Nel nuovo singolo forse è l’amore che manca, bhadmari ci trascina in un territorio sospeso, dove le parole sono ossigeno e vertigine. “Io non lo so che mi passa, io non lo so che mi manca”: questo refrain, reiterato come un mantra, diventa il cuore pulsante di un brano che non cerca soluzioni, ma abita il dubbio.
La produzione, fragile e ipnotica, nasce da una chitarra scomposta, registrata con uno smartphone e manipolata fino a diventare ritmo. È un gesto emblematico: fare musica con ciò che si ha, senza maschere, dando valore al difetto, all’imperfezione, al respiro. Il suono, tra elettronica artigianale e intuizioni alt-pop, evoca le suggestioni iberiche di Rusowsky, Ralphie Choo e Judeline, senza mai scivolare nell’imitazione.
Bhadmari racconta il vuoto senza paura, lo attraversa con una voce che non grida ma resta. La sua forza è proprio lì: nella delicatezza di chi sceglie di non rispondere, ma di restare in ascolto. forse è l’amore che manca è il terzo estratto dal nuovo EP in arrivo a settembre 2025, dopo lasciatemi ballare e VAI.
A soli vent’anni, l’artista partenopea ha già trovato una sua forma libera e coerente: una musica che non chiede permesso, ma si fa spazio nell’invisibile. Una canzone che non consola, ma tiene per mano. Ed è forse questo il gesto più potente.










