Ad ogni gradino, Gimme More. È questo il mantra che Metho, classe 2004 e sangue di Corviale, ripete nel suo nuovo singolo, fuori l’8 ottobre per Honiro Label. Un titolo che suona come una richiesta insistente, ma che dentro nasconde la fame di chi non si accontenta della superficie.
Su una base trip hop dal retrogusto cupo e riflessivo, Metho intreccia citazioni e immagini che fanno da specchio alla sua crescita personale. “Se Nas dice the world is yours, io rispondo presente”, afferma l’artista, riassumendo in una riga la tensione che attraversa il brano: il mondo non si conquista, si costruisce passo dopo passo.
L’atmosfera di Gimme More è densa, quasi cinematografica. Il riferimento alle scale infinite di Escherdiventa metafora della quotidianità: salire, cadere, rialzarsi. Non per inseguire un successo patinato, ma per riconoscere valore al proprio percorso, anche quando è storto, imperfetto, faticoso.
C’è qualcosa di profondamente autentico nel modo in cui Metho guarda indietro: non con rimpianto, ma con una nuova lucidità. “Per me Gimme More è mostrare la mia voglia di prendermi il mondo”, racconta. E aggiunge: “Se dovessi dare un colore al pezzo, sarebbe il rosa di Cam’ron, per il contrasto con la base scura”. Un’immagine perfetta per riassumere la sua poetica: dolcezza e rabbia nella stessa palette.
Dopo i singoli Ho Provato, Heavy e Yellowstone, Metho conferma una penna che unisce rap consapevole e stile personale, unendo la fame di chi viene dal basso con la lucidità di chi sa già dove vuole arrivare.










