Serpentine, l’ultimo singolo di Generic Animal (per quest’anno), è un punto che segna una futura ripartenza.
Luca ha annunciato il nuovo singolo come si annuncia una cosa piccola ed è forse proprio questo ciò che ci fa capire l’importanza di questo pezzo, a chiudere la trilogia dopo “La lingua” e “FA:FO”.
Il tour rimandato, il nuovo appartamento sopra Bergamo (il nuovo rifugio di Generic Animal) e le canzoni suonate sottovoce nel nuovo salotto ci avevano già lanciato qualche hint: a breve si aprirà un nuovo capitolo.
Scritta con Devin Yu, compagno di viaggio con cui ha condiviso il suo percorso artistico e Fight Pausa a mettere ordine dove serviva e confusione dove serviva ancora di più, Serpentine è un tentativo di risveglio dalla forma incerta. Un risveglio in cui però scopriamo sempre di più un Luca musicista a 360 gradi e consapevole delle sue sonorità e capacità.
Non è una canzone perfetta. Le chitarre dissonanti, le sonorità nostalgiche ed i cambi di registro improvvisi ti lasciano un vuoto nello stomaco difficile da decifrare e senti, durante tutto l’ascolto, che ti manca qualcosa. Anche se da qualche parte, sul fondo, ci sono delle melodie tappeto che provano a riempirti e rassicurarti.
Generic Animal, dopo anni incredibili in cui ha lasciato un segno ed ha forgiato una nicchia nel panorama italiano, ha passato un interno anno a correre tra cambiamenti, collaborazioni, esperimenti. Non lo ha detto mai apertamente ma lo si è percepito nella sua musica.
Ogni singolo ha preso la forma di una stanchezza buona – quella di chi scava e di chi cerca, di chi vuole alfabetizzare quello che sente rendendolo plastico, rendendolo vero.
A Generic Animal non fa paura fermarsi, piuttosto gli fa paura non cambiare più.
Questa pausa annunciata non è un arrendersi quanto un gesto di cura verso sé stesso. Non sta smettendo, sta covando. E Serpentine è un punto – ma solo per quest’anno, ergo piuttosto è una virgola.
Serpentine è Luca in una delle forme più pure che potesse concederci: nelle mattine in montagna con la finestra aperta ed il salotto pieno di luci – mentre accorda (o meglio disaccorda) le corde, una a una.
Non è una canzone, è un animale.
E per quanto il futuro possa presentarsi a noi come un animale timido, difficile da avvicinare ed ancora da comprendere, Serpentine è effettivamente un animale lungo e sottile che si muove lento e contorto ma che muta nel tempo per assumere una nuova forma, ognuna più consapevole della precedente.
Perché effettivamente, è così che funziona. Non decidi tu. Arriva qualcosa che si contorce, che si avvolge, che cerca forma – tu lo prendi per la coda e cerchi di non farlo scappare.
Qualcosa che se lo guardi troppo da vicino scappa, ma se lo osservi con calma, a distanza, ti mostra la sua traiettoria segreta.
Serpentine riempie le stanze, si inerpica sulle pareti, si infila tra le tazze, le giacche sul letto e le scarpe vicino alla porta. E ad ogni ascolto diventa più sangue di prima.










