Esce oggi, 14 maggio, Non ci troverete mai, il nuovo album di inediti dei Mercanti di Liquore. Un titolo che è tutto un programma: una dichiarazione d’esilio volontario dalla scena dominante, un atto d’amore verso le periferie culturali e geografiche da cui la band proviene e a cui continua a dare voce con ostinata coerenza.
Dopo anni di silenzio discografico, interrotti nel 2021 dal 45 giri Lombardia realizzato con Emergency, Lorenzo Monguzzi e compagni tornano con dieci brani che scolpiscono storie di provincia, personaggi eccentrici, verità spigolose. Il combat-folk evolve, abbracciando rock, suggestioni latine e sprazzi intimi, a dimostrazione di una rinnovata urgenza espressiva. Coltivare l’ortica apre il disco con uno slancio programmatico: la diversità non solo come valore, ma come necessità. Balordi e Nel quartiere disegnano il perimetro umano delle periferie metropolitane, con una scrittura ruvida e affettuosa, mai stereotipata. Gli amici dell’odio fotografa l’Italia incattivita del post-pandemia, mentre Quel giorno racconta una piccola rivoluzione quotidiana: un matrimonio omosessuale che smuove le acque ferme di un paesino brianzolo.
“Non ci troverete mai” dei Mercanti di Liquore è il motto di chi non chiede permesso per esistere, ma lo fa a voce alta, con strumenti nuovi e mani diverse, come spiega Monguzzi. È un disco che rivendica la libertà di restare fedeli alla propria traiettoria, pur evolvendosi.
Il viaggio riparte il 22 maggio dal Live Music Club di Trezzo sull’Adda. Sarà una festa per chi nella musica cerca ancora rifugio, verità e una scintilla di disobbedienza poetica. Perché sì, restare ai margini è anche una forma di militanza.










