In canditi, il nuovo singolo di Parrelle uscito il 5 dicembre per Luppolo Dischi e Honiro Label, c’è una parola che torna, anche quando non viene detta: lentezza. Non come nostalgia passatista o come meme da wellness, ma come postura di resistenza in un’epoca che consuma emozioni con la stessa fretta con cui si cambia homepage. Viviamo in società dove si aggiorna tutto – sistemi, feed, storie – tranne il modo in cui ci guardiamo negli occhi. La canzone di Parrelle entra qui: nel momento in cui ci rendiamo conto che siamo diventati spettatori permanenti di noi stessi.
“L’amore è in via d’estinzione”, dice l’artista, paragonandolo ai dinosauri che studiavamo sui sussidiari, quelli che facevano un po’ ridere e un po’ paura. E forse il punto è proprio questo: abbiamo iniziato ad avere paura di amarci, come se l’altro fosse un meteorite pronto a impattare. Nel brano si percepisce una malinconia concreta, quasi domestica, fatta di piccoli gesti a cui non diamo più peso. I canditi tolti dal panettone per far felice qualcun altro diventano il simbolo di una cura che non fa rumore, della pazienza che si esercita senza pubblicarla nelle stories. La semplicità non è ingenuità: è competenza emotiva
La fragilità come resistenza: Parrelle e la cura dei dettagli
Parrelle arriva da una strada precisa — via Parrella, quartiere ai piedi del Vesuvio — che è diventata nome d’arte deformato, dialettale, riconoscibile. Una geografia privata che si è trasformata in identità musicale. Prima l’EP il mio cuore ha fatto crack nel 2022, poi una serie di brani finiti nelle playlist dell’indie italiano, da tergicristalli a siamesi, fino ad Non lo facciamo più, il primo album uscito ad aprile 2024. Negli ultimi mesi ha giocato con forme diverse: la ballad bossanova Tilt, la serie di singoli tuxtu, segreteria, comevolevasidimostrare. Il nuovo percorso sembra però attraversato da una domanda più semplice e più adulta: come si torna a sorprendersi in un’epoca che considera la sorpresa un bug?
È curioso che in un tempo che smania per il “contenuto”, ciò che resta siano ancora i dettagli.Non i concept, non le estetiche, non i filtri. Ma un gesto minuscolo: scegliere di togliere ciò che non piace a te per far spazio a ciò che piace all’altro. canditi non pretende di cambiare il mondo: suggerisce di spostare di un millimetro la traiettoria della giornata. Dove quello che conta non è il panettone — è chi hai davanti.
Forse non abbiamo perso la bussola. Forse l’abbiamo solo lasciata in tasca mentre correvamo verso qualcosa che non ricordiamo più.










