delle Last Dinner Party, quasi ricordando echi di Evanescence e Paramore.

“The Scythe” rappresenta forse il momento più fragile e umano della serata. Nata anni fa come canzone adolescenziale, è diventata una riflessione sulla perdita e sulla mortalità. La falce diventa un’insegnante di consapevolezza: sapere che ogni amore, ogni vita, ha un limite. Un brano che non arriva immediatamente, che si apprezza dopo aver conosciuto le Last Dinner Party in altri pezzi un po’ meno impegnativi. Un brano, però, di una profondità ed emotività rare. Se l’ascolto non dovesse portarvi alle lacrime, potete sempre rimediare col video.

La scaletta delle Last Dinner Party al Fabrique di Milano

  1. Agnus Dei
  2. Count the Ways
  3. The Feminine Urge
  4. Caesar on a TV Screen
  5. On Your Side
  6. Second Best
  7. I Hold Your Anger
  8. Woman Is a Tree
  9. Gjuha
  10. Rifle
  11. Big Dog
  12. Burn Alive
  13. The Scythe
  14. Sail Away
  15. Sinner
  16. My Lady of Mercy
  17. Inferno
  18. Knocking at the Sky
  19. Nothing Matters
  20. This Is the Killer Speaking
  21. Agnus Dei

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