Achille Lauro: l’abbraccio del Circo Massimo e due concerti evento che segnano la storia

da | Lug 2, 2025 | #Cromosomiintour

Achille Lauro conquista il Circo Massimo con due concerti evento, in un viaggio attraverso le tappe fondamentali della sua carriera.

Il secondo appuntamento di Achille Lauro al Circo Massimo, nella sua Roma, è stato se possibile ancor più suggestivo del primo. Due date evento, 29 giugno e 1° luglio, unici concerti del 2025 a sancire il boom dell’artista nella sua città. Lauro non si risparmia, da il tutto per tutto al suo pubblico, tiene il palco come un vero showman: per lui niente ospiti, due ore di musica dal vivo in cui lui e la sua band incantano il pubblico della Capitale.

Il concept del concerto ci porta a fare un viaggio nella storia discografica dell’artista, ripreso visivamente dai suoi numerosi cambi d’abito che indicano ognuno una sua fase musicale. Grande apertura è -ovviamente- “Amor”, il pezzo dedicato alla sua Roma che solo pochi mesi fa aveva presentato in modo suggestivo sulle scale di Trinità dei Monti, davanti ad una Piazza di Spagna gremita di fan che si erano radunati nonostante il poco preavviso.

In equilibrio perfetto tra ciò che Achille Lauro era e ciò che sta diventando, dopo “Amor”, è “Bam Bam Twist” a far ballare il Circo Massimo in un viaggio a ritroso, partito con i suoi pezzi più amati e più recenti

Poche parole, un ringraziamento ai suoi fan e alla sua città, ed una bellissima dedica a sua madre, è la musica protagonista indiscussa di queste due serate.

Lauro diventa narratore dei suoi brani su pezzi come “1969” e “Pessima”, facendo entrare a pieno nel suo mondo fatto di sperimentazione e di generi opposti che arrivano a toccare persino le corde del jazz. Emoziona l’intero pubblico su brani come “Marilù” e “Che sarà”, cantate in modo intimo, personale, le luci soffuse e nessun particolare artificio scenografico, solo lui fermo al centro del palco e parole di introduzione che fanno capire quanto profondi siano quei brani per lui. Si cambia registro, poi, nella fase centrale del concerto, da “Rolls Royce” a “Domenica” il Circo Massimo si scatena al ritmo dei suoi pezzi più controversi, introdotti e accompagnati da fuochi d’artificio e una scenografia curata nei minimi dettagli. 

“Questo pezzo l’ho scritto pensando alla persona che mi ha salvato la vita” è così che Achille, a più di metà scaletta, introduce il successo presentato all’ultimo festival di Sanremo: “Incoscienti Giovani”.

Il pubblico accompagna un Achille Lauro emozionato come mai prima d’ora. Dopo “C’est la vie”, sul finale del concerto, un video proiettato sul maxi schermo si rivela la conclusione perfetta di questo viaggio nella crescita artistica di Lauro.

Le copertine dei suoi album scorrono, fondendosi insieme, e in sottofondo accompagnano questo viaggio pezzi di canzoni, frasi di critiche e di elogio, l’immancabile riferimento ai suoi Festival di Sanremo, a conclusione del video il silenzio e l’annuncio: 10 giugno 2026, Achille Lauro ritroverà la sua Roma questa volta allo Stadio Olimpico, a conclusione per altro di un tour nei principali palazzetti italiani che è quasi sold-out.

Lauro rovescia le regole fino alla fine, nessuna uscita d’effetto, nessuna seconda parte del concerto, annuncia la fine su uno dei suoi pezzi più amati: “16 marzo”. E mentre le note della canzone sfumano, viene da pensare che in queste due serate il tempo si sia fermato. Achille Lauro si prende l’abbraccio della sua città, la conquista, e uscendo fuori dagli schemi come solo lui sa fare dimostra ancora una volta di essere un artista poliedrico, che unisce generazioni diverse, che nonostante abbia iniziato la sua carriera sommerso da critiche oggi cristallizza il tempo della città eterna anche solo per una sera, al suono della sua musica.

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