Nap, scelto durante il processo di selezione di Nuova Scena 2026 da Fabri Fibra, si è distinto per la sua penna profonda e per la sua personalità camaleontica. Si è saputo orientare bene tra tutte le prove, mostrandosi per quello che è e cercando di migliorarsi, passo dopo passo. All’inizio criticato per il suo modo di porsi, si è rivelato poi un rapper di vecchia scuola, con un grande talento.
Tra i singoli presentati a Nuova Scena troviamo Mille Luci, brano estremamente intimo e personale nato in un momento di vuoto totale, e Flow Extendo, pezzo dall’attitudine cruda, diretta e aggressiva. I due brani hanno dimostrato come Nap sappia orientarsi tra i vari generi, senza snaturarsi. Tra i momenti più iconici del suo percorso, impossibile non citare il duetto con la rapper svizzera Ele A. I due hanno performato sulle note di Oceano, celebre brano della rapper, in cui Nap ha inserito alcune delle sue barre. Il risultato? Una performance impeccabile, senza sbavature e perfettamente in linea con l’hip-hop anni ’90.
A seguito di questo percorso, Nap è riuscito a guadagnarsi il quarto posto nella serata finale. Abbiamo avuto l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con il rapper per capire com’è stato vivere in prima persona un’esperienza di questo livello, circondato da professionisti e artisti di grande calibro.
L’intervista a Nap
‘In moltissimi hanno apprezzato la tua coerenza artistica e la tua identità definita nel corso delle puntate di Nuova Scena. È stato difficile mantenerle in prove molto diverse tra loro?‘
«Non ho avuto particolare difficoltà nell’essere coerente, anche perché in realtà mi piace fare musica in generale. Faccio rap, ma posso spaziare anche sulla trap, sull’R&B e via dicendo.»
‘Facendo un resoconto del tuo percorso dall’inizio del programma alla finale, quali limiti credi di aver superato? E quali sono gli aspetti in cui senti di essere davvero cresciuto?‘
«In realtà penso che non si smetta mai di imparare. Ho avuto la conferma di saper tenere bene il palco e di saper coinvolgere il pubblico. Mi sono allenato tanto facendo live per arrivare a questo piccolo traguardo: non basta saper fare le hit, bisogna anche essere prestanti dal vivo.»

‘La puntata dei videoclip è stata molto intensa per te: com’è nato il singolo Mille Luci? E com’è stato il processo creativo che ha dato vita a un video così intimo?‘
«Quel brano l’ho scritto tre anni fa in un momento di vuoto totale, non sapevo che cosa fare né dove sbattere la testa con la musica. Non mi vergogno a dire che è nato in un momento di frustrazione totale con me stesso: mentre piangevo, le dita hanno scritto al posto mio. Non ho dovuto riflettere per scriverlo, è nato direttamente dal mio io interiore. Per il videoclip ho voluto coinvolgere la mia famiglia perché ritenevo opportuno mettermi a nudo nel video proprio come avevo fatto nella canzone.»
‘Credi che, all’interno della cornice di Nuova Scena, il pubblico abbia avuto occasione di conoscerti a 360 gradi? C’è una sfaccettatura di te che ancora non hai svelato?‘
«Sono sicuro che quest’anno, lavorando bene e con costanza, le persone capiranno chi sono e quanto posso essere versatile. Mi è stato criticato di non essere uscito dalla mia comfort zone, beh… ci saranno tante sorprese a settembre!»
‘In Nuova Scena hai avuto l’occasione di duettare con Ele A. C’è qualcosa che pensi abbiate tirato fuori l’uno dall’altra che da soli non sarebbe mai emerso?‘
«Penso solo che sia stata una prova più utile a me che a lei, però credo che abbiamo fatto un’esibizione stupenda e senza sbavature.»
‘Chiudi gli occhi e immaginati tra cinque anni: c’è qualcosa che speri di non perdere mai lungo il tuo percorso artistico?‘
«La mia sanità mentale, anche se forse non l’ho mai avuta! A parte gli scherzi, spero di non perdere mai le persone con cui sto costruendo tutto, mattone dopo mattone. La lealtà è diventata un lusso al giorno d’oggi, e rimanere da soli in questo ambiente può essere davvero logorante.»










