Si chiama Alina e la sua Farmi male è un tacito uragano. Classe 2003, musicista e cantautrice fin da piccolissima, Alina è veramente un profilo particolare all’interno del nuovo panorama musicale.
Farmi male, l’identità noir di Alina
Farmi male è il brano che rappresenta la sua identità musicale. Alina è effettivamente un prospetto musicale che possiede caratteristiche non comuni. In Farmi male viene fuori subito la sua intensità vocale: quando canta sembra di essere in un film noir. L’atmosfera in cui l’ascoltatore viene calato è densa, ma non pesante.
Farmi male è un thriller che fa mantenere l’attenzione sempre molto alta.
L’accuratezza di questo brano sta nel modo in cui l’artista sceglie di interpretarlo; Alina possiede una voce vorace e onnivora capace di dare una dolce aggressività al brano. Il tema, ovviamente, si presta bene poiché Farmi male è la scelta, dolorosa peraltro, di fare un passo indietro a fin di bene all’interno di una relazione.
Mi ricordo ancora i tuoi pensieri
quando dicevi di volermi
mentre passeggiavi per le strade
ti ricordavi (le mie mani)
su di te
Talento e adrenalina
Farmi male è un brano che non dice tutto sull’artista. Alina ha delle qualità ancora inespresse data anche la giovane età, ma la caratteristica che risalta più di tutte da questo brano è la sua propensione al rischio.
Farmi male non è un brano semplice da realizzare per impegno strumentale e vocalico: certamente non una canzone alla portata di tutti. Il pezzo non è perfetto, ma Alina fa sua questa imperfezione sporcando la canzone con la voce e rendendola autentica e viva.
Possedere questa padronanza artistica e questa attitudine fin dagli albori può significare solo una cosa: siamo di fronte ad una cantautrice che ha un sacco di cose da scrivere, musicare e cantare. Un bel talento che sa unire il rischio e l’adrenalina ai sentimenti.










