“smetto quando voglio”: il nuovo capitolo di Sethu

da | Giu 29, 2026 | Recensioni singoli

Il brano è il primo estratto del prossimo album e il terzo capitolo della saga Effetti collaterali, unisce sonorità dance a un testo introspettivo che racconta fragilità e cambiamenti.

Il percorso artistico di Sethu entra in una nuova fase con l’uscita di smetto quando voglio, brano disponibile da venerdì 26 giugno, che anticipa il suo prossimo album. Dopo aver costruito negli ultimi anni una sua identità, il cantautore propone una traccia che unisce un sound immediato a un racconto introspettivo.

Il singolo arriva dopo “Paroxetina” e “Rai Uno”, i primi episodi della saga “Effetti collaterali”, un progetto con cui Sethu ha deciso di raccontarsi senza seguire gli schemi tradizionali e pubblicando i due brani esclusivamente su Instagram, lasciando ai social la possibilità di essere uno spazio dove condividere musica e riflessioni in modo diretto. Smetto quando voglio prosegue quel percorso ma, contrariamente ai brani precedenti, arriva anche sulle piattaforme digitali.

La produzione del brano è affidata ancora una volta a Jiz, fratello gemello dell’artista e suo collaboratore. Anche in questo brano, il loro lavoro dà forma a una ricerca sonora che unisce sperimentazione e personalità.

“smetto quando voglio”: un nuovo capitolo per Sethu

Già dal titolo emerge uno dei temi centrali della canzone: l’illusione di avere sempre il controllo sulle proprie emozioni e sulle proprie scelte. L’espressione “smetto quando voglio” è una riflessione sul bisogno di sentirsi liberi di interrompere ciò che fa stare male, anche quando nella realtà non è così semplice.

Nel testo si alternano immagini che raccontano il cambiamento: gli amici prendono strade diverse, qualcuno modifica le proprie abitudini, qualcun altro rinuncia ai sogni, mentre il protagonista osserva tutto con un senso di smarrimento. È il racconto di una generazione che cresce, cambia e si confronta con nuove responsabilità, senza però trovare sempre risposte rassicuranti.

E allora io smetto quando voglio
Rispondo: “È tutto quanto a posto”
Diciamo che va tutto bene, bene, bene
Mi piaci te che mi fai male, male, eh
E allora io smetto quando voglio
Rispondo: “È tutto quanto a posto”
E non mi sento tanto bеne, bene, bеne
Ma in fondo non è così male guardare, eh
Il soffitto che cade

Il ritornello racchiude il cuore del brano. Ripetere che “va tutto bene” diventa quasi automatico, una risposta detta più per proteggersi che per descrivere davvero il proprio stato d’animo. Poco dopo, però, la maschera si incrina e lascia spazio alla consapevolezza di non sentirsi affatto bene. È una contrapposizione alla quale Sethu non offre delle soluzioni, ma preferisce lasciare spazio alle sensazioni, permettendo a chi ascolta di riconoscersi nelle contraddizioni.

Con questo nuovo capitolo, Sethu anticipa l’album e presenta una visione artistica più ampia. Il progetto “Effetti collaterali” e in particolare smetto quando voglio raccontano l’inizio di un percorso di trasformazione personale oltre che musicale, fatto di cambiamenti, dubbi e ricerca continua. 

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