Al Parc del Fòrum torneranno i The Cure, ancora padroni dell’oscurità e del record del concerto più lungo nella storia del festival. Accanto a loro, il talento camaleontico di Doja Cat, il ritorno di culto di The xx, le visioni animate dei Gorillaz e la prima volta dei Massive Attack. In scaletta anche la consacrazione di Addison Rae e lo shoegaze monumentale dei My Bloody Valentine. Sette nomi che da soli valgono il viaggio.
Ma la forza del Primavera è la capacità di mescolare mondi. Ecco allora la stella della club culture Peggy Gou, il ritorno incendiario di Skrillex, la delicatezza iper-pop di PinkPantheress e l’intensità viscerale di Ethel Cain. Con loro, l’eleganza di Blood Orange e l’hip-hop militante dei Kneecap. Non mancano i volti noti della scena indie – da Big Thief a Little Simz, fino agli Slowdive – né i debutti: Lola Young arriverà per la prima volta in Spagna, pronta a scrollarsi di dosso l’etichetta di artista “virale”.
Barcellona non è solo lo scenario: è parte integrante di questo mosaico. Dal 4 al 6 giugno il Primavera riecheggerà in città, con apertura il mercoledì, chiusura elettronica al Bits la domenica e conferenze di Primavera Pro dal 3 al 7 giugno. Centocinquanta artisti, una settimana intera, zero compromessi.
Biglietti? Fan Sale lampo, poi vendita generale su Fever. E tra sconti di Revolut e voli Vueling agevolati, la corsa al festival è già iniziata.










