Dopo aver conquistato il pubblico e la giuria vincendo la Categoria Canto e il Premio delle Radio di Amici 24, trigNO è pronto a spiccare il volo con il suo primo progetto discografico ufficiale: A un passo da me, già disponibile dallo scorso venerdì 23 maggio su CD e su tutte le piattaforme digitali, pubblicato da Warner Music Italy.
L’EP è lo specchio fedele dell’identità artistica di trigNO: un mix di sensibilità cantautorale e sonorità urban, che si fondono in un linguaggio autentico, viscerale, senza filtri. Sei brani che raccontano fragilità, slanci, paure e desideri, con la naturalezza di chi ha scelto di mettersi a nudo.
Dentro ci sono i pezzi che il pubblico ha già imparato ad amare nel corso del talent, come “A un passo da me”, la malinconica “Maledetta Milano”, l’intensa “100 sigarette” e il singolo “D’amore non si muore”. A completare la tracklist, “Fari spenti”, inedito carico di emozione, e la versione dal vivo di “Overdose d’Amore”, il celebre duetto con Nicolò Filippucci che ha infiammato il serale di Amici e conquistato la rete in poche ore.
L’EP segna un esordio importante anche sul piano produttivo: trigNO si è affidato ad alcuni dei nomi più interessanti della scena italiana, tra cui Antonio Filippelli, Sixpm, Dat Boi Dee e CanovA, costruendo un sound raffinato e coerente, capace di sostenere e amplificare il peso dei suoi testi.
Ma non finisce qui. Dopo aver emozionato dietro lo schermo, trigNO è pronto a portare la sua musica anche sul palco: il 20 novembre ai Magazzini Generali di Milano e il 26 novembre a Largo Venue di Roma, si terranno i suoi primi concerti evento, prodotti da Magellano Concerti e Friends & Partners. Sarà l’occasione per incontrare dal vivo un artista che ha già da raccontare.

Intervista a trigNO: emozioni post-Amici e visioni sul futuro
Abbiamo incontrato trigNO in un momento speciale, poco dopo la vittoria ad Amici 24. Con lui abbiamo scambiato quattro chiacchiere in un clima rilassato e autentico, ripercorrendo insieme le tappe più intense del suo percorso nel talent, parlando del suo primo EP A un passo da me e guardando al futuro, tra sogni da inseguire e palchi da conquistare.
Sicuramente lo avrai spiegato tante volte, ma perché hai scelto come nome d’arte trigNO?
“Mio padre mi chiamava così quando giocavo a calcio, una versione un po’ “brasilianizzata” del mio nome. I miei amici, sentendolo chiamarmi così, hanno iniziato a fare lo stesso. Quando ho iniziato a fare musica, non sapevo come presentarmi. Alla fine ho deciso di usare proprio quel nome: trigNO”.
Hai vinto la Categoria Canto e il Premio delle Radio ad Amici 24: quando hai capito che il tuo modo di fare musica poteva davvero arrivare così forte al pubblico?
“Non l’ho mai compreso fino in fondo, ma Amici è stata una prova importante. Prima facevi sentire le tue canzoni solo ad amici e parenti, ora invece a un pubblico vastissimo. Il riscontro è sempre un grande punto interrogativo… ma penso sia andata abbastanza bene”.
Durante il programma hai mostrato tante sfumature di te: qual è stata la performance che senti ti abbia rappresentato di più?
“Una delle performance che ho amato di più è stata “Overdose d’amore”, il duetto con Nicolò. Mi è piaciuta sia la preparazione in saletta che l’energia sul palco. Altre che ricordo con affetto sono “Quanto ti vorrei” di Achille Lauro e “Ricordi di me” di Venditti, che ho cantato in finale: un momento molto intimo.”
C’è stato un consiglio ricevuto ad Amici che ti porterai dietro per sempre?
“Maria mi ha dato consigli importanti su come comportarmi, su come farmi apprezzare senza snaturarmi, ma cercando comunque di venire incontro anche agli altri. Mi ha aiutato a trovare un equilibrio”.
Adesso che è finito Amici, quali sono stati i momenti più difficili e anche quelli più belli?
“Di momenti difficili ce ne sono stati diversi, il mio percorso è stato un po’ travagliato. Il peggiore? Quando mi hanno annullato le esibizioni in sala musica. La musica era la mia unica valvola di sfogo, non poter suonare è stato pesante. Ma è stato anche un momento di riflessione, ho capito dove stavo sbagliando. Tra i momenti più belli, sicuramente la visita della mia famiglia in studio durante la finale: è stato molto toccante”.
A un passo da me è il tuo EP. Cosa significa per te essere “a un passo” da te stesso?
“Essere a un passo da ciò che voglio diventare, da quello che voglio trasmettere a chi mi ascolta. È un passo importante verso la possibilità di vivere davvero di musica, di realizzare il sogno che ho da sempre”.
Quanto è difficile mettere così tanto di te nella musica?
“Raccontare la mia vita è l’unica cosa che mi riesce facile. Scrivo quello che vivo, quello che mi raccontano gli amici, quello che vedo attorno. Le storie degli altri, ma soprattutto le sensazioni: è lì che nasce tutto.”
Hai lavorato con produttori importanti come Antonio Filippelli, Sixpm e CanovA: cosa hai imparato da queste collaborazioni?
“È stato bello lavorare con tanti professionisti, anche se spesso a distanza, visto che ero dentro la scuola. Li ho ringraziati tutti: ognuno mi ha dato una visione diversa della musica. E questo ti apre, ti arricchisce. La musica è condivisione, per questo mi piace lavorare con gli altri, non fare tutto da solo.”
Com’è nata “Maledetta Milano”?
“Una volta, in studio, ci siamo messi a parlare dei pro e dei contro di Milano. Io vengo da una realtà più piccola, di provincia, quindi ho un altro tipo di sguardo. “Maledetta Milano” è una canzone d’amore verso una città che, secondo me, non ha bisogno di truccarsi: è già bella così com’è. È una metafora che mi piace molto e che vale anche per le persone: spesso cerchiamo di apparire belli quando lo siamo già.”
Tra i sei brani dell’EP, quale racconteresti a una persona che non ti ha mai ascoltato per farle capire chi sei?
“Direi A un passo da me, che dà anche il titolo all’EP. È stato il primo brano che ho fatto ascoltare al pubblico di Amici, ed è un pezzo molto profondo, parla del futuro, delle ansie e delle speranze”.
Nel tuo EP parli delle fragilità della GenZ ma anche della voglia di affermarsi. Ti senti una voce della tua generazione?
“Non so se mi sento già un portavoce, ma mi piacerebbe esserlo. È bello quando qualcuno si rivede in quello che scrivi, significa che sei riuscito a dire qualcosa che magari altri non riescono a esprimere. E quella è la mia piccola vittoria.”
Chi sono gli artisti che ti hanno influenzato di più?
“Da piccolo ascoltavo molto De Gregori, ho anche iniziato a suonare la chitarra. I primi pezzi che suoni sono quelli semplici, con quattro accordi, ma che ti restano dentro. Poi mi ha sempre affascinato anche la scena rap, in particolare quella della nuova scuola genovese: gli artisti liguri mi ispirano moltissimo.”
A novembre salirai per la prima volta su un palco tutto tuo. Hai già in mente qualcosa di speciale per le date di Milano e Roma?
“Spero che i concerti siano una festa per tutti. Vorrei coinvolgere il pubblico il più possibile, magari scendere tra la gente, farli sentire parte dello show. Per ora non so ancora molti dettagli, il calendario è fitto fino a novembre, ma stiamo pensando a qualcosa di figo: magari anche versioni acustiche, raddoppiare alcuni pezzi, giocare con le atmosfere”.
Se potessi mandare un messaggio al trigNO che ha varcato per la prima volta la soglia di Amici, cosa gli diresti?
“Gli direi di continuare a pensare con la propria testa, di restare sé stesso, ma con una raccomandazione: pensarci un po’ di più prima di agire. Ma alla fine… di restare se stesso”.










