COME NO è il nuovo singolo dei Fast Animals and Slow Kids uscito venerdì 7 giugno. Una canzone d’amore che non è una canzone d’amore, un gruppo alternative rock che non è più alternative rock, una canzone pop che non è una canzone pop.
I Fask sono molto cambiati dai loro albori nel 2008. Questo sicuramente è un bene: nei primi anni della loro carriera, con i dischi Hybris, Alaska e Forse non è la felicità, avevano mostrato una crescente maturità musicale e una scrittura non scontata che li hanno fatti diventare uno dei nomi più importanti dell’alternative rock italiano.
Poi cos’è successo?
La deriva pop rock, o forse solo pop, dei Fast Animals and Slow Kids è iniziata già da tempo, infatti non è questo che sorprende di Come no.
Una critica, questa, che è stata posta già da molti e alla quale, i Fask, hanno sempre risposto dai loro palchi (e dai social di Aimone Romizi, voce del gruppo) dicendo che crescendo si cambiano gusti e linguaggio, si sperimenta, che era da ragazzi immaturi pensare che “fosse alternativo fare il punk”, come dicono nel brano “Canzoni tristi” di Animali notturni.
Quella pop per i Fask non è affatto una deriva, bensì una rotta che chiaramente hanno scelto con consapevolezza e che li ha ripagati in termini di ascolti e notorietà. Le cose che veramente sorprendono del singolo Come no, uscito ieri, sono due: la virata modaiola su un sound più Emo e il testo della canzone pieno di luoghi comuni e frasi fatte.
Il senso della canzone resta confuso e offuscato dietro una serie di concetti “pop-acchiappapopolo” che non la fanno essere una canzone d’amore, anche se in certi punti lo sembra, ma nemmeno una canzone che parla d’altro. Come no rimane sospesa nella sua indefinitezza, giusto giusto per lanciare la notizia del nuovo tour dei Fast Animals and Slow Kids che a dicembre li porterà in giro per l’Italia.
Ma di questo siamo contenti: i Fask sono sempre capaci di stare sul palco tanto da farci dimenticare alcune delle loro recenti scelte musicali.










