Nel nuovo singolo Perso, uscito il 18 luglio per Honiro Label, la giovane cantautrice Lia ci accompagna in un viaggio interiore dove la nostalgia si fa bussola e rifugio, nel tentativo disperato di non smarrirsi.
Costruito su un impianto sonoro che intreccia una delicata elettronica ambient a una cassa in quattro quarti pulsante, Perso è una confessione sussurrata all’orecchio dell’ascoltatore. Lia canta di un legame mai consumato, mai concluso, più vivido del reale proprio perché mai accaduto. Il cuore del brano è un’assenza che pesa più di una presenza, un amore onirico che si manifesta nei sogni, al punto da voler restare addormentati pur di non perderlo.
C’è una tensione costante tra desiderio e vuoto, tra l’autosabotaggio emotivo e la possibilità di rinascita. La voce di Lia si muove sottile e consapevole tra queste due polarità, suggerendo che il dolore, se compreso, può diventare forma di evoluzione.
“Parlare con qualcuno che avrebbe tanto da dire ma non riesce a farlo è come parlare con un muro”, racconta l’artista. Una frase che racchiude il senso stesso del brano. C’è la fatica di connettersi, la frustrazione di voler comprendere l’altro e la dolce tragedia del perdersi senza mai smettere di cercarsi.
Con Perso, Lia conferma una poetica già emersa nei precedenti singoli solo, Gridi e Aria. È intima, onesta e trasparente come una ferita esposta alla luce. La nuova scena pop elettronica italiana ha trovato una voce autentica, e noi faremo bene a seguirla.










