Te lo ricordi il primo de Il Teatro degli Orrori? “Dell’impero delle tenebre”

da | Mag 14, 2020 | News

Sono passati tredici anni ormai dal primo album de Il Teatro degli Orrori, Dell’impero delle tenebre, eppure quei brani sono sempre lì, a gravitare intorno alle mie playlist per poi entrarci con la solita e giustificata prepotenza. Dell’impero delle tenebre è un piccolo capolavoro degno dei mastri orologiai svizzeri, infatti ha scandito con precisione chirurgica […]

Sono passati tredici anni ormai dal primo album de Il Teatro degli Orrori, Dell’impero delle tenebre, eppure quei brani sono sempre lì, a gravitare intorno alle mie playlist per poi entrarci con la solita e giustificata prepotenza.

Dell’impero delle tenebre è un piccolo capolavoro degno dei mastri orologiai svizzeri, infatti ha scandito con precisione chirurgica le cazzate fatte da un neo maggiorenne, accompagnandolo a superare la soglia fatidica dei trenta.

Se non avete ancora ascoltato quest’album FATELO ADESSO, vi perdoneremo per il ritardo, ma d’altronde ci teniamo alla vostra salute musicale.

Adesso sedetevi, immaginate di essere nel teatro della vostra città e lasciatevi ammaliare dagli agiti sul palco che vanno a sostituire gli attori, Artaud vi sta seducendo con il suo teatro della crudeltà, mentre in sottofondo Capovilla e i ragazzi del Teatro degli Orrori buttano giù i muri a suon di urla e schitarrate.

Dell’impero delle tenebre fa l’amore con le nostre paure, si fonde con loro, entra dentro, ci seduce, ci strattona e ci lascia inermi sul letto.

Se dovessi descrivere una sensazione post ascolto vi direi, senza problemi, che la paura di fallire incombe costantemente ad ogni ascolto. Quest’album mastica la vita e poi ci sputa in faccia la verità. La paura di uscire sconfitto dalle contese della vita è grande, ma chi è quel pazzo che non convive con le proprie paure?

Tu non sei un santo, non sei un eroe, sei piuttosto un vinto che infelice scappa via,
che la paura è vera e cova bestemmie…

Il turbamento delle gelosia è questo. La fatica nel dimostrare all’altro di avere ancora un cuore dentro.

In Dell’impero delle tenebre assistiamo alla presenza sul palcoscenico della poesia, ma fatichiamo a riconoscerla come la classica poesia, quella che ti lascia una carezza.

Sei tu,sei ancora e sempre solo tu che voli con ali improvvise e poi cadi giù.
Hai mai pensato che mi mangi il cuore e l’anima?
Non importa, avrei dovuto amarti un po’ di più…

Scende la notte è quel mantello che la poesia indossa per darci un cazzotto, essere meno gentile del solito e noi accettiamo di buon grado.

Solitudine e socialità lottano ad armi pari nelle nostre vite. Siamo noi a gestire l’incontro e decidere verso chi fa pendere l’ago della bilancia. Riconosciamo lo scontro, ci rendiamo conto di essere noi l’Inferno, quelli incapaci di costruire relazioni sociali stabili, lasciandoci schiacciare dall’emisfero dell’indifferenza. Siamo soli, e ci va bene così, ormai conviviamo con i nostri demoni.

Me ne frego di Dio, me ne frego del Demonio, me ne frego dei Sacramenti, me ne frego di te.

E lei venne! è la sintesi della vita di tutti, ricordandocelo nelle battute finali, e dandoci modo di espiare i nostri peccati.

Oh, non siamo tutti chi un po’ più o chi un po’ di meno, siamo tutti, tutti, tutti completamente pazzi…

Serve ascoltare quest’album per capire la delicatezza degli argomenti trattati. Si passa dalla perdità dell’identità e all’inutilità di vivere alla ricerca estenuante della speranza, dall’ipocrisia che caratterizza le guerre al tema del suicidio.

Siete di fronte al NON disco per l’estate, nessuna HIT.

Ascoltando Dell’impero delle tenebre non sarà il bacino a muoversi, ma l’anima. Undici pugni nello stomaco che vi faranno piegare in due. Undici mani che vi prenderanno del collo e vi sollevaranno da terra. Undici calci in faccia che vi faranno sputare sangue.

Accettate lo scontro?

Fatelo, è un consiglio.

La Playlist di Cromosomi