Ancorata alle proprie radici, La Niña continua a sperimentare con un linguaggio a metà tra tradizione e contemporaneità. A raccontare la nascita del brano Ràreche è lei stessa:
“Sono i fiori ad aver scritto questa canzone, io l’ho solo eseguita. Mi hanno insegnato che ciò che vediamo fiorire porta con sé una storia nascosta di radici, resistenza e memoria.“
Musicalmente parlando il brano si colloca a metà tra il ritmo battente di una tammorra napoletana e la tradizionale canzone d’autore, che strizza però l’occhio anche al panorama del pop italiano contemporaneo. È un testo legato all’attualità soprattutto per i temi trattati.
La Niña scrive un brano che parla di resistenza e rinascita
Ascoltando queste parole, il pensiero va inevitabilmente alle immagini e ai video che ogni giorno invadono la nostra quotidianità, di popolazioni civili, donne, uomini, ma soprattutto bambini, vittime dei conflitti ormai in atto in tutto il mondo. Un legame, questo, espresso chiaramente anche dalle immagini nel video musicale, che amplificano visivamente il dramma ambientale e la forza della sopravvivenza nonostante le avversità.
“E stelle cadute appicciano ‘o mare,
addò va ‘a luna quanno scummpare?
Purtate ‘o bbene facenno ‘o mmale,
cu ‘a stessa raggia d ‘n animale.”
Il cappello di Napoleone indossato dalla cantautrice nel video, insieme al ritmo incalzante, quasi marziale, e al verso “Vurria, vurria sapé si vene primma ‘a terra o ‘a bannera?“, mettono in luce la conflittualità interiorizzata dall’uomo contemporaneo. In questo verso infatti, dal sapore universale, la terra rappresenta le radici, l’identità e gli affetti; mentre la bandiera è l’ideologia nazionalista, che si costruisce a partire dall’identità di un popolo. La domanda, formulata qui senza offrire una risposta, mette in discussione la gerarchia tra questi due elementi e invita a riflettere su cosa si basi realmente il sentimento di appartenenza.
Un contesto doloroso da cui però può nascere la speranza. Una speranza che sembra muoversi al ritmo dei cori concepiti come l’espressione più pura e autentica della voce umana, affidata per tale ragione alla voce dei bambini. A dare corpo e anima a questo passaggio è un coro di bambini, con cui l’artista ha condiviso il suo percorso creativo, trasformando la loro forza in un potente messaggio di resilienza.
Il singolo anticipa le date del tour estivo che porterà La Niña sui palchi di alcuni tra i principali festival estivi italiani:
Date FURÈSTA ITA TOUR
- 22 maggio – Milano, MI AMI Festival
- fine maggio – Rovereto (TN), TBA
- 16 giugno – Padova, Sherwood Festival
- 26 giugno – Collegno (TO), Flowers Festival
- 28 giugno – Cesena, acieloaperto Festival
- 16 luglio – Catania, Villa Bellini
- 28 luglio – Roma, Roma Summer Fest – Cavea Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone
- 12 agosto – Locorotondo (BA), Locus Festival
- 13 agosto – Lamezia Terme (CZ), Color Fest
- 18 settembre – Pompei (NA), Teatro Grande
- 19 settembre – Pompei (NA), Teatro Grande










