C’è un momento preciso in cui tutto cambia. In cui il passato, con le sue ferite e i suoi silenzi, non fa più solo male, ma inizia a parlare una lingua nuova: quella della rinascita. È da qui che parte Qualche giorno prima, il nuovo singolo di Biso, fuori il 9 aprile per Honiro Label, un pezzo che suona come una presa di coscienza e un manifesto personale.
Con una base dalle ritmiche tipicamente southern e una scrittura viscerale, Qualche giorno prima racconta il buio senza sconti, ma anche la fame di luce. È un brano che raccoglie i cocci del passato e li trasforma in bussola per orientarsi nel presente. Parole dirette, nude, che si muovono tra memoria e desiderio, tra ciò che ha fatto male e ciò che ora può fare bene.
Dopo anni di musica condivisa con Spidy, amico e sodale con cui ha firmato lavori come “La città delle star” e l’EP “On The Road”, Biso si presenta ora in veste solista, con una nuova direzione artistica che mette al centro la sua voce, il suo stile, la sua voglia di raccontare il reale senza filtri. E lo fa partendo proprio da questo brano: uno sfogo, un flusso di coscienza, un punto di rottura e ripartenza.
“Qualche giorno prima è il mio modo per fare pace con ciò che mi ha fatto soffrire, per lasciarmelo alle spalle. È l’inizio di qualcosa di diverso, qualcosa di mio”
Le sonorità trap, cupe e introspective, creano lo sfondo ideale per un viaggio. Questo non cerca approvazione ma verità, tra rabbia, malinconia e desiderio di riscatto.
Classe giovane ma penna matura, Biso viene dalla periferia di Roma Ovest e ha iniziato a scrivere rime a soli tredici anni. Al centro della sua musica c’è sempre stata la scrittura: un’attenzione quasi maniacale a flow e metrica, unita a un sound che affonda le radici in atmosfere scure, emotive, sincere.
Ora, con questo nuovo singolo, si apre per lui un percorso solista che promette autenticità e una visione personale. Ma sempre all’insegna della verità e dell’urgenza espressiva.
Qualche giorno prima serve per lasciare andare ciò che è stato e afferrare ciò che può essere. Perché ogni nuovo inizio parte proprio da lì.










