Nati diversi è il nuovo album di Gianni Bismark, fuori oggi e pronto ad essere ascoltato.
Nati diversi ha permesso a Gianni Bismark di riusciure nel suo intento: restare onesto.
È con singoli come quello di apertura, Scherzo Rido, in cui parla della possibilità per uno come lui di iniziare a scrivere hit estive. È rimasto vero, ci dice, anche nella title track del disco, Nati diversi.
E noi gli crediamo.
Perché oltre alle collaborazioni, oltre ai grandi nomi che come al solito figurano di fianco al suo (fra tutti Tedua, con “Ne hai fatti 100”, ma anche Franco126 in “Mi sento vivo”), c’è molto di più.
Perché se è vero che già nello scorso album, quello di debutto, i nomi con cui aveva collaborato erano parecchi (basti pensare che Franco126 figurava già nella tracklist dello scorso disco), qui appare ai nostri occhi un artista più convinto, più coinvolto, e soprattutto più cosciente di ciò che sta creando.
È facile infatti, una volta arrivati a un certo grado di notorietà, mollare i freni e perdersi in un autoindulgenza che purtroppo ha investito molti artisti di questo decennio italiano.
Gianni Bismark ci dice che no, lui né lo sta facendo, né soprattutto lo farà.
Voglio arrivare dove dico io
Senza chiedere a nessuno
Così canta nel brano Poche persone, su un beat coinvolgente come quello prodotto da SickLuke in La strada è nostra. E se è vero che Gianni Bismark vuole arrivare senza chiedere a nessuno, è pur vero che con i brani di questo album ci dimostra un’umiltà straordinaria per molti protagonisti dell’ambiente.
Un’ultima nota è quella che riguarda Mi sento vivo, il singolo con Franco126, quello che probabilmente spicca sempre di più all’interno del disco.
Fumo e bevo per ritrovare l’equilibrio…
è Roma che parla qui. È questo il brano che più riesce a comunicare alle nostre orecchie, il più evocativo, il più carico di poesia. Il più Gianni Bismark di tutti quanti.










