C’è un’immagine che ogni napoletano custodisce gelosamente: quella della Bella ‘Mbriana, lo spirito invisibile che protegge la casa, il simbolo supremo dell’accoglienza domestica. Ma cosa succede quando quel desiderio di “casa” e di protezione si scontra con il freddo del mare e l’indifferenza delle coste?
È da questa domanda che nasce il nuovo singolo di Serena Di Palma, intitolato proprio come il celebre spirito partenopeo. Il brano, disponibile dal 13 febbraio per Joseba Publishing (distribuzione Altafonte), è un pezzo che non si limita a suonare bene, ma morde la realtà. Scritto a quattro mani con Andy (Andrea Fumagalli) dei Bluvertigo, il brano fonde l’elettronica pop con le radici viscerali della canzone napoletana, sotto la supervisione artistica di Gianni Testa e la produzione di Vinz Turner.
Il risultato è un’opera coraggiosa che trasforma la cronaca dei naufragi in un canto di consapevolezza. Serena ci porta sulla riva, in prima fila, a guardare negli occhi chi cerca rifugio e trova invece il vuoto.
Guarda il video in anteprima esclusiva
Il videoclip, diretto da Marko Carbone, riesce a tradurre visivamente questa tensione tra mito e tragedia. Potete guardarlo qui sotto in anteprima esclusiva prima dell’uscita ufficiale prevista per il 18 febbraio:
Serena Di Palma: una voce tra Conservatorio e impegno civile
Dietro questo progetto c’è una ragazza del 2003 che sembra avere molta più strada sotto i piedi di quanta ne dica l’anagrafe. Originaria di Boscoreale, Serena Di Palma ha iniziato a scrivere canzoni quasi prima di imparare a leggere (il suo primo testo risale a 7 anni).
La sua non è però solo “ispirazione”: c’è tantissimo studio dietro. Serena frequenta infatti il corso di canzone classica napoletana presso il Conservatorio Nicola Sala di Benevento, studiando con il Maestro Luigi Ottaiano. Questa solida base accademica le permette di maneggiare la tradizione senza restarne schiacciata, anzi, usandola come lente d’ingrandimento per leggere il presente.
Poliglotta (canta in otto lingue) e polistrumentista autodidatta sulla chitarra, Serena rappresenta quella nuova generazione di cantautori campani che non hanno paura di sporcarsi le mani con i temi sociali, mantenendo però una qualità melodica che arriva dritta a chi ascolta.
Con “Bella Mbriana”, ci ricorda che la musica può ancora essere un luogo dove riflettere, oltre che un porto sicuro dove approdare.










