“Inumani” dei Tre allegri ragazzi morti compie dieci anni

da | Feb 11, 2026 | News

A dieci anni dalla sua uscita, celebriamo il compleanno di questo disco che ha segnato una svolta fondamentale nella discografia del gruppo di Pordenone

Era l’11 marzo del 2016 quando usciva Inumani, l’ottavo album in studio dei Tre Allegri Ragazzi Morti, un disco che segnava sia una svolta sonora importante che una riflessione profonda sul nostro rapporto con la modernità. Già dal titolo del disco, si percepisce quanto l’iper-connessione, la corsa alle tecnologie e la modernizzazione siano tra i temi più ricorrenti all’interno del progetto. Inumani è la metafora di uno specchio che ci costringe a guardarci dentro e a chiederci se tutta questa velocità e tutti questi cambiamenti siano positivi o se ci stiano solo allontanando dal nostro concetto di umanità.

Le tracce di Inumani

Il disco Inumani dei Tre allegri ragazzi morti è composto da 11 brani, tutti estremamente coerenti tra loro. Il progetto si apre con Persi nel telefono: una ballata rock ironica su quanto gli esseri umani stiano perdendo la loro personalità e stiano andando incontro ad un processo di omologazione. A causa delle tecnologie, infatti, si sta perdendo ogni forma di creatività e idea… L’invito dei Tre allegri ragazzi morti è chiaro:

Metti in moto il genio ce c’è in te…

Che cos’hai da perdere?

La traccia successiva di Inumani è In questa grande città- La prima cumbia, un brano dalle sonorità folk sudamericane che vede la collaborazione di Jovanotti e traccia un quadro estremamente suggestivo della città di Milano, descritta come “Capital ben vestida“. Tra le tracce seguenti spicca, senza ombra di dubbio, Ad un passo dalla luna, un brano caratterizzato da sonorità più nostalgiche:

E’ questa la mia fortuna:

che sono nato qua,

ad un passo dalla luna

E prenderla quando mi va

C’era una volta ed era bella, invece, è un brano d’amore contornato da metafore al limite del nosense e da citazioni di altre band come la seguente, ripresa dal brano “Vivere fuggendo” dei Pan Del Diavolo:

Entra nel frigo ti parlo di me,

entra nel frigo

Incontri, contaminazioni e scritture condivise

Il disco Inumani dei Tre allegri ragazzi morti è caratterizzato dalla presenza di altri artisti e altre band che hanno contribuito alla scrittura dei pezzi, affiancandosi al frontman Davide Toffolo. Vasco Brondi, voce de Le luci della centrale elettrica, ha scritto con Toffolo il brano Libera, un invito a sentirsi liberi dopo una relazione pesante ed invadente, caratterizzata da promesse mai rispettate:

E dal settimo piano mi chiedo,

come il pavimento possa reggere il peso

delle promesse che ci facciamo…

E invece niente è un brano scritto con Maria Antonietta, cantautrice pesarese molto preparata ed eccentrica che vedremo quest’anno tra i big di Sanremo in coppia con Colombre. Disponibile, che chiude il disco, è un brano scritto con Il Pan Del Diavolo, duo folk rock, ormai scioltosi, formato da Pietro Alessandro Alosi e Gianluca Bartolo. Queste collaborazioni non si limitano ad esistere esclusivamente sul piano dei testi ma si estendono anche musicalmente, contribuendo alla nascita di contaminazioni molto interessanti. La maggior parte dei brani sono, infatti, arrangiati in chiave soul e funk ed esplorano generi molto diversi da quelli ‘classici’ dei Tarm.

Guardare avanti già nel 2016

Già da quel 2016, i Tre allegri ragazzi morti guardavano avanti, intercettando un sentimento collettivo ancora poco decifrato ma già diffuso: la sensazione di vivere in un tempo che corre più veloce delle persone che lo abitano. Inumani nasceva, infatti, come un disco capace di ascoltare questo sentimento, questa sensazione collettiva dando voce ad un’epoca che già allora stava iniziando a risultare frammentata, disattenta e costantemente altrove. Riascoltare questo disco oggi è come riaprire una mappa del tempo che è ancora utile per leggere il presente: i Tre allegri ragazzi morti, infatti, parlavano già di solitudine dentro la connessione, di senso di appartenenza che si stava perdendo e di fragilità. Questi temi, nel corso degli anni, non solo non si sono risolti, ma si sono fatti sempre più pesanti e più evidenti. Probabilmente Inumani non parlava del futuro: parlava di noi, un attimo prima di accorgercene.

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