Roma, 7 giugno 2025 — C’è chi sale sul palco per intrattenere, e chi lo usa per costruire qualcosa che sia in grado di restare. Serena Brancale rientra nella seconda categoria: zero effetti speciali, zero frasi fatte. Solo suono, corpo e idee. Il suo live all’Auditorium Parco della Musica è tutto tranne che prevedibile: un flusso continuo, elegante e ruvido, nel quale ogni pezzo sembra un gesto preciso, mai casuale.
Niente in lei è costruito per piacere a tutti. Ed è proprio questo il punto. Serena non adatta la sua musica al pubblico: lo porta dentro il suo mondo, con una sicurezza che non ha bisogno di urlare. Si muove tra jazz, elettronica, neomelodico e groove con una disinvoltura che non cerca etichette. È una voce che attraversa i generi come fossero strade conosciute. E ogni tanto si ferma, cambia rotta, improvvisa. Sempre a fuoco.
La band non accompagna: respira con lei. Dropkick alla fingerdrum incastra loop e dinamiche con una precisione che sembra programmata, ma è umana al 100%. Gli archi fanno il loro ingresso nei momenti giusti, senza strafare, mentre il piano dialoga con Serena come fosse un’estensione del suo pensiero musicale. Tutto è calibrato, ma niente è rigido. Il risultato? Una performance viva, mobile, che non si lascia ingabbiare.
Il momento che sospende tutto arriva con l’esibizione del brano presentato a Sanremo: solo voce, nuda e potente. Niente effetti, niente tappeti sonori. Solo silenzio e un pubblico immobile, teso a cogliere ogni vibrazione come se potesse svanire da un momento all’altro.
Tra gli ospiti, FIAT 131, uscito il 6 giugno con Per sentirsi meno soli, un disco che non gioca sul sicuro ma va dritto al cuore. I featuring? Una squadra fuori dagli schemi: Serena Brancale, Antonello Venditti, Piazzabologna, Manuel Finotti, Gorbaciof e Hanami. Niente riempitivi, solo voci scelte per dare peso e direzione a ogni traccia.
Salgono sul palco anche Andrea Settembre, vincitore di Sanremo Giovani 2024, e Klem, trionfatore al Festival di Castrocaro 2024. Entrambi entrano in punta di piedi ma con personalità, lasciando il segno senza mai sovraccaricare il momento. Portano voci diverse, stili distinti, ma si inseriscono con equilibrio in una serata che, pur attraversata da molte sfumature, ha una traiettoria chiara e condivisa.
In un panorama musicale dominato dalla presenza di mode e algoritmi, Serena va altrove. Sceglie la sostanza, il dettaglio che fa la differenza, la libertà di non doversi spiegare.










