Un debutto che non chiede permesso: il primo EP di Hoomor, Contatto Esterno, arriva il 19 settembre e mette a nudo un’intera generazione davanti allo specchio. Un disco che parla di vulnerabilità come arma e di libertà come conquista.
L’artista romano classe 2004 si muove tra introspezione e slanci sonori con una maturità che sorprende. Contatto Esterno, in uscita per Honiro Label, è un viaggio dentro lo sguardo altrui e dentro se stessi, un EP che trasforma il peso del giudizio in materia creativa. Hoomor parte dalla lezione di Winnicott sul “Vero Sé”: trovare la propria forma, anche quando gli occhi degli altri diventano lame, è la sua sfida personale.
La tracklist – da Schermo Nero a LCCF, passando per Liberi x ¼ e Luce del sole – si muove tra synth dilatati e ritmi sospesi. Ogni brano è una stanza della “casa interiore” che l’artista evoca: un luogo mentale dove sentirsi finalmente a proprio agio. Non un rifugio sterile, ma un laboratorio emotivo in cui l’immaginazione diventa strumento di sopravvivenza.
Cresciuto a Roma con un basso in mano grazie al padre musicista, Hoomor ha costruito il suo percorso tra i file grezzi di SoundCloud, dove già nel 2020 con voglio stare con te ha superato le 700mila riproduzioni. Poi i live, le collaborazioni nate online, l’approdo su Spotify con Fragili e i singoli del 2025 – Cosa Rimane, Liberi x ¼, Luce del sole – capaci di conquistare playlist come “sanguegiovane” e “Fresh Finds”.
Con Contatto Esterno, Hoomor non offre soluzioni, ma possibilità: trasformare la fragilità in forza creativa. Un invito a riscoprirsi senza paura, mentre la sua musica diventa bussola e sfida per chi ascolta.










