Annibale pubblica Una questione di fortuna, prodotto da Luca Romeo. Il nuovo singolo per NEEDA RECORDS racconta l’amore tra verità e paura. Esce su tutte le piattaforme digitali Una questione di fortuna, il nuovo singolo di Annibale, artista napoletano che continua a costruire il suo percorso con una scrittura autentica e viscerale.
Una questione di fortuna è un brano intimo e diretto che esplora il legame profondo tra due persone che, pur separate, continuano a cercarsi e a pensarsi. Tra finzioni, rimpianti e paure, Annibale racconta senza filtri la fragilità dell’amore, in un equilibrio sottile tra il desiderio di andare avanti e la paura direstare soli.
Cantato in napoletano, con una melodia dolce e malinconica, Una questione di fortuna restituisce tutta la verità emotiva di una storia che potrebbe appartenere a chiunque: perché, in fondo, amare — e riuscirci — resta sempre una questione di fortuna.
Annibale è il progetto cantautorale di Nicolò Annibale. Ha pubblicato due album: “Ce voglio credere”(Europhone Records/Audioglobe, 2016) e “Elefanti”(Tilt Music Production/Cult Recording Studio, 2022). Attualmente è in studio per ultimare il suo prossimo album.
Negli ultimi due anni ha rilasciato due singoli—“Ti prego dai”(Tilt Music Production) e
“Fidati di me”(Needa Records)—oltre a due live session registrate a The Corner di Torino.
Abbiamo fatto due chiacchiere con Annibale per la sua Una questione di fortuna. Qui l’intervista.
Come nasce il tuo nuovo singolo Una questione di fortuna?
Una questione di fortuna nasce qualche anno fa, nei primi tempi in cui mi trasferivo a Torino e iniziavo a metabolizzare un pò delle cose stavo lasciando dalla “vecchia vita” a Napoli. Ad oggi non so se sia un pezzo nato dalla rabbia, ma credo sia un pezzo nato dalla consapevolezza, dall’accettazione dei compromessi. Capivo che a volte, nonostante tutto, si fanno scelte per non vivere da soli, nonostante i sentimenti ti porterebbero lontano dalle scelte che si accettano, tue e degli altri.
In questo pezzo, l’emotività è il centro. Quanto è importante per te la musica nello sviscerare la tua sfera emotiva?
La musica è sempre stata la mia forma comunicativa. Nonostante sia una persona che parla
tanto, da sempre, sono uno che ha avuto sempre difficoltà a comunicare fino in fondo i propri
motivi, i propri bisogni e i propri sentimenti. La musica è sempre stata la forma più completa
della mia emotività. Canto per comunicare, per dire quello che non riesco e che non posso
dire e che forse non voglio dire.
Cantare in napoletano, il tuo dialetto, è una scelta non solo musicale, ma anche stilistica. Come mai hai scelto di utilizzare il dialetto?
Il dialetto napoletano, nella mia musica, si intreccia con la nostra lingua. Ma il dialetto in sé è
una vera e propria lingua che molto spesso mi aiuta nello sviscerare i sentimenti di cui parlavo
prima. Ha la sua musicalità, ha il suo perché e ha la sua forma che mi aiuta molto spesso a
dire qualcosa che in “italiano” spesso non ci si riesce.
Cosa connette Una questione di fortuna con i tuoi precedenti due singoli “Ti prego dai” e “Fidati di me”?
Parlano tutti della stessa storia. Dello stesso sentimento che si è evoluto nel tempo. Oltre ad
avere lo stesso produttore. Raccontano, effettivamente tutte e tre le canzoni, la fine e di
quando poi non si è tanto bravi a lasciarsi andare, a capirsi e a mettersi nei panni dell’altro.
Senza pensare – senza sottovalutare – quando poi entra in questa battaglia una terza persona,
senza capire che ruolo abbia effettivamente nella fine di una storia. Nell’infinita agonia della
fine di una storia.
Cosa ci dobbiamo aspettare nel futuro prossimo per quanto riguarda la tua musica?
Il futuro prossimo è fortunatamente pieno di canzoni. Qualche altro singolo nei prossimi mesi,
video live, concerti e in autunno il nuovo album che stiamo chiudendo in queste settimane tra
Napoli e Torino.










