Alfa riscrive l’amore: la deluxe che non ti aspetti, l’intervista

da | Mag 31, 2025 | Interviste

Alfa torna con una nuova versione del suo disco di platino: cinque inediti, un featuring con Manu Chao e un viaggio ancora più profondo nel sentimento che da sempre muove tutto: l’amore.

A distanza di oltre un anno dal successo del suo disco di platino Non so chi ha creato il mondo ma so che era innamorato, Alfa è pronto a riaccendere la magia con una nuova versione del progetto: la Deluxe, uscita ieri  venerdì 30 maggio per Artist First. 

Ma non si tratta di una semplice riedizione: questa deluxe è un’estensione naturale dell’album, un prolungamento del suo universo emotivo, che si arricchisce di cinque brani inediti e svela nuove sfumature dell’amore, da sempre cuore pulsante della musica di Alfa. Tra le novità, anche un featuring con Manu Chao, che verrà annunciato a breve e promette scintille: un incontro inedito tra generazioni e linguaggi che farà parlare.

Se nella prima edizione Alfa aveva disegnato una mappa sentimentale fatta di fragilità, sogni e libertà, con questa nuova versione l’artista genovese amplia la rotta, esplorando con ancora più coraggio le mille forme dell’amore , da quello quotidiano a quello ideale, dal desiderio alla perdita, fino al gesto tenero di una ninna nanna. Un passo avanti anche dal punto di vista sonoro, con aperture verso il cantautorato e sperimentazioni inattese.

Alfa reinterpreta l’amore: i cinque inediti 

“Tante mila volte” è una ballata folk-pop dal respiro intimo e malinconico. Nata tre anni fa e trasformata mille volte, è uno dei pezzi più attesi dai fan, costruito insieme a loro sui social. Alfa ha finalmente trovato la forma giusta per darle voce, e il risultato è una canzone che sembra arrivare da lontano, ma parla al presente.

“A me mi piace” feat. Manu Chao è, invece, un evento. Non solo per il calibro dell’ospite, una vera e propria leggenda della musica mondiale, ma per lo spirito della collaborazione: un omaggio gioioso e poetico a Genova, città d’origine di Alfa, che fa da sfondo a un videoclip pieno di energia e umanità. Insieme, i due artisti reinventano “Me Gustas Tu”.

“Come il sole” è un inno all’innamoramento: una canzone che parte da una frase da tatuaggio e diventa un viaggio nei piccoli dettagli della vita che cambiano quando si ama. Un brano pensato per essere suonato live, che restituisce la leggerezza luminosa dell’estate.

“Anna” è il racconto potente di una fuga. Una ragazza lascia la sua casa e un padre che non la capisce, per inseguire il sogno di una vita diversa. Una ballata intensa, con venature gospel e un arrangiamento curato nel minimo dettaglio, che tocca corde profonde. È la canzone più cantautorale del lotto, quella di cui Alfa va più fiero, e forse la più toccante.

“Dormono tutti” chiude il cerchio con dolcezza. È una ninna nanna delicata scritta con Tommy Cassi, già co-autore de Il filo rosso. Una melodia tenera, suonata all’organo, che Alfa spera possa essere canticchiata da qualche mamma ai propri figli. Una chiusura sussurrata e intima, che rivela il lato più sensibile dell’artista.

Alfa alla conquista d’Italia e d’Europa

Alfa porterà questo nuovo progetto in tour con “Non so chi ha creato l’estate ma so che era innamorato – Summer Tour”. Dal 21 giugno partirà una lunga corsa in giro per l’Italia, da nord a sud, tra festival e location all’aperto.

A settembre attraverserà i confini con un tour europeo che toccherà città come Barcellona, Parigi, Londra, Amsterdam e altre ancora. Una serie di live nei club, più intimi e raccolti, dove Alfa sogna addirittura di cantare senza microfono, a pochi metri dal pubblico. È un’occasione speciale per portare all’estero il suo linguaggio emotivo e farlo risuonare in nuove lingue.

E non finisce qui. Dopo il tour sold-out nei palazzetti italiani, Alfa tornerà in autunno per nuove date nei grandi spazi. Da Milano a Genova, passando per Roma e Livorno, si prevede un viaggio tra emozioni amplificate e scenografie sempre più spettacolari. Lo show si evolve: più budget, più visione, più circo.

Il viaggio di Alfa continua: nuove canzoni e un’estate di concerti

In occasione dell’uscita della deluxe di Non so chi ha creato il mondo ma so che era innamorato, abbiamo avuto l’opportunità di incontrare Alfa negli studi di Artist First a Milano. Un momento di confronto sincero, in cui il cantautore genovese ci ha raccontato l’evoluzione del progetto, la nascita dei nuovi brani e il significato profondo che questa nuova versione dell’album rappresenta per lui.

Il tuo disco si è evoluto, esce una nuova versione più completa con 5 inediti. Se la prima edizione era una dichiarazione d’amore, cosa rappresenta per te la deluxe?

“È un disco di passaggio, un intermezzo. Mentalmente, in realtà, sono già proiettato verso il prossimo progetto, che immagino più cantautorale. Se il disco precedente era più folk, ora sento di avvicinarmi a una dimensione più da cantautore. Credo che il cantautorato tornerà con forza, come si è già visto a Sanremo, e questa è la mia scommessa musicale”.

Hai detto che “Tante mila volte” è cambiata mille volte in tre anni. Che cosa non ti convinceva prima e cosa invece ti ha fatto dire: “Ok, adesso è pronta”?

“In realtà, ancora oggi non mi sembra del tutto pronta. Ma arriva un momento in cui una canzone va fatta uscire, altrimenti rischia di diventare obsoleta. Io scrivo e riscrivo in continuazione: ci sono pezzi che nascono in dieci minuti e altri che richiedono mesi. A un certo punto ho percepito che la canzone stava iniziando a perdere freschezza, allora mi sono detto: “Ok, è arrivato il momento”. Altrimenti l’avrei modificata ancora”.

In “A me mi piace” hai coinvolto una leggenda come Manu Chao. Com’è stato passare da fan a collega? E che cosa ti ha lasciato questa collaborazione, oltre alla canzone?

“È stato molto strano, ma anche emozionante. Conoscerlo, avere il suo numero, sentirlo e poi cantare insieme in Francia… è stato come chiudere un cerchio. La musica ha questa magia: ti fa vivere esperienze che non avresti mai immaginato. Ricordo che ho imparato a suonare l’ukulele grazie a Me Gustas Tu, e ora ci ho cantato insieme: è davvero un sogno che si realizza”.

In “Come il sole” canti: “Non so se sei bella come il sole o se il sole è bello come te”. Hai detto che per te è una frase da tatuaggio: qual è la frase della deluxe che pensi potrebbe tatuarsi qualcuno che ti ascolta?

“Mi piacerebbe che una coppia si tatuasse “Ma tu dimmi come questo amore può diventare abitudine”. È una delle mie frasi preferite dell’intero disco”.

“Anna” è un pugno nello stomaco, e allo stesso tempo un atto di libertà. Che rapporto hai con le storie difficili, quando le trasformi in musica?

“È qualcosa che sto sperimentando da poco. Nei miei testi ho sempre portato molta leggerezza, ma con Anna ho voluto provare a diventare una sorta di cantastorie moderno. Sono canzoni che raccontano storie. Sono cresciuto ascoltando De André, che aveva proprio questo approccio, e desideravo fare qualcosa di più rischioso. Anna è un pezzo a cui sono molto legato e spero venga apprezzato. Anche se non è una storia vera, tutti abbiamo pensato almeno una volta nella vita di scappare di casa. Parla di quel desiderio, di quel fascino dell’andarsene”.

“Lo so che casa non è cosa”. Che cosa significa per te, oggi, la parola casa?

“Casa, per me, è Genova e soprattutto la mia famiglia. Dopo l’adolescenza, in cui cerchi di trovarti e ti allontani anche dai genitori, crescendo mi sento sempre più legato a loro. Cerco di ritagliarmi più tempo possibile per stare insieme, perché voglio godermeli davvero”.

Cosa ti ha spinto a scrivere “Dormono tutti”?

“Avevo scritto tante canzoni, ma mai una ninna nanna. Stavo ascoltando ‘Buonanotte’ di De Gregori e mi sono detto: “Wow, vorrei tanto scriverne una anch’io”. Così, con Tommy ci siamo messi all’opera e abbiamo cominciato a comporla con un organo. È nata così”.

L’amore è il filo rosso di tutto questo progetto. Dopo tutti questi brani, queste parole, queste emozioni… sei arrivato a una definizione tua di amore?

“No, ed è proprio per questo che continuo a scriverne. Se avessi davvero capito cos’è, forse non ne parlerei più”.

Il titolo dell’album è una delle frasi più poetiche uscite in Italia negli ultimi anni. Ma se dovessi riscriverlo oggi, quale sarebbe?

“Probabilmente un titolo più breve… Ma in realtà non lo cambierei. Mi piace molto così com’è, e trovo che sia perfettamente coerente con il disco. Il progetto è nato proprio da quel titolo, e le canzoni sono venute dopo. Non è la prassi, di solito succede il contrario, ma stavolta è andata così”.

D’estate attraverserai l’Italia, poi l’Europa, poi di nuovo i palazzetti. Che cosa cambierà?

“Cambierà tutto: la scaletta, lo show… perché sono tre situazioni completamente diverse. L’estate è fatta di concerti all’aperto, più energici e spensierati. In Europa, invece, si suona nei club, spesso di fronte a comunità italiane all’estero. Sono show più intimi, vorrei addirittura far sedere il pubblico per terra e cantare senza microfono. In quei contesti, si può. I palazzetti, invece, offrono un budget diverso e io li immagino come un vero e proprio circo”.

Il video con Manu Chao è un omaggio a Genova. Quanto senti che la tua città ti ha plasmato come artista? Cosa ha Genova che ti porti sempre dietro, anche all’estero?

“Genova è il 99% del mio DNA. È il motivo per cui faccio musica, nel bene e nel male. È una città che stimola, che ha una grande storia musicale, ma allo stesso tempo sa essere noiosa. E per me la noia è stata una risorsa enorme: mi ha spinto a studiare, a creare, a cercare un senso. Genova oggi mi dà un grande equilibrio: mi vuole bene, mi apprezza, ma non mi mette su un piedistallo. A Milano ti esaltano, a Genova ti dicono “bravo”, ma restano con i piedi per terra. E questo per me è prezioso”.

Cosa puoi anticiparci del tuo progetto futuro?

“Poco, perché in realtà ancora non so. Ho 15-20 canzoni pronte, quindi potrei già avere un disco, ma non voglio pubblicare una semplice raccolta di brani belli. Voglio costruire un concept, qualcosa di coerente e completo”.

Tu di solito, quando scrivi?

“Scrivo sempre. Tra un concerto e l’altro, anche la sera tardi. Ieri sera ho scritto. Non ho delle vere e proprie “fasi di scrittura”, fa parte della mia quotidianità. La mia vita è scrittura”.

Tra tutte le canzoni che hai scritto, ce n’è una che senti di aver scritto solo per te e non per il pubblico?

“Sì, ‘Dormono tutti’. È una ninna nanna così semplice e piccola che l’avrei scritta anche solo per me. Esce perché mi piace, ma è una canzone che sento profondamente mia”.

I tuoi testi spesso parlano di sogni, fragilità, libertà. Se potessi scrivere un messaggio al te stesso di 16 anni, che cosa gli diresti oggi?

“Gli direi di crederci un po’ di più. Ho fatto tante cose senza crederci davvero, e forse sono stato l’ultimo a credere in me stesso. Un pizzico di autostima in più non avrebbe guastato”.

La Playlist di Cromosomi